Sanità. Serracchiani: "A Cividale Regione fa investimento" - DIRE.it

Friuli Venezia Giulia

Sanità. Serracchiani: “A Cividale Regione fa investimento”

serracchiani2TRIESTE – “Ribadiamo che la sanità regionale qui sta facendo un investimento: a Cividale oggi abbiamo toccato con mano la parziale attuazione della riforma della sanità e possiamo dire che si è creata una collaborazione molto stretta tra l’ospedale, il territorio, inteso come distretto, e l’ambito. I professionisti, con un’attività multidisciplinare che mette al centro il paziente, hanno posto da tempo le premesse per creare una ottimale condizione di assistenza: sono buone prassi sperimentali che ci auguriamo diventino strutturali e possano essere trasferite all’intero ambito regionale nelle aree in cui siamo in maggiore difficoltà”. Lo ha sottolineato la presidente della Regione Debora Serracchiani al termine della visita, assieme all’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, al distretto sanitario e al presidio ospedaliero di Cividale.
Accompagnate dal direttore del Distretto Luigino Vidotto, Serracchiani e Telesca al termine della visita alla struttura inaugurata due anni fa e che serve 17 Comuni e un bacino di 53 mila abitanti, hanno anche incontrato il sindaco di Cividale Stefano Balloch e i primi cittadini delle Valli del Natisone. Nel corso dell’incontro il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero universitaria di Udine e Aas 4 Mauro Delendi ha illustrato le principali azioni in corso di programmazione e attuazione nel 2016 per attuare la riforma sanitaria e i professionisti del Distretto hanno fatto il punto su dati e attività dei progetti sperimentali.
Come noto qui erano già presenti buone prassi: c’è un rafforzamento della presenza sul territorio dell’assistenza sanitaria e socioassistenziale e qui i professionisti lavorano già in team“, ha notato al termine la presidente, ricordando come “la Regione attraverso la riforma abbia costruito la cornice giuridica e dato gli strumenti affinché queste prassi possano diventare strutturali e trasferibili”.
Nel 2016 proprio nel Cividalese, dunque, è stato rilevato ci sarà “una precoce attuazione della riforma”. Verranno istituiti due Centri per l’assistenza primaria (CAP), uno a Cividale e uno a Manzano, e sempre in questi due comuni nasceranno le Aggregazioni funzionali territoriali. Le forme associative di medici di medicina generale, che sono già esistenti a Buttrio-Premariacco, Manzano, Corno di Rosazzo-San Giovanni al Natisone verranno sviluppate ulteriormente e altre nuove Medicine di gruppo integrate verranno attivate nel 2016.
Un forte sviluppo delle funzioni territoriali presuppone però un efficiente risposta alle emergenze. “Abbiamo messo mano anche al piano dell’emergenza e dell’urgenza, che mancava da oltre 25 anni e lasciava territori, come quello delle Valli del Natisone, non sufficientemente coperti“, ha detto la presidente, ribadendo come “non solo a Cividale rimarrà l’ambulanza con il presidio sulle 24 ore, ma se ne aggiungerà anche una a San Pietro al Natisone, collocata dove già si trova il distaccamento del distretto sanitario, non appena sarà conclusa la formazione del personale. Credo che nell’arco di due mesi – ha affermato la presidente – l’ambulanza potrà essere operativa”.
Serracchiani e Telesca hanno ringraziato i professionisti che da tempo hanno elaborato un percorso innovativo di presa in carico del paziente anziano fragile. Un percorso che viene attivato già al momento dell’arrivo del paziente in pronto soccorso e che non attende quindi il giorno precedente le dimissioni per valutare la sua situazione di assistenza. Da Udine il geriatra Paolo Olivo ha trasferito il suo ambulatorio che offre consulenza garantita dalle ore 8 alle 18 sette giorni su sette per qualunque esigenza.
Serracchiani ha indicato nell’integrazione del sistema la strada migliore per offrire servizi efficienti che rispondano alle attuali e mutate esigenze dei cittadini. Mettendo insieme tutti i pezzi che già ci sono e funzionano e superando le criticità – la presidente ha usato la metafora di Renzo Piano: “rammendare l’esistente” – “riusciremo – ha detto – nell’obiettivo, che deve avere come traguardo non il presente e l’immediato dopodomani, ma un futuro ragionevolmente lontano”.
L’appello è stato a “cercare di lavorare tutti insieme”. E’ questo “il modo migliore per non sprecare risorse e per dare maggiore assistenza e servizi“. Servizi, che “sono spesso mancati per anni”, ha osservato Serracchiani, ricordando come per esempio l’attivazione del CSM, Centro salute mentale, sulle 24 ore, “sia un servizio importante, che sta abbattendo anche considerevolmente la quota dei ricoveri”. Serracchiani ha fatto riferimento alla necessità di “affrontare problematiche che sono legate non solo alle fragilità della popolazione anziana, in continuo aumento, ma anche a quelle di altra natura e che in alcune parti del territorio regionale sono particolarmente marcate”.
Dal confronto con i professionisti – prima nel distretto e poi nel presidio ospedaliero – Serracchiani e Telesca hanno riferito di avere avuto la possibilità di raccogliere anche suggerimenti. “Un tema, ad esempio, è stato quello della difficoltà di garantire la continuità assistenziale nei cambi di turno dal venerdì al sabato e alla domenica. Dobbiamo intervenire, cercando di mettere più risorse e in questo senso i bandi che stiamo facendo per le assunzioni di infermieri su tutto il territorio regionale spero diano delle risposte anche qui”, ha detto Serracchiani. Nella riunione al termine della visita all’ospedale è stata ribadita la rassicurazione sul futuro dell’ospedale.
Abbiamo potenziato alcuni interventi in day surgery e non abbiamo nessuna intenzione di chiudere il presidio ospedaliero di Cividale. C’è un solo problema noto: la necessaria climatizzazione delle sale operatorie è un intervento che richiede tre mesi di chiusura. Questo non vuol dire chiudere l’ospedale ma solo, temporaneamente, l’attività per consentire l’intervento. Sarà nostra cura farlo in tempi brevi e nel periodo in cui c’è statisticamente meno richiesta, probabilmente nel periodo estivo”, ha rassicurato Serracchiani, ricordando come nel 2015 i professionisti dell’ospedale di Udine abbiano effettuato 1.210 interventi chirurgici e solo il 32 per cento di questi era su pazienti residenti nell’area del Cividalese. “Ciò vuol dire che questo presidio è un asset importante intorno e all’interno dell’azienda unica: abbiamo tutto l’interesse che questo ospedale continui a lavorare e alle migliori condizioni”.

22 febbraio 2016
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