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Renzi e Giannini lanciano ‘La scuola che cambia’: “Nuovo piano assunzioni e merito”

gianniniROMA – “Coraggio è la prima parola che mi viene in mente pensando al lavoro che abbiamo fatto insieme e che stiamo continuando a fare. Per noi che lavoriamo nel mondo della scuola significa affrontare una complessità di leggi e regolamenti stratificati negli anni, insieme alle aspettative, speranze e frustrazioni di chi vive e lavora quotidianamente nelle scuole italiane”. Lo ha detto Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione nel suo discorso in occasione dell’iniziativa ‘La scuola che cambia, cambia l’Italia’.

Il ministro ha poi messo in evidenza i punti fondamentali della buona scuola: il piano assunzionale, la necessità di rispondere ai differenti fabbisogni delle istituzioni scolastiche, la qualità degli insegnanti, migliorare il sostegno e dare agli studenti docenti specializzati, valutazione e merito. A riguardo Giannini ha sottolineato come la scelta di non cancellare l’anzianità e mantenerla insieme al merito “non significa tornare indietro ma aver saputo accogliere le proposte”.

Altri aspetti fondamentali ricordati dal ministro, la scuola digitale, che non vuol dire solo “lavagna digitale ma competenze chiave per i giovani” e l’alternanza scuola lavoro: “Agli imprenditori dobbiamo dire che portare un giovane in azienda è un investimento”, ha sottolineato Giannini.

ZANETTI DONA MAGLIA INTER CON NUMERO 1 AL PRESIDENTE RENZI
– L’ex capitano dell’Inter Javier Zanetti, oggi vicepresidente della societa’ nerazzurra, sta partecipando al convegno del Pd su ‘La scuola che cambia’ e sta seguendo gli interventi in prima fila in platea.
Zanetti, arrivando nel teatro dove si svolge la manifestazione, ha regalato al premier Matteo Renzi una maglia dell’Inter con il numero 1 e con scritto ‘Renzi’ sulle spalle. (Foto @nomfup)

M. Renzi e J. Zanetti

M. Renzi e J. Zanetti

MALPEZZI: PORTIAMO A CASA IL MIGLIOR RISULTATO – “Sono emozionata abbiamo sempre detto che vogliamo liberare le energie positive delle scuola e lo vedremo oggi sul palco”. Cosí Simona Malpezzi, deputata PD della commissione istruzione in occasione dell’evento ‘La scuola che cambia, cambia l’Italia’ organizzato dal Partito Democratico. Il decreto sulla Buona Scuola, prosegue Malpezzi, “entrerà probabilmente in consiglio dei ministri la prossima settimana, è frutto del grande lavoro di ascolto che ha dato grandi frutti; trasformarli in norme, cercando di dare organicitá e una visione politica é un lavoro faticoso ma speriamo di portare a casa il miglior risultato possibile per la scuola, per i ragazzi e per i docenti”.

RADIO KENNEDY PROTAGONISTI DELLA FESTA DELLA SCUOLA  – “Mi sembra ci siano segnali positivi che indicano che la scuola é diventata punto di riferimento per il nostro futuro, noi ci siamo come dirigenti insieme ai docenti tutti i giorni, é importante che si faccia sinergia e il nostro obiettivo sono gli studenti”. Cosí Lidia Cangemi, dirigente scolastico del Liceo Kennedy di Roma in occasione dell’iniziativa ‘La scuola che cambia, cambia l’Italia’. I ragazzi di radio Kenendy trasmetteranno tutto l’evento in diretta e condurranno la mattinata. Un grande successo per la scuola romana che ha iniziato un progetto di alternanza scuola – lavoro che ha portato alla realizzazione di una vera e propria radio che trasmette 24 su 24. Un’esperienza che Diregiovani e agenzia Dire hanno raccontato attraverso le parole degli studenti stessi. Gli stessi studenti che oggi emozionatissimi raccontano di essere onorati e felici di avere questa visibilità perché per loro significa ricevere attenzione, ed è questo di cui hanno bisogno.


STANDING OVATION PER BERLINGUER, ABBRACCIO CON RENZI – La platea del teatro dove si sta svolgendo l’iniziativa del Pd ‘La scuola che cambia’, a un anno dal governo Renzi, ha tributato una vera e propria standing ovation all’intervento di Luigi Berlinguer, ex ministro dell’Istruzione e padre della riforma dei primi anni del Duemila. Berlinguer ha poi raggiunto il premier Matteo Renzi in prima fila per un lungo abbraccio.

RUSCONI (ANP): SERVE AUTONOMIA DIDATTICA E ORGANIZZATIVA – “Speriamo che il decreto su la Buona Scuola ci dia gli strumenti per poter veramente attuare l’autonomia scolastica che fino ad oggi è rimasta sulla carta, abbiamo molta autonomia burocratica ma poca autonomia didattica e organizzativa”. Cosí Mario Rusconi, dell’Associazione nazionale presidi, presente all’incontro ‘La scuola che cambia, cambia l’Italia’ organizzata dal PD per festeggiare l’anniversario del governo.

 

22 febbraio 2015

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