Politica

Speranza attacca Poletti: “Via i voucher o votiamo la sfiducia”


ROMA – “Via i voucher o sfiducia“, è il titolo della lettera aperta di Roberto Speranza al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, pubblicata dall’Huffington.

Nella lettera, il deputato PD spiega: “Caro Poletti, le tue parole sui giovani italiani che vivono all’estero sono sinceramente indifendibili. In queste ore hanno provocato sgomento e rabbia dentro la generazione più debole del nostro Paese”.

Per Speranza si tratta di una “brutta scivolata! Tu stesso lo hai capito e hai subito chiesto scusa, ammettendo di aver sbagliato. Le opposizioni hanno già presentato una mozione di sfiducia individuale contro di te che sarà discussa dopo la pausa natalizia. A quel momento non bisogna guardare con paura, ma con coraggio. Col coraggio di chi ha voglia di affrontare di petto la grande questione della precarietà di tanti giovani italiani. Hai visto gli ultimi dati sui voucher. Sono drammatici e contraddicono gli intenti del Jobs act. 121,5 milioni di buoni sono stati venduti nei primi 10 mesi del 2016, per fine anno arriveremo intorno ai 150 milioni. È una nuova forma inaccettabile di precarietà“.

Per il dem “dobbiamo essere noi, insieme, governo e parlamento, a porvi subito rimedio. Ti scrivo per chiederti un’iniziativa immediata. In parlamento c’è già un buon testo base firmato da tutto il gruppo Pd in commissione lavoro e di cui è relatrice l’On. Patrizia Maestri. Non si può aspettare un solo giorno in più. Se vuoi dimostrare che quella frase è stato solo un incidente hai una strada maestra per farlo, proprio nella discussione che si terrà sulla tua mozione di sfiducia individuale”.

Conclude: “Credo che un’esternazione errata possa capitare a tutti. E le scuse sono sicuramente un segno positivo di umiltà. Un ministro si può sfiduciare solo per una frase sbagliata? Alcuni pensano di sì. Io non ne sono convinto. Forse è solo propaganda. Ma quello di cui invece sono molto convinto è che il ministro del Lavoro non può continuare a non vedere che nel fiume di questa nuova precarietà stiamo perdendo un’intera generazione. E questo sì che varrebbe la sfiducia”.

21 dicembre 2016
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