San Marino

Iss, Caruso: “Io capro espiatorio di certa politica”

SAN MARINO – Elargisce ringraziamenti, consigli e anche lacrime nel suo giorno di saluti all’Istituto per la sicurezza sociale, Bianca Caruso, direttore generale e numero uno della sanità sammarinese negli ultimi due anni e 4 mesi. Ma soprattutto, nel discorso di oggi rivolto al personale e alla stampa, rivendica i suoi successi, ovvero “il lasciare un ‘Iss migliore di quello trovato”, e non fa sconti a chi le ha reso la vita difficile portando “ad un termine anticipato e purtroppo unilaterale” del suo mandato. Si dice infatti consapevole di essere stata presa di mira “anche come capro espiatorio di una certa politica che non guarda contenuti e curriculum ma i tornaconti del momento”. E proprio nei rapporti tra politica e Iss identifica “un aspetto che ha sottovalutato” nel suo incarico sul Titano, ovvero “la conseguenza della pervasività della politica in ogni attività”. Diversi gli esempi che dimostrano “come la politica intervenga direttamente e pesantemente- prosegue- in ogni processo dell’Iss, non solo la politica dei partiti, ma anche del sindacato e di gruppi di potere che si sono consolidati nel tempo”.

Il direttore generale spiega così che “non sono mancate strumentalizzazioni su ogni decisione importante del Comitato esecutivo”. A riguardo indica la presa di mira contro la riorganizzazione della medicina territoriale “secondo il Chronic Care model- spiega- modello ormai adottato da tutto il mondo, attraverso i centri della salute ove peraltro sono raddoppiate le visite e triplicate quelle domiciliari a fronte di una protesta mediatica a tratti assordante”. Gli attacchi strumentali sono avvenuti anche “su proposte di modifica davvero semplici- prosegue- come quella avanzate per l’atto organizzativo, volte a rendere più funzionale e spedita l’attività di alcuni reparti, senza costi aggiuntivi”. In questo caso, spiega, il rinvio di una discussione in Consulta è diventata pubblicamente una bocciatura. A riguardo, il direttore generale invia un consiglio “a chi verrà dopo di me, che non vedo in sala”. Caruso si riferisce ad Andrea Gualtieri, attuale numero uno dell’Authority sanitaria, nome in pole position per l’incarico di nuovo direttore generale Iss e che, molto probabilmente, verrà reso ufficiale nella prima seduta del prossimo congresso di Stato. Malgrado la sua assenza nel saluto del direttore generale, la stessa gli suggerisce quindi di “pretendere autonomia dalla politica- manda a dire- pur con la necessaria collaborazione e il leale confronto”. Quindi, nelle ultime battute, sottolinea la sua professionalità, malgrado tutto e “nonostante la stessa delibera che prevede il termine del nostro mandato abbia numerosi profili di illegittimità”.

Così svela che nell’incontro avuto ieri con il futuro segretario di Stato alla Sanità, Franco Santi, lei stessa ha garantito la presenza per un adeguato passaggio di consegne. “Perché è così che deve operare un professionista anche se non viene rispettato- chiosa- come è successo nel mio caso”. Quindi il suo testamento: “Lascio un Iss migliore di quello che ho trovato- evidenzia- sia nella struttura organizzativa interna che nella reputazione al di fuori di San Marino”. Sul proprio futuro, Caruso si lascia sfuggire che la partita con San Marino non è del tutto finita: “Credo che avrò nuovamente a che fare con San Marino- conclude infatti- questa volta però dal fronte italiano”. Ma rassicura subito chi pensa a qualche sua possibile ripicca: Caruso sottolinea infatti che opererà “con la stessa onestà intellettuale avuta nel ruolo attuale”.

21 dicembre 2016
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