San Marino

Bilancio, Smpt: I sacrifici li hanno fatti tutti

SAN MARINO – San Marino Prima di tutto ha la coscienza a posto, mentre è Adesso.sm che non ha rispettato il “galateo” politico. All’indomani dell’approvazione del Bilancio in Consiglio grande e generale, scongiurato il rischio dell’esercizio provvisorio, da via delle Scalette i portavoce di Pdcs, Psd e Ps rigettano le critiche di incoerenza lanciate in Aula da Adesso.sm per l’astensione accordata al provvedimento. “Si è andati incontro all’esigenza di evitare l’esercizio provvisorio- spiega il segretario del Pdcs, Marco Gatti- ma sono stati fatti sacrifici da parte di tutti”. Per i partiti di San Marino prima di tutto, oggi all’opposizione, portare in dirittura d’arrivo il bilancio previsionale 2017 quindi “è stato un sacrificio politico”, ribadisce Gatti, perché in definitiva “non era il bilancio che l’ex maggioranza voleva portare”.

L’accordo con gli altri gruppi di minoranza e con la maggioranza è stato rispettato, sottolinea, attraverso il voto unanime alla procedura d’urgenza e non solo. “Ci siamo adoperati per trovare quelle sintesi necessarie a questa votazione”, prosegue Gatti. L’impegno nei cinque incontri con tutte le forze consiliari precedenti ai lavori in Aula era finalizzato a ricercare la mediazione, in particolare, sulle proposte in tema di centrale rischi e trasparenza dei beneficiari effettivi delle banche. Così “nonostante avessimo gradito un articolo sul possibile avvio della centrale rischi- chiarisce Gatti- si è convenuto di trasferire questa proposta in un Odg”. Parimenti “si è lavorato per introdurre un emendamento concordato sui beneficiari effettivi”. Al tavolo, Smpt “per non fare saltare l’accordo” ha accettato la bocciatura di due articoli ritenuti “troppo caratterizzati sotto il profilo politico”. Malgrado quindi di sacrifici ce ne siano stati per Pdcs-Psd-Ps, nessuno ha tirato la corda.

Al contrario “inaspettatamente- prosegue Gatti- nel corso di una conferenza stampa di Adesso.sm, sembrava quasi che si volessero smarcare da questo percorso, dicendo che non era più il loro bilancio”. In definitiva “ci ha dato molto fastidio sentire che loro hanno dovuto ingoiare rospi”, stigmatizza Gatti. “Allora come Dc ci siamo sentiti liberi di non ostacolare nulla degli impegni presi- continua- abbiamo votato la procedura d’urgenza, non abbiamo fatto nessun intervento ostruzionistico, non abbiamo portato emendamenti se non quelli concordati, ma abbiamo fatto la scelta di astenerci e non votare l’articolato”. Del resto, la maggioranza aveva comunque i voti per approvarlo, chiosa. Il bilancio approvato ieri non sarebbe stato quello di San Marino Prima di tutto, ribadisce anche Iro Belluzzi, Psd: “Noi avremmo inserito tra prima e seconda lettura elementi che potevano dare indicazioni per far ripartire l’economia”.

Belluzzi stigmatizza poi l’atteggiamento avuto dalla maggioranza in Aula, definendolo “un tentativo bruttino di portare in rissa quello che doveva essere un elemento di fiducia per scongiurare l’esercizio provvisorio”.Per Alessandro Mancini, Ps, “era assolutamente chiaro- spiega- che la legge di bilancio, seppure presentata dal vecchio esecutivo, doveva essere responsabilità del nuovo governo”. Era giusto quindi che il testo fosse votato dalla nuova maggioranza “perché giustificasse il primo step di un bilancio che a maggio dovrà lei stessa assestare”, aggiunge. Infine Mancini si dice stupito dall’assenza nel dibattito consiliare di interventi da parte di chi dovrà farsi carico del bilancio per spiegare come lo vorrà caratterizzare. Un po’ “superflua” infine è stata la messa a verbale di dichiarazioni per rimarcare l’autonomia di Bcsm: “È già sancito dalla legge dello Stato- conclude- mi è sembrato che si volesse continuare la campagna elettorale, il Paese non si governa con gli slogan ma con i fatti”.

21 dicembre 2016
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