Stragi. Danno morale, “I medici militari criminalizzano le vittime”

ROMA – Si presentano alla visita medica per farsi certificare l’aggravamento del danno morale o biologico in quanto vittime di un atto terroristico e vengono “trattate come fossero due persone intente a compiere un’azione criminale”. E’ successo a due vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna: persone, come tante altre, sfilate davanti alle commissioni mediche ospedaliere militari e accolte come “se cercassero di ottenere dei benefici ingannando”, specifica Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime del 2 agosto e deputato Pd.

strage

E’ successo lontano da Bologna, a Padova e Messina, ma è successo. “Per quanto a conoscenza” di Bolognesi, una “di queste è stata sottoposta ad una visita medica di valutazione del danno morale di oltre tre ore comprensiva di domande sulla propria vita intima. L’altra è stata valutata dopo anni dalla richiesta”. E’ tutto scritto in una interrogazione depositata pochi giorni fa alla Camera da Bolognesi e indirizzata al presidente del Consiglio, e ai ministri dell’Interno e della Difesa: è un lungo e documentato atto d’accusa.

P. Bolognesi

P. Bolognesi

Scrive Bolognesi: “Il riconoscimento dell’aggravamento e della valutazione del danno biologico e morale degli invalidi vittime del terrorismo continua a presentare, ad oltre 40 anni dagli accadimenti ed a ormai 11 anni dall’entrata in vigore della legge 206 del 2004 (quella sui benefici alle vittime del terrorismo, ndr), applicazioni difformi e molto penalizzanti da parte delle commissioni mediche ospedaliere militari che, inoltre, riservano in diversi casi, trattamenti a dir poco umilianti ed offensivi nei confronti delle vittime”.

La legge dice che le percentuali di invalidità già riconosciute e indennizzate alle vittime di strage e terrorismo vanno “rivalutate tenendo conto dell’eventuale intercorso aggravamento fisico e del riconoscimento del danno biologico e morale”. Ma le commissioni mediche militari “non seguono i parametri previsti dal decreto del presidente della Repubblica”, bensì “criteri discrezionali, non obiettivi e uniformi con i quali definiscono una percentuale di invalidità complessiva sottostimata”.

Bolognesi fa l’esempio di un caso (commissione medica de La Cecchignola) in cui si sono applicati parametri per benefici alle cosiddette ‘vittime del dovere’ “negando fra l’altro ai periziati invalidi vittime del terrorismo anche l’importante e fondamentale riconoscimento del danno biologico e del danno morale che ha un peso percentuale estremamente rilevante ai fini della determinazione dell’invalidità complessiva”.

A Taranto, nel gennaio 2011, ad uno dei superstiti dell’attentato del Rapido 904 è stato “negato il riconoscimento del danno biologico e Morale”. Ne è nato un ricorso, accolto nel 2014 dal ministero della Difesa, “ma ad oggi il procedimento non risulta ancora concluso e la vittima è ancora in attesa di una nuova valutazione di invalidità complessiva, vale a dire comprensiva anche del danno biologico e morale”, segnala Bolognesi. Un’altra vittima, valutata all’ospedale militare di Caserta a maggio 2013, “nel settembre 2015” si è vista decurtata del 10% l’invalidità, ma “senza essere stata mai esaminata” dalla commissione de La Cecchignola, e “in palese contrasto con quanto stabilito dal decreto del presidente della Repubblica” secondo cui una invalidità accertata “non può essere diminuita in alcun modo”.

Due vittime, “a distanza di sette mesi” dalla visita, sono state informate dal ministero dell’Interno “che il loro verbale è in revisione, in quanto potrebbero esserci stati degli errori”. E ancora, insiste Bolognesi: “Inspiegabilmente, da parte del ministero dell’Interno area 1 Roma, sono stati bloccati decreti di riconoscimento di ulteriore aggravamento di invalidi vittime del terrorismo per i quali anche in seconda battuta è stato valutato nuovamente il danno biologico e morale”. Bolognesi lamenta anche visite in cui “non sono presenti sempre tutti i componenti” delle commissioni mediche; procedimenti che “restano in sospeso fino ad oltre due anni, per i ritardi endemici per le prime visite ed il completamento delle istruttorie, anche a causa di errori da parte delle commissioni mediche militari”.

In un rapporto dell’ottobre scorso, funzionale all’applicazione delle legge per le vittime di strage-terrorismo, le associazioni che le rappresentano hanno illustrato problemi e possibili soluzioni “senza però ottenere alcuna risposta concreta, alcun intervento fattivo” per superare “questa inspiegabile situazione di trattamento ingiusto, e omissivo nei confronti delle vittime”. E allora ci prova Bolognesi: chiedendo ai ministeri di agire per “uniformare con valutazioni adeguate le percentuali di invalidità permanente riscontrate in misura differenziata e penalizzante dalle diverse commissione mediche, stabilendo criteri e indici valutativi congrui e uniformi, non discrezionali, e considerando anche il parametro della vetustà dell’attentato per la quantificazione dell’ulteriore incremento del danno biologico e morale ai fini della determinazione dell’invalidità complessiva”. Bolognesi sollecita anche ispezioni alle commissioni.

21 Dic 2015
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