San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 18 dicembre – Seduta notturna

SAN MARINO – E’ l’una e mezza di notte quando sono approvati gli emendamenti di Ca, Ps e Rete per abrogare l’aumento al 4% della tassa sui servizi. Con 27 voti a favore, 25 contrari e un astenuto, la maggioranza va sotto e non porta a casa l’articolo 48 della Legge di Bilancio “Imposta complementare sui servizi”.
L’inciampo si ha alle ultime battute di una seduta in cui in verità non sono stati pochi i momenti di intesa trasversale. In particolare, in serata, sul tema della sicurezza e controllo del territorio, il governo concorda insieme a Upr e Ps, entrambi presentatori di due diversi emendamenti sul tema, una proposta unica che viene accolta a maggioranza. L’emendamento 42 bis approvato impegna i comandanti di Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia civile a predisporre entro il 30 gennaio 2016 una proposta operativa per rafforzare il pattugliamento e istituire la centrale operativa unica.
Unanime è il consenso dell’Aula sull’emendamento sottoscritto trasversalmente dai consiglieri Muccioli, Bronzetti, Margiotta e altri aggiuntivo dell’Art. 43 bis, presentato da Anna Maria Muccioli, Pdcs. “L’emendamento- spiega il consigliere- modifica il Decreto delegato n.131 del 2014 che definisce la riscossione di crediti, rette e tariffe all’esattoria unica di Banca centrale. Parliamo di rette scolastiche o della casa di riposo. L’emendamento vuole scongiurare che, in caso di impossibilità del pagamento, il debitore in difficoltà, perché inoccupato, disoccupato o capo di famiglia monoreddito, debba subire la riscossione coattiva del credito”.
Accordo tra tutte le forze consiliari è raggiunto anche per l’emendamento di Bronzetti-Lazzari e altri consiglieri aggiuntivo dell’articolo 43bis “Assunzione invalidi o portatori di deficit” approvato a maggioranza.
Viene invece ritirato l’emendamento dei consiglieri di maggioranza, Cardelli- M.L. Berti- Berardi- M. Ugolini- Terenzi, aggiuntivo dell’articolo 42 ter, che prevedeva la concessione di residenza a chi investe una somma superiore ai 5 mln di euro.
Per l’esito del voto in pareggio- 27 sì e altrettanti no, un astenuto- il Consiglio Grande e Generale non approva l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 43 bis di Rete sul finanziamento delle organizzazioni sindacali. La proposta di Rete prevedeva che il contributo dello 0,40% della retribuzione dei lavoratori destinato per legge interamente alle organizzazioni sindacali fosse invece devoluto per l’80% alle OOSS e al 20% allo Stato per interventi di carattere sociale”. Nel corso del dibattito Ns aveva dichiarato il suo voto a favore.
All’Articolo 44, Solidarietà Familiare, Ca e Rete presentano emendamenti abrogativi, mentre Upr uno modificativo. Sono tutti respinti al termine di un lungo dibattito da cui emergono posizioni di distinguo all’interno della stessa maggioranza e dell’opposizione su quanto previsto dall’Art. 44, ovvero l’estensione della solidarietà familiare alle società di capitali. Il Ps infatti dichiara il suo favore, mentre tra le file della maggioranza Guerrino Zanotti, Psd, si dice contrario. Parimenti i consiglieri di Ap, Mario Venturini e Valeria Ciavatta giudicano l’inserimento in Finanziaria di questo articolo una forzatura. In maggioranza, ricorda Ciavatta, pochi mesi prima era stato trovato un punto di equilibrio: “Ora si deve approfittare della Finanziaria su una questione che ha destato interesse solo per qualcuno- chiosa- non è il massimo”. Storce il naso anche Venturini:“Non è un modo nuovo ricorrere alla Finanziaria per far approvare cose che prima non erano passate- lamenta- è un metodo che non mi piace molto”. Malgrado le osservazioni, comunque l’articolo 44 viene approvato a maggioranza.
Divide l’Aula anche l’Emendamento Bronzetti- Lazzari e altri aggiuntivo dell’articolo 44ter “Incentivazione interscambio interno”. La proposta viene sottoscritta da più gruppo consiliari e approvato a maggioranza, ma in Aula intervengono i consiglieri Upr, Ns e Rete per chiarire di non averlo sottoscritto e di non sostenerlo. Anche Luigi Mazza, Pdcs, e il segretario di Stato Capicchioni prendono la parola per spiegare che così come posto, l’emendamento secondo loro ha delle problematiche applicative.
Viene poi accolto l’emendamento di Rete modificativo dell’articolo 47 “Progetto San Mario Card” volto a “incentivare lo studio per la trasformazione del circuito Smac in un circuito di moneta complementare amministrata dall’ente gestore e finalizzata all’aumento delle transazioni in Repubblica” e a incentivare l’uso della Smac sia da parte dei residenti che dei forensi”.
L’approvazione degli emendamenti abrogativi dell’articolo 48 di Ca, Rete e Ps avviene alla fine malgrado la difesa del segretario di Stato Capicchioni dell’aumento dell’1% dell’imposta sui servizi. “Non è stato fatto per avere nuovi introiti per lo Stato- spiega il segretario, replicando a chi sostiene che sia una tassa molto evasa- è un’imposta in continuo aumento e per il 2015 arriveremo a un gettito che neanche ci aspettavamo e forse lo dobbiamo all’uso della Smac”. Nel corso del relativo dibattito, i due consiglieri di maggioranza intervenuti esprimono le perplessità sull’intervento: Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs, invita al ritiro dell’articolo 48, Gian Nicola Berti, Ns, assicura il voto contrario all’abrogazione, ma riconosce all’imposta “effetti deleteri” perché “ha alimentato l’evasione fiscale”.
I lavori si interrompono alle 2 di notte con l’approvazione dell’articolo 51 e riprenderanno lunedì mattina alle 9.

Di seguito un estratto degli interventi della serata.

Comma 7. Provvedimenti in esecuzione della legge 18 Febbraio 1998 n. 30 “Norme Generali sull’Ordinamento contabile dello Stato”: a) Rendiconto generale dello Stato e degli Enti pubblici per l’esercizio finanziario 2014 (II lettura); b) Progetto di legge “Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2016 e Bilanci Pluriennali 2016/2018 (II lettura)”.

Emendamento aggiuntivo 42 bis – Disposizioni relative all’attività di prevenzione e di controllo del territorio del Ps ed Emendamento 51 quater “Sicurezza e ordine pubblico” di Upr/ Approvato a maggioranza un emendamento unico, concordato da Ps e Upr con il governo
Giancarlo Capicchioni, Segretario di Stato alle Finanze: “I comandanti dei tre corpi, Gendarmeria, Guardia di Rocca e Polizia Civile, dovranno predisporre entro il 30 gennaio 2016 una proposta operativa al fine dell’attuazione, sia del rafforzamento dei servizi di pattugliamento per tutto l’arco delle 24 ore, sia dell’istituzione della centrale operativa unica interforze”.
Rossano Fabbri, Partito Socialista: “E’ un passaggio importante sull’attività di prevenzione e controllo del territorio. E’ stato uno dei punti sui quali il Partito Socialista, nel tavolo con la maggioranza, ha posto un accento forte. Lo sforzo delle forze dell’ordine deve essere affiancato in maniera più forte da tutta la compagine di governo. Avevamo posto l’attenzione sui servizi di pattugliamento e l’implementazione degli strumenti di controllo, oltre al rinnovo del parco auto delle forze dell’ordine, sul quale si potrebbe ragionare anche sul noleggio. L’accordo raggiunto con il governo ci lascia soddisfatti, ma in parte”.
Marco Podeschi, Upr: “Ci fa piacere che il governo faccia un atto concreto per l’ordine pubblico. L’anno scorso non fu accolto. Dodici mesi dopo si è presa consapevolezza. Per fare passi avanti servono soldi, risorse umane e tecnologie. Non si possono fare inseguimenti con auto con più di 200mila chilometri. Qualche automobile elettrica o ibrida per il centro storico inoltre non sarebbe male”.
Pasquale Valentini, Segretario di Stato agli Affari Esteri: “Ci sono elementi concreti come il rafforzamento del pattugliamento 24 ore su 24, la dotazione di mezzi come auto e strumenti tecnologici, il finanziamento. C’è una base, non un tetto, un minimo economico dal quale partire”.
Emendamento dei consiglieri Cardelli- M.L. Berti- Berardi- M. Ugolini- Terenzi aggiuntivo dell’articolo 42 ter/ Ritirato
Alessandro Cardelli, Pdcs: “Si parla del rilascio della residenza a chi porta una somma di denaro di almeno 5 milioni di euro. Per dieci anni non possono avere copertura sanitaria e non possono iscriversi alle liste di collocamento. Può attrarre persone che vogliono portare nuove somme, pulite e messe al vaglio di qualsiasi tipo di controllo. Diversi concorrenti europei anno già istituito ciò. Abbiamo deciso però di ritirare il testo perché il tema, come ci è stato detto in maggioranza, verrà preso in considerazione nei prossimi mesi”.
Emendamento dei consiglieri Muccioli, Bronzetti, Margiotta e altri aggiuntivo dell’Art. 43 bis/Approvato all’unanimità.
Anna Maria Muccioli, Pdcs: “L’emendamento modifica il Decreto delegato n.131 del 2014 che definisce la riscossione di crediti, rette e tariffe all’esattoria unica di Banca centrale. Parliamo di rette scolastiche o della casa di riposo. L’emendamento vuole scongiurare che, in caso di impossibilità del pagamento, il debitore in difficoltà, perché inoccupato, disoccupato o capo di famiglia monoreddito, debba subire la riscossione coattiva del credito”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “Si cerca di tutelare chi è più in difficoltà. C’è poco da aggiungere, fortunatamente in questo caso tra i firmatari c’è qualcuno di maggioranza e credo potrà passare. Sono tutti strumenti per tutelare quella fascia di popolazione che non deve pagare gli errori della politica”.
Enrico Carattoni, Psd: “Esprimo a nome del mio gruppo il voto favorevole a questo emendamento che vuole far fronte a un periodo di straordinarietà e lo Stato non deve andare a colpire famiglie con misure come la riscossione coattiva”.
Denise Bronzetti, Indipendente di maggioranza: “Si vuole dare una mano in situazioni di emergenza. Quando l’emergenza finirà, chi ha debiti con lo Stato li dovrà assolvere”.
Luca Santolini, C10: “Quando riusciamo a lavorare in modo trasversale riusciamo a fare qualcosa di buono”.
Nicola Selva, Upr: “Anche Upr sostiene questo emendamento. L’Aula deve cercare di stimolare e sostenere interventi di aiuto verso chi è debole in momenti di grande difficoltà”.
Paride Andreoli, Ps: “Confermo il voto favorevole all’emendamento presentato dai colleghi”.
Federico Pedini Amati, indipendente: “Intervengo per confermare il mio voto favorevole”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “Sembra una banalità, ma vi farei riflettere su cosa comporta a livello di esattoria applicare questo. Ma mi rimetto alle decisioni dell’Aula”.
Anna Maria Muccioli, Pdcs: “Esprimo compiacimento e ringraziamento a tutte le forze politiche”.

Emendamento di Bronzetti-Lazzari e altri aggiuntivo dell’articolo 43bis – Assunzione invalidi o portatori di deficit/ approvato a maggioranza
Denise Bronzetti, Indipendente: “E’ stato raggiunto un accordo con tutti i gruppi politici su questo emendamento. Si modifica la legge sul collocamento degli invalidi con l’intento di migliorarla. In un momento di crisi, l’inserimento degli invalidi è bloccato da tre anni e tre finanziarie fa. Così si vuole tentare di rendere più efficace il collocamento obbligatorio degli invalidi. Si inserisce l’obbligo in particolare per le aziende che partecipano ad appalti per la fornitura di bene e servizi dell’amministrazione”.
All’Articolo 44, Solidarietà Familiare sono respinti gli emendamento completamente soppressivi di Ca e Rete e quello modificativo di Upr. L’articolo 44 viene approvato.
Andrea Zafferani, C10: “Vogliamo che le aziende abbiano supporto dei famigliari ma in modo diverso, pr esempio con i voucher che vorremmo poter estendere a questa casistica, senza che ci sia un uso senza limiti di questo istituto”.
Elena Tonnini, Rete: “In una Finanziaria si va a modificare il decreto dello scorso maggio. Si amplia il concetto di solidarietà familiare alle spa. Un intervento di questo tipo apre a tantissime distorsioni. I controlli diventano difficili. Poi si apre alla concorrenza sleale tra le società, tra chi può usufruire di familiari e chi no”. Marco Podeschi, Upr: “Noi abbiamo raddoppiato il compenso per il familiare, che aumenta a 200 euro al mese, per fare in modo che non sia un obolo, e abbiamo tolto la rivalutazione annuale Istat che crea solo caos per cifre di questo tipo. Fate una cifra più alta e togliete l’indice istat. Poi l’aspetto economico: il governo prevede 1.200 euro all’anno per le aziende che ricorrono alla solidarietà familiare. Queste aziende non avranno più la spinta ad assumere. Solidarietà sì, ma ci vogliono limiti alla decenza, abbiate la decenza di aumentare la cifra”.
Guerrino Zanotti, Psd: “Avevo già espresso la mia contrarietà a questo provvedimento. Credo che si vadano a sanare situazioni con un contributo minimo di 100 euro, dando possibilità a familiari pensionati di lavorare in azienda. Mi piacerebbe poi sapere come sono effettuati i controlli. E’ stata chiesta l’approvazione di questo articolo che estende la solidarietà alle società, che devono avere almeno un dipendente. Come ero contrario all’articolo 7, sono contrario a questo articolo”.
Rossano Fabbri, Ps: “Resto stupito da certe posizioni in Aula. Come si fa a pensare che un padre non possa andare ad aiutare il figlio? Ma che società vogliamo? Non solo è giusto l’articolo introdotto nel maggio 2015 e che oggi viene allargato alle società di capitali, usate spesso in piccole aziende familiari. Vogliamo ricordare i 5 mila euro di multe al genitore che andava a dare due ore di cambio al negozio del figlio? Il Ps sosterrà l’articolato del governo”.
Luigi Mazza, Pdcs: “Indico le motivazioni a sostegno di questa modifica. Nella riforma del mercato del lavoro auspichiamo di regolamentare il lavoro occasionale. Ma è tradizione del Paese l’aiuto reciproco in famiglia nelle piccole attività commerciali e artigianali. Con questo articolo si fa un passo in più per le società di capitali a socio unico. E’ un passaggio che avrei preferito affrontare nella riforma del mercato del lavoro, non vorrei snaturare il concetto di solidarietà familiare e che si andasse a estendere a società con 60-50% di quote in capo a un familiare”.
Marco Gatti, Pdcs: “In questo Paese per una serie di ragioni molte società che dovrebbero essere individuali, per ragioni fiscali, si sono trasformate in società di capitali quando dovrebbero essere società individuali. Dovrebbe essere ripresa in mano questa materia”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Ripropongo la logica di uno degli emendamenti portati al decreto qualche mese fa. Uno Stato deve occuparsi dell’occupazione dei propri concittadini. Quando diciamo che una società per azioni può usufruire dei familiari, dovrebbero porsi dei limiti nel fatturato. Bisogna distinguere l’attività che fa fatica ad arrivare a fine mese, dall’attività che fa un utile importante. Lo Stato, in questo ultimo caso, dovrebbe avere tutto interesse all’assunzione di personale. Solidarietà familiare dovrebbe esserci nel momento di difficoltà”.
Marino Riccardi, Psd: “Non è ancora completa la casistica in cui sostegno della famiglia può essere esercitato, l’emendamento non copre tutte le necessità. Il Paese si è sviluppato grazie all’aiuto della famiglia. Non è abolendo questo articolo che si faranno nuove assunzioni”.
Mimma Zavoli, C10: “Mi asterrò perché me ne occupo per lavoro”.
Alessandro Cardelli, Pdcs: “Questo articolo offre una risposta importante per un tessuto economico che per il 90% è fatto da piccole imprese. Diversamente da quanto detto da qualcuno, è molto restrittivo perché si limita ai parenti di primo grado”.
Mario Lazzaro Venturini, Ap: “Qui si fa passare dalla finestra ciò che non è entrato dalla porta. Non è un modo nuovo ricorrere alla Finanziaria per far approvare cose che prima non erano passate, è un metodo che non mi piace molto”.
Vladimiro Selva, Psd: “Tutti condividono la necessità di permettere ai familiari di prestare occasionalmente aiuto alle piccole aziende di famiglia. Ricordo a Fabbri che già, senza il suo voto, era stato approvato il decreto. Quello che ci preoccupa è la capacità di fare dei controlli sul fatto che le prestazioni siano davvero occasionali, ci vorrà un periodo di sperimentazioni per vedere quali saranno i numeri”.
Paride Andreoli, Ps: “Mi pare siamo arrivati al punto in cui in questo Paese un nonno debba chiedere il permesso per stare con i suoi nipoti. Siamo alla frutta. Siamo il Paese della libertà, della pace e dell’uguaglianza, con un articolo del genere, che voterò anche, siamo il paese della solidarietà che dobbiamo però mettere nero su bianco. La mia critica non è nei confronti del governo, ma di un’Aula consiliare che deve fare un articolo come questo, e vuole dire che siamo allo sbando. Noi l’articolo lo votiamo, però siamo alla frutta”.
Valeria Ciavatta, Ap: “Questo articolo 7 esiste già, perché si fanno i proclami dicendo che la solidarietà familiare non c’è quando l’articolo c’è già? Quello che cambia è che viene chiamato solidarietà anche l’impiego dei familiari alle società di capitali. Ma chi deve esercitare i controlli, deve vedere chi è l’amministratore del momento, non chi detiene le quote. Qualcuno ha inserito in questa Finanziaria un’aggiunta su cui ci sono cose quantomeno discutibili. Mario Venturini diceva che noi abbiamo ratificato un decreto tempo fa e ora in Finanziaria si cambia la ratio stessa forse del decreto. Dalla maggioranza con l’art. 7 era uscita una sintesi, ora qualcuno ha forzato la mano con l’inserimento di questo articolo e non va bene. Avevamo trovato insieme un punto di equilibrio, ora si deve approfittare della Finanziaria su una questione che ha destato interesse solo per qualcuno? Non è il massimo”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “L’intervento del consigliere che mi ha preceduto ha riportato le cose come sono andate. Si sono riaperti argomenti su cui avevamo già dibattuto. Il governo ha ritenuto di aggiungere la lettera ‘d’ rivolta a società di capitali di proprietà dell’ambito familiare, riconducibile a una famiglia”.
Andrea Zafferani, C10: “Ho preso atto degli interventi e non so cosa sia successo in maggioranza, solo che a distanza di pochi mesi ci sono state tre modifiche della norma per estenderla. Nessuno mette in discussione la necessità che, per determinate situazioni, sia necessario il supporto di familiari, ma è anche vero che in questo articolo non ci sono limiti all’utilizzo libero del lavoro dei familiari più stretti”.
Elena Tonnini, Rete: “Con l’abrogazione non si eliminano il decreto e la solidarietà familiare. Qui si vuole fare una forzatura come ammesso da parte della maggioranza su cose che allora non si erano fatte passare. Questo ampliamento della solidarietà rischia ad aprire distorsioni”.
Marco Podeschi, Upr: “C’è enfasi ideologica, si ritorna agli anni ’70, ’80, forse perché il venerdì sera ci sono le serate revival. Vi ricordo consiglieri che non ci sono i soldi. Fate le cose serie, togliete le indicizzazioni e aumentate a 200 euro, lo dico per il segretario di Stato Capicchioni, cercate di fare le cose semplici”.
Emendamento Bronzetti- Lazzari e altri aggiuntivo dell’articolo 44ter Art. 44 Ter “Incentivazione interscambio interno”. Approvato a maggioranza.
Denise Bronzetti, Indipendente: “E’ un emendamento volto ad aiutare le imprese sammarinesi su cui si è trovato accordo con quasi tutti i gruppi consiliari. Do lettura: ‘Al fine di sostenere e rafforzare relazioni economiche tra operatori di diritto sammarinese, si dà mandato al Congresso di Stato di definire, entro il 31/03/2016, misure di incentivazione in favore di aziende che acquistano materie prime e beni strumentali oppure servizi connessi alla lavorazione dei beni oggetto dell’attività di impresa da altre aziende sammarinesi. Tali incentivazioni dovranno trovare espressione in meccanismi di riduzione delle imposte indirette’”.
Marco Podeschi, Upr: “Stiamo trattando l’accordo con l’Ue e queste pratiche non sono ben viste, non vorrei si prevedano incentivi contrari alle indicazioni europee. Qua si danno incentivi a pioggia a tutti. E Capicchioni avrà minor gettito fiscale”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Anche Rete non ha sottoscritto l’emendamento e non lo condividiamo. Non è con imposte e sgravi che si favoriscono transazioni interne”.
Luigi Mazza, Pdcs: “Credo che l’articolo abbia delle problematiche, il rischio è che si tenda a privilegiare chi acquista dall’interno, ma non funziona il meccanismo. Diverso il discorso se riguarda filiera prodotti agricoli e caseari. E’ un articolo che deve essere raffinato, così come posto anche io vedo qualche dubbio”.
Massimo Cenci, Ns: “Anche Noi sammarinesi non ha posto firma. Anche noi troviamo complicata la sua applicazione”.
Matteo Zeppa, Rete: “Poi bisognerebbe almeno scrivere che le agevolazioni vanno solo ad aziende in pari con contributi per i lavoratori”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “Vedo che su questo emendamento si sono trovate convergenze di diverse forze politiche. Mi trovo d’accordo, sembrerà strano, su quanto detto da Podeschi. Mi pare difficile la sua applicazione. Se verrà approvato i tecnici avranno il loro bel da fare”.
Denise Bronzetti, Indipendente: “Resto con un testo sottoscritto da molte forze politiche, rimango con questo e lo pongo in votazione”.

All’Articolo 48.”Imposta complementare sui servizi” sono presentati emendamenti abrogativi da parte di Ca, Rete e Ps, mentre Upr presenta un emendamento modificativo/ con 27 voti a favore, 25 contrari e un astenuto sono approvati gli emendamenti abrogativi, di conseguenza Upr ritira il suo emendamento
Andrea Zafferani, C10: “E’ un imposta che non funziona, si percepisce un quinto di quanto stimato, è imposta che viene evasa. In questa situazione aumentarla non ha molto senso. Noi presentiamo un emendamento abrogativo. Se arriverà l’Iva ci confronteremo, al momento siamo con un altro regime. Su quei pochi che hanno rispettato le norme, vi pregherei di non caricare ulteriori balzelli e di trovare invece il modo di far pagare chi non lo fa”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Non posso far altro che ricordare che siete andati sulla stampa a presentare una finanziaria che non aumenta le tasse, invece questa è una tassa che aumenta e oltretutto che non funziona. Non ha da esistere questo articolo, né per gli introiti, né in favore delle aziende. Un intervento coraggioso sarebbe stato piuttosto diminuirla, dimezzarla. Auspico il segretario ritiri questo articolo perché non ce n’è bisogno”.
Paride Andreoli, Ps: “Anche il Ps presenta un emendamento abrogativo all’imposta complementare sui servizi. E’ inopportuno aumentarla dal 3 al 4%, significa ancora una volta mettere a carico dell’utente ulteriore tassazione. Tenendo conto 150 mila euro è la cifra irrisoria messa a bilancio per questa maggiorazione. Piano piano con l’introduzione dell’Iva ci stiamo avvicinando a forme di tassazione a noi vicine”.
Marco Podeschi, Upr: “Do lettura del nostro emendamento ‘Dal decorrere del gennaio 2016 l’imposta generale sui servizi è abrogata’. Il nostro emendamento va ancora più avanti rispetto all’articolo del congresso e agli emendamenti dell’opposizione. Proponiamo di abolire una tassa inutile che non ha raggiunto gli obiettivi. L’aumento dell’1% porterà qualche spicciolo in più, noi proponiamo di abrogarla e non pensiamo che ci saranno chissà quali effetti, sarà superata nei prossimi mesi all’Igc e così avviciniamo il passaggio inevitabile”.
Gian Nicola Berti, Ns: “Segretario, lei conosce la nostra posizione. Noi non sosterremo la richiesta di abrograzione, ma vorremmo fare una lezione di etica. E’ vero che questo può essere un primo passaggio verso l’Iva ma la differenza è marcata. Lo dimostra la raccolta avuta da questa imposta. Sarebbe stata maggiore se fosse stata simile all’Iva. Evitiamo la similitudine. Mi preoccupano due fattori. Il gettito ci dice che sono in pochi a pagarla, la seconda che sono tanti ad evaderla. Forse dobbiamo migliorare i controlli. Ma sono piuttosto complicati. Questa è una delle tipiche imposte che hanno alimentato l’evasione fiscale. Abrogare la norma è sbagliato. Ma se dobbiamo avere effetti deleteri è ancora peggio. Cerchiamo di incentivare comportamenti virtuosi e facciamo vedere a chi l’ha pagata che andiamo a prendere chi non l’ha pagata”.
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “Mi trovo in perfetta sintonia con il collega Berti. Penso che un ripensamento vada fatto sull’aumento al 4% in particolare in questo momento di crisi di consumi. Terrei conto delle 1.300 firme di Unas e dei comunicati congiunti della categorie. Le chiedo la possibilità di ritirare questo articolo”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “L’articolo 48 ha sollevato tanti problemi nell’opinione pubblica, il che è comprensibile se si parla di aumento di imposte, anche lieve. Non è stato fatto per avere nuovi introiti per lo Stato. E’ un’imposta in continuo aumento e per il 2015 arriveremo a un gettito che neanche ci aspettavamo e forse lo dobbiamo all’uso della Smac. Vorrei capire come questo incremento porti ad evadere. Si dice che questa è l’imposta più evasa ma qualcuno ha sbagliato i calcoli e ha derogato all’inizio, questo è il perché l’incasso è stato inferiore all’inizio. Le difficoltà sui controlli non esistono solo su questa imposta ma su tutte, perché l’ufficio tributario non è stato potenziato anni fa. In questo Paese si parla di competitività e che l’aumento dell’1% possa mettere in crisi comparti: siamo lontanissimi dalla realtà. Non vogliamo fare ulteriore cassa, è un percorso che nasce da più lontano. Dobbiamo andare in quella direzione se vogliamo interfacciarci all’esterno e passare al regime Iva di cui questa è una tappa di avvicinamento”.

21 dicembre 2015
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