Oggi i 95 anni del Cnr, Conte: “Governo impegnato ad aiutare la ricerca”

Nel 1923, il Consiglio nazionale delle ricerche veniva istituito come ‘ente morale’, per poi essere trasformato in organo dello Stato.

ROMA – Nel 1923, presso la sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei, sotto la presidenza di Vito Volterra, il Consiglio nazionale delle ricerche veniva istituito come ‘ente morale’, per poi essere trasformato in organo dello Stato nel 1945, con il compito di svolgere attività di formazione, promozione e coordinamento della ricerca in tutti i settori scientifici e tecnologici.

La celebrazione del 95esimo si è tenuta oggi presso la sede centrale di Roma, alla presenza delle più alte cariche istituzionali italiane: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, i ministri dell’Istruzione, università e ricerca Marco Bussetti, dell’Economia e finanze Giovanni Tria e dei Rapporti con il Parlamento della Repubblica Italiana Riccardo Fraccaro, e il presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei Giorgio Parisi.

In questa occasione è stata inaugurata la mostra divulgativa del ‘Cnr Aquae: il futuro è nell’oceano’, dedicata all’ambiente marino, all’utilizzo e alla conservazione delle sue risorse per uno sviluppo sostenibile.

CONTE: GOVERNO IMPEGNATO A COLMARE DIVARIO CON PAESI UE

“I ricercatori che lavorano all’estero sono un vanto per l’Italia, ma proprio per questo sono un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere. Siamo consapevoli che il livello degli investimenti è inferiore agli altri Paesi Ue e colmare gli ostacoli del passato non è semplice in breve tempo. Ma il Governo è impegnato ad aiutare la ricerca”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante il suo intervento alle celebrazioni del 95esimo anniversario del Consiglio nazionale delle Ricerche a Roma.

BUSSETTI: RICERCA DIVENTI VALORE ECONOMICO CON PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO

“Viviamo nella società della conoscenza, e l’Italia ha il dovere storico e culturale di essere sempre protagonista. È attraverso la valorizzazione della ricerca che progettiamo un futuro di prosperità e di benessere individuale e collettivo. Occorre che la ricerca diventi veramente motore dell’innovazione e della crescita del Paese. È necessario che si traduca in valore economico sviluppando relazioni sinergiche tra gli attori chiave del sistema formativo ed economico: brevetti, esportazioni tecnologiche, investimenti in start-up, collaborazione università-imprese. Affinché questo sia possibile bisogna ragionare nell’ottica di un sempre più stretto partenariato pubblico-privato, dove il trasferimento tecnologico diventa la chiave di volta naturale di tale interscambio”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Busetti, durante il suo intervento alle celebrazioni del 95esimo anniversario del Consiglio nazionale delle Ricerche a Roma. 

“Le Università e gli Enti di Ricerca- ha aggiunto Bussetti- rivestono sempre più un ruolo centrale non solo per le loro capacità di generare conoscenza, ma anche per il trasferimento al mercato dei relativi risultati e scoperte. Il consolidamento sistematico delle strutture di Trasferimento Tecnologico, oggi presenti solo a macchia di leopardo sul territorio italiano, permetterebbe la creazione di un luogo di interscambio fattivo di conoscenza e capitale umano tra Università, Enti pubblici di Ricerca e imprese. Gli Uffici di Trasferimento Tecnologico dovranno diventare reali strumenti di valorizzazione e trasferimento professionale per chi si occupa di ricerca a livello territoriale. Bisogna fare sistema e creare una rete che metta ingegneri e scienziati a disposizione delle aziende locali per sviluppare a pagamento nuovi prodotti o innovare i loro processi. È necessario che chi produce conoscenza entri in contatto diretto con chi quella conoscenza si occupa di tradurla in valore industriale”.

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21 Nov 2018
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