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Imprese, Hack.Developers: premiati otto team che innovano la Pubblica amministrazione

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ROMA – Sono otto i team premiati  al Tempio di Adriano a Roma per Hack.Developers, il più grande hackathon mai realizzato in Italia e primo code sprint italiano per la Pubblica Amministrazione, che ha coinvolto il 7 e l’8 ottobre scorso, in 25 sedi in contemporanea, oltre 800 sviluppatori, suddivisi in 122 team, con 80 community e 200 mentor. Un’iniziativa promossa dal Team per la Trasformazione Digitale in collaborazione con Codemotion e con il supporto di Cisco, Dxc, Ibm, Intesa San Paolo, Microsoft, Oracle, Red Hat e Tim con l’obiettivo di contribuire alla digitalizzazione della PA.

Due le sezioni in cui è stato diviso l’hackathon: Fast Rabbit, per progetti conclusi nella due giorni, e Wise Turtle, per sfide che sono proseguite una volta terminata la maratona (con scadenza il 30 ottobre). Primo classificato per ‘Fast Rabbit’, il team ‘Stacks out for Haramble’ (Trento), che ha sviluppato una libreria di Python per inviare comandi di basso livello a una Carta di Identità Elettronica (challenge: cie-nis-sdk), mentre il team ‘RomaJS’ (Roma), secondo in classifica, ha sviluppato, invece, un prototipo di toolkit per React per aggiornare il framework CSS di riferimento per le linee guida di design della PA (challenge: design-react).

Tutti i vincitori e i progetti realizzati

Primo classificato per ‘Wise turtle’ è ‘AloneInTheDark‘ (San Francisco), che ha sviluppato un microservizio per velocizzare la visualizzazione dei grafici prodotti dal Daf. Da Camerino arriva, invece, il secondo classificato, ‘HAL 0x9000’, che ha sviluppato una libreria per leggere e visualizzare il codice univoco di una Carta d’Identità Elettronica con Arduino, per consentire a chiunque di sviluppare prodotti fisici e servizi che si basano sull’identificazione personale. A seguire: ‘TPCWare’ (Roma), con il plugin che consente agli sviluppatori di applicazioni web e chatbot basate su .NET una facile integrazione del login con SPID; ‘Microdevelopers’ (Milano), con un servizio per l’acquisizione di dati di Km4City/Replicate (piattaforma SmartCity del Comune di Firenze) all’interno del DAF; Fervento (Napoli), che ha sviluppato strumenti per consentire la verifica di SLA utilizzando GitHub come strumento gratuito di ticketing; e ‘I 3 ignoti’ (Roma), con la creazione di un prototipo di applicazione per visualizzare dati del Data & Analytics Framework usando la libreria grafica D3.js.

Da Ancona a Cagliari, da Reggio Emilia a Trapani, da Torino a Salerno. Sono 24 le città italiane coinvolte, più un team italiano che lavorava da San Francisco, per una provenienza degli sviluppatori piuttosto eterogenea: 38,36% dal Nord, 25,8% dal Centro e 35,84% da Sud e Isole. Tanti anche i ruoli degli sviluppatori coinvolti: dal Full Stack Developer, che guida la classifica (29,22%), al Software Engineer (19,41%), dal Software Architect (14,38%) al Big Data Expert (4,11%).

“Gli sviluppatori hanno un ruolo da protagonisti nella digitalizzazione del Paese- dichiara Chiara Russo, Ceo e Co-founder di Codemotion-. Chi crea il software è in questi anni un protagonista, che ha il potere e la responsabilità di guidare l’innovazione”. “Uno dei risultati più importanti sta nel numero di pull request, cioè di pezzi di software che possono essere utilizzati subito e che da subito possono aiutare i progetti in open source- dichiara il responsabile delle relazioni con gli sviluppatori del Team per la Trasformazione Digitale Giovanni Bajo- Per Fast Rabbit le pull request sono 91, codici pronti all’uso che danno un senso di concretezza di ciò che viene fatto”.

Un evento, Hack.Developers, considerato da Bajo come l’occasione per mettere in contatto le piattaforme digitali con gli sviluppatori, che così mettono il proprio contributo al servizio della digitalizzazione della Pa. E per dare concretezza alle linee guida definite dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019, il documento di indirizzo strategico ed economico destinato alla Pa che accompagna la trasformazione digitale del Paese.

Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti anche Flavia Marzano, assessore Roma Semplice di Roma Capitale, e Diego Piacentini, commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. I due si sono confrontati sullo stato della digitalizzazione della Pa in Italia: “È importante individuare nelle amministrazioni una comunità interna di innovatori che possa fungere da ponte per diffondere l’innovazione- dichiara Marzano-. Questo perché l’età media al comune di Roma è troppo alta per innovare. Le figure ponte sono fondamentali, la cosa complessa è scovarle e scoprire se hanno voglia di aiutare questo processo di innovazione”.

La Marzano ha quindi presentato il piano per la digitalizzazione di Roma Capitale – 25 punti Roma Facile e un patto che preveda lo SPID per accedere al wi-fi cittadino, una Nuova Infrastruttura Cartografica (Nic), il Floss e l’Agenda Digitale.
“Il tema è l’abitudine- dichiara Piacentini- Il cittadino si deve abituare al fatto che c’è un’amministrazione che sta cominciando ad offrire servizi in digitale. Si tratta di fare sistema, non bisogna lasciare che eventi come questo restino eventi di marketing. Occorre fare in modo che questo hackathon segni l’inizio di un nuovo sistema di sviluppare servizi per la Pa. Anche le aziende- aggiunge- devono modernizzare l’approccio alla pubblica amministrazione, abbiamo bisogno di parlare con persone competenti a livello tecnologico. Bisogna creare dei meccanismi. I cambiamenti ci saranno, è inevitabile, e tra qualche tempo- conclude Piacentini- si smetterà di dire ‘trasformazione digitale’. Si dirà solo trasformazione”.

21 novembre 2017

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