Mondo

E’ confermato: il Papa andrà in Africa, “ed è contento”. Intervista a Padre Albanese

ROMA   –  In vista del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Bergoglio compira’ un viaggio in tre paesi dell’Africa centrale: dal 25 al 30 novembre sara’ in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana: in quest’ultima, a Bangui, e’ prevista per il 29 l’apertura della Porta santa, che precede di quasi 10 giorni quella che avverra’ a San Pietro e decretera’ l’inizio dell’Anno Santo.

papa francesco

La DIRE ha raggiunto padre Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore della rivista ‘Popoli e missione’, che fara’ parte della delegazione al seguito del Pontefice, per sapere se il viaggio e’ confermato anche alla luce degli attentati terroristici degli ultimi otto giorni avvenuti a Beirut, Parigi, Nigeria e Baghdad e Bamako, in Mali. “Il viaggio e’ confermato: ieri abbiamo tenuto una riunione in vista della partenza, ed e’ emerso che le cose stanno procedendo regolarmente- ha spiegato Padre Albanese- Si suppone ci siano sufficienti garanzie sia per quanto riguarda il volo papale sia per tutto quello che seguira’ nel corso delle tre tappe del viaggio”.

Ancora, Padre Albanese spiega alla Dire come “la situazione in Centrafrica in questo frangente non e’ delle migliori, anche alla luce di quanto sta accadendo oggi a Bamako, in Mali, ma al momento il volo e’ confermato e cio’ vuol dire che Francesco e’ una persona molto coraggiosa, non si lascia intimorire da questi eventi, e questo e’ un elemento caratteristico della sua personalita’”.

D’altronde, prosegue padre Albanese, “non dimentichiamo che fino alla scorsa settimana sono proseguite le sparatorie nella capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui. Ma un conto e’ preoccuparsi per la situazione in generale, e un conto per il convoglio papale: sappiamo che ci saranno sufficienti garanzie”.

Di che umore e’ il Pontifice? “E’ molto, molto contento. Anche perche’, se a Bangui tutto andra’ bene, per la prima volta nella storia verra’ aperta una porta santa in una periferia del mondo. Posso affermare che quella e’ la visita piu’ importante del ministero di papa Bergoglio, e del pontificato in generale. Che possiamo definire ‘decentrato’: guardare alle periferie, ai margini dell’umanita’. Ma in fondo- conclude Padre Albanese- anche Gesu’ ha iniziato la sua predicazione dalla periferia, e cioe’ dalla Galilea”.

di Alessandra Fabbretti

21 novembre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»