Arresto Gatti, perquisizioni a casa di Alvaro Selva - DIRE.it

San Marino

Arresto Gatti, perquisizioni a casa di Alvaro Selva

SAN MARINO – “Nutro nei confronti della magistratura sentimenti di profonda stima e rispetto e non ho mai posto in essere atto alcuno al fine di delegittimare o screditare il loro operato”. Così Alvaro Selva, confermando le perquisizioni nella sua abitazione, disposte ieri dai magistrati che stanno indagando su Gabriele Gatti, prende le distanze dal recluso ai Capuccini.

Lo stesso Selva, avvocato con un trascorso politico importante, ex segretario di Stato agli Affari interni, nonché eletto per l’ultima volta in Consiglio grande e generale nel 2006 tra le fila del Psd, spiega il suo coinvolgimento nell’indagine in corso: “Tale perquisizione- chiarisce- pare scaturisca dal deposito di alcune registrazioni a me ignote, poste agli atti di un processo da parte dei difensori di Giuseppe Roberti”, imputato nel processo sul Conto Mazzini, da cui è scaturita la nuova indagine su Gabriele Gatti che ne ha portato l’arresto.

“In dette registrazioni- prosegue Selva- sarebbe riportato un colloquio, del quale io nulla so, tra lo stesso Roberti e Gabriele Gatti nel corso del quale viene tirato in ballo impropriamente il mio nome”. Secondo gli inquirenti nella conversazione registrata fra Roberti e Gatti si discuterebbe di una presunta strategia volta a delegittimare la magistratura. “Non ho complottato, né fornito apporti di alcun genere affinché altri potessero realizzare tale intento”, puntualizza Selva, smentendo ogni possibile coinvolgimento. “Sono certo- conclude- di poter smentire chiunque abbia illegittimamente utilizzato il mio nome e la mia persona per fini di certo a me estranei e sconosciuti, e sono sereno nell’affermare che proprio la perquisizione subìta confermerà la mia totale estraneità”.

di Cristina Rossi – Giornalista professionista

21 ottobre 2015
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