Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

CALL CENTER: SLC CLAUSOLE SOCIALI È L’ORA DEL CORAGGIO “Dopo i tentativi goffi di far passare emendamenti “velenosi” col solo fine di svuotare le clausole sociali forse è giunta l’ora di far prevalere la ragionevolezza”. Così Riccardo Saccone della Slc-Cgil nazionale. “Le prove muscolari -prosegue la nota del sindacalista- non servono a nessuno e forse qualcuno lo sta capendo. Meglio ancora sarebbe se rinunciasse definitivamente ad ulteriori blitz ed usasse le stanze delle istituzioni per trovare una strada di buon senso. Se così non fosse si assumerebbe la responsabilità di chiamarsi fuori dalla possibilità, davvero storica, di distinguersi finalmente per un cambio di passo in direzione della modernità. Ora è il momento di tirare fuori il coraggio e smetterla con le astuzie dilatorie”.

BUONA SCUOLA, A TRIESTE SINDACATI IN PIAZZA Entra nel vivo anche in Friuli Venezia Giulia la mobilitazione dei sindacati della scuola contro la legge 107/2015 e per il rinnovo dei contratti nazionali. È in programma per sabato 24 ottobre, infatti, un sit-in che si terrà a Trieste, su iniziativa dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams. L’appuntamento è dalle ore 10.30 alle 14 in piazza dell’Unità, dove i rappresentanti regionali e provinciali delle cinque sigle sindacali incontreranno la popolazione e i lavoratori della scuola. “I lavoratori sono invitati a partecipare numerosi – spiegano Adriano Zonta (Cgil), Donato Lamorte (Cisl), Ugo Previti (Uil), Giovanni Zanuttini (Snals) e Massimo Vascotto (Gilda) – per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass media, non solo sull’esigenza di modificare i tanti aspetti negativi della legge sulla ‘Buona scuola’, ma anche sui temi della giusta retribuzione del personale, del rinnovo del contratto nazionale, fermo da sei anni, e della stabilizzazione dei precari”. Tra gli obiettivi anche “la salvaguardia di quei principi di partecipazione e cooperazione, cui la riforma ha inflitto un duro colpo, determinando nel contempo un inaccettabile superamento della normativa contrattuale”. Da qui, spiegano ancora i segreteri regionali, “gli obiettivi di riaffermare l’esigenza che la scuola sia caratterizzata da un giusto modello di collegialità, di restituire alla contrattazione gli spazi dovuti, dal livello nazionale fino a ogni singola scuola, e di ristabilire le condizioni normative e finanziarie, affinchè il sistema scolastico possa garantire un’effettiva qualità degli studi”.

GENOVA, FILLEA: GRAVISSIMA CRISI SETTORE EDILE La Fillea Cgil di Genova, il sindacato dei lavoratori delle costruzioni, al pari dell’intero movimento sindacale, “è seriamente preoccupata per il declino industriale edile di Genova. Negli ultimi anni il settore ha perso oltre 2.000 posti di lavoro, la tanto incensata ripresa che si evince dai talk show televisivi, nel mondo reale non è minimamente percepita. Assistiamo alla crisi di imprese storiche strutturate e alla chiusura di tante piccole e piccolissime aziende”. “L’ultima in grave difficoltà è la Carena, impresa operante a Genova e non solo, già dal 1865. Ha svolto grandi opere su tutto il territorio nazionale, per restare alla nostra città: basti pensare alle gallerie Cristoforo Colombo e Vittorio Emanuele, al liceo Andrea Doria, all’ospedale San Martino, solo per citare alcuni esempi. C’è poi la spinosa questione degli appalti pubblici e privati, la piaga del massimo ribasso, il tema dell’inclusione con riferimento alla qualità del lavoro ed alla qualità dell’impresa. Argomenti che la Cgil ha affrontato in queste settimane nella Conferenza di organizzazione”, aggiunge il sindacato locale degli edili Cgil. “La città di Genova e la sua provincia sono interessate da numerose e fondamentali opere per la tutela idrogeologica e la messa in sicurezza del territorio: pensiamo ai lavori sul Bisagno, o a quelli attesi da venti lunghi anni dello scolmatore del Fereggiano. Sono partiti i lavori per opere infrastrutturali come il nodo ferroviario e il Terzo valico, mentre sono in procinto quelli per la tutela dell’edilizia pubblica e scolastica”, continua la Fillea. È inspiegabile come tale mole di lavoro non porti a significative ricadute sull’occupazione locale, così in sofferenza, e come l’operatività delle imprese edili genovesi solo in minima parte sia coinvolta.

SCUOLA, 24/10 MANIFESTAZIONI ANCHE IN UMBRIA Rinnovare il contratto nazionale, cambiare la legge 107, quella sulla “brutta scuola”: sono questi gli obiettivi della mobilitazione nazionale che sabato 24 ottobre porterà nuovamente in piazza le lavoratrici e i lavoratori della scuola insieme ai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda. In Umbria sono previste due iniziative, a Perugia (Piazza Italia, ore 11.00) e a Terni (davanti alla prefettura ore 10.00), nelle quali lavoratrici e lavoratori della scuola incontreranno la cittadinanza, distribuendo materiale informativo e spiegando le ragioni della protesta che prosegue ormai da mesi contro la riforma della scuola del governo Renzi. L’evento sarà seguito in diretta su Twitter. Si potrà partecipare alla discussione utilizzando l’hashtag #unionefalascuola.

FILT MARCHE: PIU’ SICUREZZA SU TRENI E STAZIONI “Per l’ennesima volta, siamo costretti a tornare con forza sul tema della sicurezza in ambito ferroviario – afferma in un comunicato la Filt Cgil delle Marche -. Nei giorni scorsi, sono avvenuti due episodi sintomatici dell’abbandono dei presìdi sicurezza nelle stazioni del territorio regionale. Il primo, ai danni di una bigliettaia della stazione di Falconara Marittima, aggredita e derubata in una fermata, dove non c’è alcun presidio di sicurezza e non solo: il servizio biglietteria è stato esternalizzato da Trenitalia nel 2009 e vede impegnati donne e soggetti svantaggiati, con tutele inferiori ai loro colleghi ferrovieri, perché l’azienda appaltatrice, anziché applicare il contratto delle attività ferroviarie, come sarebbe corretto, applica impropriamente il contratto delle cooperative sociali, con costi e, di conseguenza, tutele molto più basse. Puntualmente, l’appalto bandito qualche tempo fa, che riguarda non solo Ancona con le biglietterie di Falconara e Senigallia, ma anche altre province, oltre a non prevedere nel capitolato la clausola sociale, è come al solito al massimo ribasso, e a rimetterci sono sempre i lavoratori, che vedono i proprio salari scendere ulteriormente, mettendo a rischio la propria incolumità, visto che i dispositivi di protezione non sono adeguati e le stazioni non sono più presidiate dalla Polfer. Nelle intenzioni di Trenitalia sembra ci sia la voglia di far diventare l’esternalizzazione delle biglietterie una prassi consueta e noi non possiamo permetterlo. Abbiamo dato mandato ai nostri legali di controllare l’effettiva conformità di queste procedure e siamo pronti a dare battaglia, nel caso in cui si desumesse l’irregolarità di quanto fatto finora, e di quanto vorrebbero fare”. “L’altro grave fatto è avvenuto ai danni di un capotreno, aggredito da un passeggero senza biglietto. Purtroppo, episodi del genere sono all’ordine del giorno: operatori di biglietteria, capistazione, capitreno e addetti delle pulizie si trovano troppo spesso coinvolti in fenomeni di questo tipo, esponendosi ai rischi del caso. Rigettiamo la logica, secondo cui la legalità non può essere garantita per mancanza di risorse. Coscienti delle difficili condizioni sociali che vive il nostro Paese, chiediamo alla politica regionale e alle istituzioni di intervenire con forza , affinché le stazioni tornino ad essere luoghi pubblici in cui l’incolumità dei passeggeri e dei lavoratori, che ivi operano, torni a essere garantita in qualsiasi ora del giorno e della notte.

MILANO, 1/11 SCIOPERO LAVORATORI CINEMA APOLLO1 La Slc Cgil di Milano ha proclamato lo sciopero di tutti i lavoratori del Cinema Apollo il giorno 1° Novembre 2015 dalle ore 15.00 alle ore 21.00. “Ribadiamo fortemente che la chiusura del Cinema Apollo non sia una scelta giusta, poiché rappresenta un presidio culturale storico per la città di Milano. Come già anticipato abbiamo appreso dai giornali la notizia della chiusura del Cinema poiché la proprietà ha trattative in corso per l’apertura di un nuovo negozio Apple. In seguito a una prima smentita da parte della proprietà le notizie andavano in direzione contraria rispetto a ciò che ci è stato detto”. La Slc Milano “nei scorsi giorni ha incontrato i lavoratori del Cinema, i quali avendo appreso anche loro la notizia dai giornali, sono molto preoccupati per il loro lavoro e per cosa succederà nei prossimi mesi. Accogliendo le grandi preoccupazioni dei lavoratori abbiamo inviato una richiesta di incontro alla Società per comprendere al meglio cosa succederà al Cinema ma soprattutto ai lavoratori che svolgono la loro attività con esperienza e grande competenza. Abbiamo ritenuto opportuno, inoltre, chiedere un incontro anche al Comune di Milano per avviare un confronto sul tema della cultura in generale e nello specifico dei cinema. Anche con le istituzioni però vorremmo confrontarci sul tema dei lavoratori del Cinema Apollo, 10 lavoratori con le loro famiglie che nei prossimi mesi potrebbero vedere chiudere il loro luogo di lavoro. Siamo convinti che il Comune possa e si debba occupare e preoccupare anche dei lavoratori che noi rappresenteremo in tutti i livelli di confronto”. Negli ultimi giorni, conclude la nota, “il Cinema ha ricevuto una grande solidarietà da parte della cittadinanza e proprio ai cittadini chiediamo lo sforzo di essere con i lavoratori durante lo sciopero del 1 novembre”.

RIVALTA SCRIVIA, 130 POSTI A RISCHIO, SCIOPERO Giovedì 22 ottobre 2015 i soci lavoratori delle Cooperative Bpb – New Coop – Lvs unitamente ai dipendenti dell’Interporto di Rivalta Scrivia (Katoen Natie) addetti alla piattaforma logistica di Leroy Merlyn, sciopereranno per l’intera giornata a difesa dei posti di lavoro “Nel febbraio 2016, quando ci sarà la chiusura del magazzino Leroy Merlin, è prevista infatti la soppressione di 90 posti di lavoro nelle Società cooperative e 41 posti dei dipendenti dell’Interporto”. E’ quanto afferma Raffaele Benedetto segretario generale della Filt Cgil di Alessandria un una nota stampa. “Per i dipendenti Katoen Natie – continua la nota – si è riusciti a concordare la trasformazione della procedura di mobilità e quindi licenziamenti, in cassa integrazione straordinaria con conseguente eventuali “contratti di solidarietà. Per i Soci Lavoratori delle Cooperative invece, abbiamo chiesto di attivare i contratti di solidarietà di “Tipo B”, unico ammortizzatore sociale disponibile ma il consorzio ha respinto tale ipotesi dichiarando che a febbraio avvierà la procedura di licenziamento collettivo con conseguente perdita di 90 posti di lavoro!!!Per queste ragioni e per le differenze retributive dovute al ritardo dell’applicazione dei rinnovi del Contratto Nazionali e dei suoi minimi tabellari, le Segreterie territoriali di Filt Cgil- Fit Cisl – Uiltrsporti, hanno deciso di proclamare una prima azione di lotta affinché vengano modificate le posizioni delle aziende”.

21 ottobre 2015
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