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Atac, parla l’inventore del software per le gare online – LEGGI L’INTERVISTA

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ROMA – Nei giorni scorsi Atac è finita nell’occhio del ciclone per aver fatto ricorso, tra il 2011 e il 2015, alla procedura negoziata, con e senza pubblicazione di bando, per un importo complessivo per forniture, servizi e lavori di oltre un miliardo di euro, ovvero il 90% del totale. Una percentuale inserita in un report messo a punto dall’Anac, che ha chiesto all’azienda capitolina di fare luce entro 30 giorni sugli acquisti effettuati. L’Atac intanto si è difesa spiegando che il 90% degli acquisti avviene tramite gare d’appalto telematiche. Queste sono rese possibili da una piattaforma acquisti dove ogni anno si contano 2.500 gare, di cui più del 95% online, effettuate da un albo fornitori aggiornato anche con bando pubblico. Oggi l’agenzia Dire ha intervistato ‘l’inventore’ del software che consente ad Atac di fare gare online, Filippo Allegra, ex amministratore delegato di Trambus spa.

Atac

“Nel 2003- racconta all’agenzia Dire- creammo all’interno di Trambus la società ‘Bravo Bus’, un sistema di procurement per le gare on line, che ha funzionato alla grande. In questo modo, infatti, il meccanismo è trasparente al massimo e aumenta la competizione: nel giro di circa due anni noi riducemmo i costi nell’ordine del 30%, parliamo quindi di milioni e milioni di euro. Non so se dal 2007 in poi, anno della mia uscita dall’azienda, questo sistema sia stato utilizzato con continuità. Adesso, però, so che lo utilizzano. Si tratta quindi di gare del tutto regolari, che hanno un vantaggio enorme da ogni punto di vista”.

Come commenta, allora, la notizia di questi giorni, secondo cui oltre il 90% degli appalti Atac sono stati fatti senza gara? “Non posso entrare nel merito di quello che è accaduto e accade in questi anni in Atac- ha risposto Allegra alla Dire- ma immagino, dalle dichiarazioni che ha fatto l’azienda in questi giorni, che abbiano continuato ad utilizzare quel sistema. Ma questo, adesso, non mi compete”. Secondo l’ex Dg Trambus, in ogni caso, con ‘Bravo Bus’ “c’è una riduzione di costi, trasparenza e competizione. In quegli anni- ricorda- lo abbiamo esportato in alcuni municipi di Roma e ad altre aziende, forse anche in Cotral. Ma senz’altro per Trambus è stata una cosa importante, perché ci ha aiutato a sistemare i bilanci: voglio ricordare che sono stato l’amministratore delegato che ha chiuso per ultimo il bilancio in pareggio dell’azienda di trasporto romana, insieme a Metro, quando c’era Roberto Cavalieri”.

Ha spiegato ancora Allegra: “La società ‘Bravo Bus’ fu costituita nel 2003 perché ovviamente era consentito dallo statuto e dalle regolamentazioni del tempo, in cui le società municipali potevano sviluppare un business collaterale direttamente o indirettamente collegato a quello principale”. Trambus, quindi, in quegli anni mise a disposizione il suo software, mentre “con la società partnership che è leader in Europa, cioè la ‘BravoSolution’ (del gruppo Italcementi)- ha sottolineato- che svolge questo tipo di attività da molti anni per i governi europei, abbiamo appunto costruito la ‘Bravo Bus’: da quel momento in poi, quindi, le gare non sono state più svolte con le procedure tradizionali, per le quali ci vogliono mediamente sei mesi (tra delibera del consiglio di amministrazione, capitolato, commissione di gara, eccetera), ma in soli venti minuti si concludeva il tutto”.

Dal momento che la legge lo consentiva, prosegue ancora Allegra, “abbiamo dunque avviato questo sistema, che ha avuto vantaggi incredibili: primo, a livello di struttura, perché in questo modo abbiamo potuto ridurre la struttura degli organici che si dedicavano agli acquisti, facendo un risparmio importante; secondo, abbiamo soprattutto aumentato la trasparenza ma anche la competitività, nel senso che più soggetti possono partecipare”.

Ma come funziona il sistema ‘Bravo Bus’? “Il meccanismo, semplicemente, è questo- spiega ancora alla Dire l’ex Dg Trambus- da punto remoto, intanto, i miei dirigenti non potevano conoscere il risultato, perché era la società partner a gestire la gara. Il tutto, quindi, con il massimo della trasparenza e dell’oggettività: noi potevamo leggere solo che in competizione c’era la società A, B o C che faceva offerte nell’arco di quei venti minuti”. Infine, il sistema contiene anche un albo di fornitori, che viene “aggiornato ogni anno- ha sottolineato ancora Allegra- e al quale le aziende che forniscono i prodotti si iscrivono liberamente. Ovviamente tali aziende devono avere determinati requisiti, altrimenti, se non li mantengono, escono dalla gara. Quanto all’avviso di gara, invece, la società manda le lettere di invito oppure scrive direttamente sul sito che quel giorno X c’è la gara- ha concluso- per comprare per esempio pneumatici”.

di Carlotta Di Santo Giornalista professionista

21 ottobre 2015
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