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Report del Consiglio grande e generale del 20 settembre – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Nel pomeriggio prosegue da parte dell’Aula l’esame dei 36 articoli del progetto di legge in seconda lettura “Modifiche e integrazioni alle norme in materia di sostegno allo sviluppo economico” presentato dal segretario di Stato Andrea Zafferani.

Si riparte dall’articolo 11. “Residenza per motivi economici” (approvato poi con 31 voti a favore, 19 contrari 1 astenuto e un non votante). Davide Forcellini, Rete, lancia un monito sulla sostenibilità del provvedimento per la tenuta del welfare. E’ critico Gian Matteo Zeppa, Rete: “Non credo che le residenze debbano essere trattate così male- stigmatizza- bypassando organismi di controllo come la Commissione Affari esteri e il Consiglio dei XII”.

Alessandro Cardelli, Pdcs mette sotto la lente il contingentamento: “Dove andiamo con 50 residenze?- si chiede- è limitativo e poco concorrenziale”. Per Alessandro Mancini, Ps, sarebbe stato meglio “andare fino in fondo e fare una scelta di libero mercato, senza paletti, andando a guardare il piano industriale”, altrimenti è preferibile lasciare le cose come sono, mantenendo il livello degli investimenti più alto. Diversamente “Passa il messaggio della disperazione- incalza- ‘con 75 mila euro vi diamo la residenza’. Non funziona così, dobbiamo pensare di dare valore aggiunto alla nostra economia”. Replica e difende la scelta compiuta il Sds Andrea Zafferani: “Questo Paese- chiarisce- ha deciso correttamente di fissare parametri determinati per dare la residenza per motivi economici, senza passare dalla discrezionalità della Commissione esteri, li ha fissati con il decreto del 2014, ma non ha funzionato perchè erano parametri troppo alti”. Allora “bisognava correggerli- prosegue- se vogliamo attrarre imprenditori in territorio che vogliono fare investimenti, qui parliamo di assumere 3 dipendenti, di acquisto di immobili, di imprenditori che si pagheranno il welfare, parliamo sempre di un investimento importante”. I parametri devono essere accessibili, ribadisce. “Non credo sia disperazione- manda a dire- ma la volontà di attrarre un’economia virtuosa”.

Quindi l’Art.12 “Permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali” (approvato con 31 voti a favore, 16 contrari). Si ricorda che in Commissione consiliare, in questo articolo, è stata accolta la proposta del Pdcs e alcuni emendamenti di Rete e che, rispetto la residenza, il permesso interessa non i proprietari con il 51% delle quote delle società, ma soci di minoranza e manager. Roberto Ciavatta, Rete, chiede comunque dei chiarimenti sulla durata e lamenta la conferma del principio di convivenza more uxorio: “O constatiamo di essere nel 2020 o rimaniamo nell’800- manda a dire- è un po’ difficile limitare l’ingresso a chi è eterosessuale o a chi convive. Altrimenti stiamo discutendo ancora di tematiche democristiane”. E’ Alessandro Cardelli, Pdcs, che risponde subito a Ciavatta: “Ovviamente questo articolo l’abbiamo proposto noi- puntualizza- ma questo principio del more uxorio si è evoluto in giurisprudenza e ricordo che a San Marino c’è una residenza che consente di vivere insieme al di là dei sessi”. Il capogruppo del Pdcs chiede poi dei chiarimenti al Segretario: “Perchè il permesso di soggiorno dopo 5 anni decade totalmente? Poi nell’articolo essere socio al 25% o ammministratore o membro Cda sono aspetti cumulabili o no? A mio avviso non dovrebbero esserlo”.

Davide Forcellini, Rete rileva come, a seguito di questa legge, si creeranno “residenze di serie A , quelle ordinarie, poi quelle B e C, senza sapere gli effetti che l’apertura porterà nel nostro tessuto sociale, e se scuola e altri servizi andranno a deteriorarsi”. Marco Gatti, Pdcs torna sulle tempistiche: “Avere un rinnovo per 5 anni ha senso se mantengo la funzione in azienda, diversamente no”. Sds Zafferani risponde infine alle domande dei consiglieri di minoranza: “Sulla convivenza-more uxorio, non andiamo a modificare la legge sul diritto di famiglia- spiega- ricordo che è possibile chiedere il permesso di soggiorno per convivenza, rimane quella possibilità”. E “il permesso è a tempo” perchè “ consente anche a imprese piccole di partire e consolidarsi, scaduto il termine o si converte in residenza o decade”. Infine, i requisiti di essere soci al 25% e amministratori delegati o membri del Cda: l’intento non è di dare il permesso di soggiorno a ogni amministratore, anche per aziende con zero dipendenti, chiarisce. “Invece considerari soci- spiega Zafferani- che siano anche amministratori e membri del Cda può fa rirentrare molti soggetti che hanno investito a San Marino”.

La minoranza chiede poi il ritiro dell’articolo 15, “Testo Unico su residenze e permessi di soggiorno per motivi imprenditoriali”. Teodoro Lonfernini, Pdcs: “E’ un articolo spiacevole, trovo assurdo dire in una norma che in una futura legge si legiferà meglio”. Alessandro Mancini, Ps: “E’ la prova provata che è un testo confuso, in una legge scriviamo che dobbiamo farne un’altra perché non si capisce nulla, piuttosto prendiamoci un impegno con una data precisa per un testo in materia di residenze, eliminiamo figuracce legislative”. Dopo un breve confronto, il Sds Zafferani decide di ritirare l’articolo e di lasciare a verbale la volontà di giungere a breve ad un testo unico.
Promosso invece anche dalla minoranza l’articolo 16, “Cumulabilità dei benefici previsti dalla Legge a sostegno dei giovani imprenditori e delle nuove attività nei centri storici con quelli previsti da altre norme”, proposto dal Pdcs. La seduta si interrompe infine con l’approvazione dell’articolo 17, “Incentivi per iniziative di internazionalizzazione”. I lavori riprenderanno domani mattina.

21 settembre 2017

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