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Prodi torna ed è sempre più di sinistra: “Amazon? Macchina infernale”

Il PROF. CITA PICKETTY E CORBYN, E SE LA PRENDE CON I ‘RICCHI’

ROMA – Renzi e Prodi divisi anche da…Amazon. Se per il segretario del Pd il colosso di Seattle è uno dei simboli dell’innovazione per il Professore è “una macchina infernale“. Renzi, infatti, da presidente del Consiglio nominò Diego Piacentini, allora vicepresidente di Amazon, coordinatore delle politiche innovative per conto del governo. Oggi Romano Prodi, alla presentazione del ‘Manifesto contro la disuguaglianza’ elaborato dal Centro studi Nens, fondato da Vincenzo Visco e Pier Luigi Bersani, ha definito la piattaforma di Jeff Bezos “una macchina infernale” perchè “fa saltare decine e decine di migliaia di distributori e paga i ragazzotti che corrono due soldi”. Così facendo, osserva, “aumenta la produzione con meno necessità di manodopera, abbassa i salari e indebolisce i sindacati”.

L’intervento di Prodi nella Sala Aldo Moro di Montecitorio sembra un manifesto per la nuova sinistra internazionale. Bacchetta i banchieri, i monopolisti e le burocrazie europee che ancora oggi seguono la Reaganomics; critica le leadership occidentali che in campagna elettorale promettono solo il taglio delle tasse. “Siamo ancora nell’idea che il fisco è cattivo- spiega- chi parla di fisco perde le elezioni e abbiamo sempre la promessa elettorale di ridurre le tasse. Siamo di fronte a una vera e propria corrente internazionale di pensiero che va avanti poderosamente. Un po’ è cambiato grazie ai libri di Picketty che hanno aperto il dibattito accademico, ma quello politico è rimasto fermo ad eccezione di Corbyn”. Insomma, carezze a Thomas Picketty, l’economista francese che ha proposto una tassa globale sulla ricchezza e Jeremy Corbyn, il leader socialista inglese fautore degli investimenti pubblici.

I ricchi, appunto, sembrano entrati nel mirino del Prof. “Fra poco- sostiene- se continua così il potere di alcuni grandi protagonisti del mondo sarà infinito, parlo di 8 persone, e tra questi non c’è un europeo, 6 americani e 2 cinesi che potranno dettare le leggi al mondo. Qui il riformismo proprio non esiste”. Infine, l’ex presidente del Consiglio ne ha anche per Macron: “Una grande novità politica che però dal punto di vista economico ha margini piuttosto stretti, anche perchè se li è imposti da solo”. Insomma, nonostante “questa piccola ripresa in Europa”, Prodi non vede grandi cambiamenti della politica economica dei prossimi anni.

di Luca Monticelli, giornalista professionista

21 settembre 2017

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