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Report del Consiglio grande e generale del 19 settembre – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Nella seduta del pomeriggio prosegue il dibattito sul progetto di legge in materia di sviluppo che divide nettamente l’Aula. Dall’opposizione dito puntato sul metodo e sui contenuti che, malgrado gli interventi intercorsi tra prima e seconda lettura, continuano a non soddisfare anche categorie e sindacati. Per Dalibor Riccardi, Psd, il Pdl “è scritto da chi non ha nulla a che fare con mondo del lavoro, chi non comprende esigenze di professionisti ed aziende”. Non solo: “Non soddisfa nemmeno i lavoratori- prosegue- perché il doppio binario andrà solo ad aggravare le condizioni dei sammarinesi”. Gian Carlo Venturini, Pdcs spiega l’insoddisfazione del suo partito: delle proposte contenute nel progetto di legge sullo stesso tema presentato dal suo gruppo “il governo ha recepito ben poca cosa”. Confermando così “la precisa volontà di chiusura- stigmatizza- il cui risultato è sotto gli occhi di tutti, un Pdl che non piace a nessuno”. “Non ci sto a venire in Aula- sbotta Marianna Bucci di Rete- a sentirvi parlare della volontà di intervenire sulle disuguaglianze, ma poi vedervi portare modelli neoliberisti, che invece accentuano disuguaglianze”. Pollice verso anche per Alessandro Mancini, Ps, che definisce il progetto di legge “un fallimento dal punto politico”, poichè “dopo decine di incontri, le parti non hanno trovato alcun tipo di incastro e per la prima volta una legge in materia di lavoro viene criticata sia da sindacati sia dalle categorie”.

Dalle file della maggioranza invece si sottolineano i contenuti e le novità importanti introdotte dal provvedimento: “Finalmente tutti i lavoratori, sammarinesi e frontalieri, sono messi sullo stesso piano- evidenzia Giuseppe Maria Morganti, Ssd- Significa essere di sinistra? Non lo so, ma significa essere democratici con lavoratori che non sono più di serie A e di serie B”. Il capogruppo di Ssd ci tiene poi a spiegare perché, nel corso del confronto sul provvedimento, i rappresentanti di Anis si siano alzati dal tavolo: “Ci siamo opposti- chiarisce- alla proposta dell’associazione di introdurre il lavoro interinale in questa legge”. Matteo Ciacci, C10, sottolinea l’importante lavoro compiuto dalla Segreteria di Stato presieduta da Andrea Zafferani nel redigere il testo, dimostrando “capacità di sintesi” delle proposte pervenute tra prima e seconda lettura. “L’assunto messo in campo- assicura- è stato quello di confrontarsi con tutti, ma ad un certo punto si è compiuto delle scelte”. Anche Roberto Giorgetti, Rf, difende il metodo e l’operato del Segretario: “Tutto si può dire- puntualizza- salvo che il Pdl sia stato calato dall’alto”. Le critiche quindi sono motivate perché, dopo il confronto avuto in Commisissione, si sono innestate “inevitabilemnte le dinamiche politiche”.

Il segretario di Stato per l’Industria e il Lavoro, Andrea Zafferani, nella sua replica, risponde punto per punto alle critiche e infine incalza: “Vogliamo o no un sistema fiscale competitivo, dare all’impresa la scelta di assumere chi vuole, fare vivere qui chi investe?”. Questi, puntualizza, “non sono concetti né di destra, né di sinistra, ma di buon senso”. Terminato il dibattito con le repliche, l’Aula inizia l’esame dell’articolato e i lavori si interrompono all’articolo 2 “Procedure per l’assunzione nominativa di personale non iscritto alle liste di avviamento al lavoro” che riguarda l’assunzione di frontalieri. L’esame dell’articolato riprenderà in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi della seduta pomeridiana.

Comma 10. Progetto di legge “Modifiche e integrazioni alle norme in materia di sostegno alo sviluppo economico” (II lettura)

Nicola Selva, Rf

Dobbiamo portare più lavoro nel Paese, reale e produttivo, questa è la sfida della nostra generazione politica. E vogliamo essere costruttivi su questo tema e all’avanguardia. Il provvedimento oggi in discussione pone al centro il futuro del mondo del lavoro che sta cambiando, si parla di lavoro 4.0, di una rivoluzione produttiva che dovrà evidenziare le competenze migliori e innovative. Su questo si base la proposta di oggi, presentata con molto coraggio dal segretario di Stato Zafferani. E’ una occasione cruciale per il nostro paese, ma invece che analizzare in modo obiettivo il tema, si interviene per compiacere l’una o l’altra parte o luna o l’altra azienda. Sembra che in molti qui dentro abbiano la vera soluzione ai problemi del lavoro, ma quando si era al governo non hanno risolto mai niente. Il testo, malgrado le critiche, ha avuto molto confronto e molti hanno portato i loro contributi, ma a differenza di altri governi non si è consentito di mettere le proprie bandierine ai soggetti più forti. I risultati poi saranno i veri giudici della bontà del progetto. I punti principali: favorire l’assunzione dei lavoratori residenti, ma dare la possibilità alle aziende di assumere chi preferiscono. A parità di competenza- e qui è la sfida- non ci sarà più motivo di assumere frontalieri. Sono pi previsti incentivi per le aziende virtuose, è prevista la residenza per motivi economici e senza costi per il welfare pubblico.

Marianna Bucci, Rete

Dopo aver ascoltato la strenua difesa del decreto Mussoni dal consigliere Mussoni, vorrei che i politici provassero gli effetti delle leggi da loro stessi prodotte. E qui veniamo alla legge per lo sviluppo, come si fa a non essere d’accordo con chi, dalla maggioranza, sostiene che non è la panacea di tutti i mali, apprezzo questi interventi rispetto chi invece ha ripetuto il suo sostegno a prescindere al Pdl. La legge da un lato contiene obiettivi condivisibili- il conto corrente on line per esempio- ma questi accorgimenti sono imperniati su un modello economico del passato che si è dimostrato competamente sbagliato. Parlate di maggiore flessibilità come incentivo all’assunzione, ma la flessibità aumenta la disoccupazione, non la diminuisce. Non ci sto a venire in Aula a sentirvi parlare della volontà di intervenire sulle disuguaglianze e poi vedervi portare modelli neoliberisti, che invece accentuano disuguaglianze. Il Fmi ha ammesso quanto fosse sbagliata la ricetta della liberalizzazione del mercato del lavoro, ora lo ammettono loro stessi di essersi sbagliati. Non basta ripetere mille volte la parola di ‘sinistra’ per fare interventi di sinistra, consigliere Lazzarini. Le teorie economiche non sono opinabili. Vanno piuttosto pensati meccanismi compensativi. Cambiamento di metodo non è dover dimostrare di aver fatto una legge in pochi mesi, ma studiare leggi che non incidano sulla punta dell’iceberg, abbiamo infatti il dovere di portare al Paese le migliori leggi possibili, non ‘il belletto sul muso della scrofa’.

Dalibor Riccardi, Psd

Una legge difficilmente cambia o migliora lo sviluppo del Paese. Qui c’è mancanza di un progetto Paese che comprenda i settori chiave dell’economia. Prima di fare interventi ad hoc che rischiano di creare ulteriore confusione, bisognerebbe avere ben chiaro il progetto che si vuole attuare all’interno del Paese. Sicuramente il Pdl contiene temi utili, come gli incentivi ad aziende virtuose che vogliono migliorare la formazione dei propri lavoratori, sicuramente ci sono punti che migliorano la situazione attuale. Ma questo progetto di legge mi sembra più che altro l’emblema del “vorrei”. Si intuisce la volontà di fare interventi migliorativi, ma che poi non saranno praticabili. Mi spaventa dover parlare a livello professionale di questo Pdl, soprattutto quando dovrò parlare di assunzioni e distacchi. Non me ne voglia Segretario, ma questo pdl è evidente che è scritto da chi non ha nulla a che fare con mondo del lavoro, chi non comprende esigenze di professionisti ed aziende, non soddisfa i lavoratori perché il doppio binario andrà solo ad aggravare le condizioni dei sammarinesi. Un governo di sinistra non può pensare assolutamente che questo Pdl sia fatto bene, c’è poca tutela e dignità per i lavoratori. Il contratto di apprendistato viene allargato a persone con famiglie a carico che dovranno ricollocarsi con questi contratti, ed è poco dignitoso. E’ una espressione brutta per un governo che si dichiara di sinistra. Mi spiace di essere l’unico qui in Aula ad andare a toccare l’articolo 21. In via teorica il concetto lo posso anche capire, cercare di alleggerire la Pa, ma in modo concreto, lei pensa che dando il 40% di piede retributivo con scatti di anzianità a un dipedente pubblico che si dimette sia un modo per favorire questo esodo? Questo articolo non farà che aumentare la tensione che c’è nel Paese tra lavoratori privati e pubblici. Forse sarà utilizzato solo da pochissimi privilegiati che potranno andare in pensione con qualche anno di anticipo o da chi vorrà fare il politico retribuito dallo Stato. Era questa la sua intenzione? Infine la concessione di residenze: dopo l’approvazione di questo Pdl bisogna subito potenziare i corpi di polizia, non vorrei non riuscissimo a controllare l’invasione degli imprenditori. In definitiva, si poteva e si doveva fare un prodotto migliore, è l’ennesima occasione persa per il rilancio di un Paese boccheggiante.

Gian Carlo Venturini, Pdcs

Si sta registrando uno scollamento tra chi rappresenta il mondo del lavoro e l’impresa, rispetto alle proposte della segreteria, di governo e maggioranza. Il Pdl proposto ha sulla carta l’obietivo di dare impulso all’economia e di sostenere l’occupazione, ma non raggiunge a nostro avviso lo scopo prefissato, tant’è che non raggiunge le necessarie condivisioni politiche e sociali. Certo, contiene alcuni temi condivisi, in taluni casi oggetto di confronto, e qui ricordo il provvedimento presentato dal Pdcs- che a differenza di quello del governo aveva trovato una certa condivisione con gli attori sindacali e con le categorie- ma il governo ha recepito ben poca cosa delle proposte. Si conferma così la precisa volontà di chiusura il cui risultato è sotto gli occhi di tutti, un Pdl che non piace a nessuno, con un testo disorganico che rimanda a diversi decreti attuativi. Uno è stato presentato ieri, è di18 pagine e rischia di essere più lungo della legge stessa senza che abbia avuto il necessario confronto con le forze economiche, sociali e politiche. Questo Pdl non raggiunge in definitiva l’obiettivo prefissato, contiene solo poche cose buone. La nostra forza politica esprime un giudizio negativo sul Pdl perchè non risolve il problema dell’occupazione, né tanto meno incentiva l’arrivo di imprenditori.

Tony Margiotta, Ssd

Sottolineo la mia incomprensione rispetto alcuni atteggiamenti dei consiglieri di opposizione. Capisco che il percorso di questa legge sia stato un po’ vario, ma poi la commissione 3 ha esaminato il Pdl in modo molto collaborativo. Governo e maggioranza hanno deciso di eliminare quella differenza che per molti anni è esistita tra lavoratori e che nessun governo in passato ha voluto o è riuscito ad eliminare, una differenza che ha portato molti problemi nei rapporti con i Paesi di oltre confine. E’ stata infatti sancita la parità di diritti tra sammarinesi e frontalieri. L’intervento va verso la garanzia e la tutela del lavoro, e lo ribadiamo. Questo pdl non va a discapito di imprese e lavoratori, ma nella direzione opposta, verso il diritto di fare impresa e verso il diritto al lavoro che ogni lavoratore deve avere.

Alessandro Mancini, Ps

Questa è la revisione della legge del 2012. Sviluppo, investimenti e consolidare l’economia sono una priorità in un momento di crisi economica come quella che sta vivendo il nostro Paese. Quali sono le coordinate da prendere in considerazione? In primis, un sistema politico stabile, quindi lo stato di diritto, la semplificazione mormativa, la trasparenza degli atti e un quadro normativo semplice e comprensibile per chi fa impresea Quindi avere un sistema fiscale che possa incentivare a fare impresa in territorio. Terzo punto, il più importante, avere un sistema bancario solido che possa garantire il credito alle imprese e la sicurezza dei depositanti. Quarto punto, avere un Paese sempre più armonizzato agli standard internazionali, quindi un rapporto di integrazione maggiore con l’Ue. Di questi punti ne abbiamo ben pochi, eccezion fatta per l’aspetto fiscale, dove con l’ultima riforma non siamo proprio al punto zero, ma sugli altri punti ce n’è da dire. Non voglio parlare di banche, il sistema non è in grado ad oggi di sostenere imprese e di dare fiducia. Concordo poi con il consigliere Riccardi sull’articolo 21, ‘non c’azzecca’ niente con lo sviluppo, si avrà una Pa ancora più inefficiente e si avrà una parte privilegiata che potrà sostenere un maggior rischio di impresa. Il tema dei frontalieri: non è così che si va verso un sistema di solidarietà, non si va lontani. O si va fino in fondo o non si va, non si fanno lavorari a metà. Non c’è uguaglianza con questo intervento tra sammariensi e frontalieri e infatti la Repubblica italiana è intervenuta. Per carità ci sono stati numerosi incontri su questo Pdl, ma è un fallimento dal punto politico, visto che dopo decine di incontri, senza che le parti trovino alcun tipo di incastro, per la prima volta una legge in materia di lavoro viene criticata sia da sindacati che categorie. Ditemi voi se non è un fallimento, cosa è. Esprimo la nostra contrarietà a questo Pdl che non dà risposte né al mercato del lavoro, né agli imprenditori, né tanto meno all’esigenza di sviluppo, non riuscirà ad attrarre imprenditori.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Non si fanno 2 mila decreti con questo Progetto di legge, il Segretario ha poi avuto l’accorrettezza di consegnarci un decreto, sì composto da 18 pagine, ma di natura tecnica e in grado di destreggiarsi nei meandri di una legislazione complessa come è la legge sul lavoro. Abbiamo tutto il tempo per discuterlo, ringrazio il Segretario Zafferani per aver mantenuto la promessa. E non solo questa: anche per l’accettazione di modalità critiche e propositive con cui si è affrontato l’iter di una legge che è cambiata molto dal testo iniziale. Ha mantenuto l’impegno con le forze politiche e sociali, ed è raro. Anche Ssd era partita un po’ scettica sul primo testo e oggi invece è molto soddisfatta. Finalmente tutti i lavoratori sono messi sullo stesso piano. Significa essere di sinistra? Non lo so, ma significa essere democratici con lavoratori che non sono più di serie A e di serie B. E’ uno strumento che dovrà essere usato con intelligenza dalle forze sociali in primis e anche da quelle imprenditoriali che si sono alzate dal tavolo e non hanno più partecipato alla discussione. Vi siete chiesti perché? Ci siamo opposti alla proposta di Anis di introdurre il lavoro interinale in questo Pdl e loro si sono alzati dal tavolo. Le imprese che decideranno di aderire al doppio binario- che non è ‘liberalizzazione mondo del lavoro’ che invece porta alla destrutturazione dei contratti che nulla ha a che fare con questa legge- potranno pagare un po’ di più ad un fondo dedicato alle politiche attive del lavoro.

Roberto Ciavatta, Rete

E’ sempre qualche governo di richiamo alla sinistra che introduce la precarizzazione del lavoro. Contro l’interinale noi avevamo organizzato tempo fa un referendum, ma il suo partito si oppose a quel referendum – che non abbiamo vinto- e mi fa piacere che abbiate cambiato idea.

A me lascia perplesso che esponenti di una sedicente di sinistra vengono qui in Aula a dire che questo è un provvedimento di sinistra perché mette sullo stesso piano i lavoratori. Ma è poco realistico. Chi non ha la necessità impellente di un lavoro, percè magari vive con i genitori, può accontentarsi di posti temporanei ma che gli fanno curriculum e altri che – magari perché hanno un figlio- hanno bisogno di lavorare subito, non possono attendere il posto che più rispecchi le sue aspettative e curriculum. La sinistra parte dal diritto del lavoratore per riconoscere una stabilità maggiore per l’impresa, la destra ritiene che l’impresa vada favorita perché solo l’impresa può creare posti di lavoro. A voi interessa avere una sede di Amazon a San Marino? Probabilmente sì, invece a me non interessa, perché Amazon è schiavismo. San Marino deve preoccuparsi di creare posti di lavoro ‘qualificati’. E’ vero che quest’anno abbiamo 200 lavoratori occupati in più rispetto l’anno precedente ma dove? Nel manufatturiero. Non siamo in grado di creare posti strutturati per chi ha qualifiche.

Roberto Giorgetti, Rf

Questo Pdl vuole mettere mano ad alcuni elementi di criticità nel mondo del lavoro, palesati nel tempo, come far incontrare domanda e offerta, incentivare percorsi e disincentivare invece situazioni che non sono nell’interesse generale del nostro Paese. Essendo un microstato intercluso in una realtà più grande di noi, avendo una cospiqua quantità di frontalieri, era naturale giungere a un pari inquadramento, almeno per quel che riguarda il dare loro dignità. In questo Pdl ci sono alcune soluzioni che vogliono portare dei correttivi a questi e ad altri problemi, è questa la logica del progetto di legge. Nel metodo: è evidente che il Pdl abbia avuto una partenza difficile, credo in effetti siano stati fatti errori iniziali di interlocuzione con gli attori principali. E non mi scandalizzo alle critiche alle novità introdotte, ma in corso d’opera si è sviluppato un dialogo interessante e si sono create le condizioni di un confronto ampio, ciò non significa che alla fine si è tutti d’accordo, ciò che va segnalato è che in Commissione si è stati molto aperto, per esempio a proposte altrui, e si è seguito un percorso di elaborazione certamente positivo. Poi ai contenuti tecnici si innestano inevitabilemnte le dinamiche politiche, alla fine quello che va rilevato è che tutto si può dire ,salvo cheil Pdl sia stato calato dall’alto. E’ normale poi che si abbia approccio ‘conservatore’ rispetto a proposte nuove. I Decreti saranno poi modulabili nel tempo.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Il Pdl presentato dal Pdcs sull0 sviluppo economico è stato depositato prima di quello del governo, poi è iniziato il confronto con le parti e in Commissione, per arrivare sotto certi aspetti soddisfatti perché molti contributi del nostro gruppo sono stati ammessi. Ma altri elmenti non sono stati minimamente considerati, in particolare rispetto a un macrotema. L’intento della legge, dei primi 4-5 articoli, quello di semplificazione nelle assunzioni, è condivisibile, ma poi è necessario guardare alle conseguenze delle scelte politiche. I sammarinesi devono infatti essere tutelati maggiormente degli italiani. Invece sento i consiglieri di Ssd osannare questa legge perché mette frontalieri e sammarinesi sullo stesso piano. Senza più filtro, rischiamo che le nostre aziende assumano frontalieri a discapito di chi oggi non ha lavoro e si vedrà superato da un italiano che sarà assunto con un inquadramento più basso e sarà pagato meno. Non sono io a dirlo, ma i sindacati che hanno lanciato un monito rispetto l’escamotage cui le aziende possono ricorrere per superare l’aumento del 4,5%del costo del lavoro. Fatta così, non è una scelta ponderata che andrà nell’interesse dei lavoratori sammarinesi e ne pagheremo le conseguenze. Tutto il mondo sociale e datoriale ci chiede di sospendere il pdl, a mio avviso non basta un confronto, che è solo relativo. Infatti su certi aspetti non c’è mai stato, non volevate metterci mano veramente. Ci sono poi aspetti del nostro Pdl, che sosteniamo: abbassare le soglie occupazionali per dare la defiscalizzazione a nuove attività, è portato a due dipendenti incluso l’amministratore. Noi abbiamo poi proposto il permesso di soggiorno per avere una residenza fiscale senza accedere però ai benefici del welfare, e la proposta è stato accolta solo in parte,c reado due nuovi profili e una stratificazione normativa enorme. L’aumento dello stipendio per l’apprendistato, è stata poi prolungata la durata dei certificati rilasciati dalla Pa a sei mesi. Non è stata invece presa in considerazione la nostra proposta sulla Smac Card per semplificarla e nemmeno quello dell’istituzione di un fondo a tutela dei risparmiatori truffati a livello finanziario. Per concludere, ci sono aspetti positivi, ma riteniamo che grossi elementi vadano corretti e la strada migliore sarebbe stata la sospensione del progetto per trovare una maggiore convergenza.

Matteo Ciacci, 10

Con la crisi in atto e le difficoltà strutturali del Paese, abbiamo ritenuto non rinviabile dare una scossa alla nostra economia. Sappiamo benissimo tutti che non sarà solo la legge per lo sviluppo a far rialzare l’economia, serve infatti riconvertire il sistema e serve tempo e politiche sistemiche. E’ una legge importante, ma non la panacea di tutti i mali. Servono una serie di politiche: tlc che funzionano, lo sportello unico per le imprese, l’agenzia per lo sviluppo per dire che il nostro Paese sta cambiando, tutti progetti su cui stiamo lavorando. Abbiamo bisogno di dare risposte immediate. Sul Confronto: il lavoro compiuto dalla Segreteria in questo senso credo sia stato importante, anche per le capacità di sintesi tra prima e seconda lettura. L’assunto messo in campo è stato quello di confrontarsi con tutti ma ad un certo punto si è compiuto delle scelte.

Ovvero: liberalizzazione del mercato del lavoro semplificando la vita alle imprese per l’assunzione, incentivare l’assunzione dei lavoratori sammarinesi, favorire processi di formazione. Si è poi puntato tantissimo sulla formazione, è stata rivista la legge-incentivi di Belluzzi che ha sì portato 234 assunti, ma con costo più di 6 mln di euro. Ogni nuovo assuno pro capito è costato 25 mila euro, in più ha creato disoccupati di serie A e di serie B, perché chi percepiva ammortizzatori sociali veniva assunto di nuovo, chi non li percepiva era svantaggiato nelle assunzioni. Si è scelto quindi di ridurre gli incentivi ma spalmarli su tutti. Ringrazio il Segretario Zafferani per l’impegno prodotto e la maggioranza per il lavoro di squadra. Sono molto soddisfatto perché ci sono proposte che portavamo avanti da tempo come Civico 10. Ringrazio anche l’opposizione che in Commissione ha avuto un atteggiamento positivo e anche le forze economice e datoriali.

Repliche

Ssd Andrea Zafferani

Nel dibattito si è rimasti su analisi generali su cui qualche risposta resta opportuna. Cardelli dice che abbiamo tirato dritto, poi ha esplicitato il concetto. Credo che rispetto al Pdl della Dc- che abbiamo accolto molto più della metà- il lavoro di confronto anche in commissione sia stato molto approfondito e abbia migliorato il testo. Ma ad un certo punto le leggi vanno fatte e non si può sempre rinviare. I decreti delegati sono tanti, è vero, in passato era stato da C10 contestata la prassi di prevedere decreti delegati che disciplimavano interamente fattispecie senza programmazione. Se con un decreto invece vanno modificati aspetti da aggiustare alla luce degli effetti- per es. l’aliquota, la definizione dei destinatari di un’agevolazione- visto che modificare la legge è più complesso, in questo senso il Dl ha un senso. Sul decreto che è stato inviato in bozza ai consiglieri: in passato l’opposizone vedeva i decreti solo quando arrivavano al bolletino ufficiale, penso che dare loro il quadro intero delle cose sia invece una buona novità, al di là della strumentalizzazione. Credo poi non sia il caso di parlare di neoliberismo o paleoliberismo, credo siano parole al vento, qui si tratta di decidere se dare o no, alle imprese che decidono di venire a San Marino e competere in Italia e nel mondo, gli strumenti per farlo. Vogliamo o no un sistema fiscale competitivo, dare all’impresa la scelta di assumere chi vuole, fare vivere qui chi investe? Questi non sono concetti né di destra, né di sinistra, ma di buon senso. Nel merito: Bronzetti dice che con i frontalieri si doveva andare fino in fondo. La scelta del governo non è quella di liberalizzare tout court, ma quella di avere un quadro di incentivi per assumere sammariensi e residenti. Fino a ieri sentivo piangere continuamente sul fatto che il 4,5% avrebbe ucciso le imprese che non sarebbero state in grado di assumere risorse umane necessarie. Oggi invece sento dai consiglieri di minoranza che è un balzello inesistente. Due osservazioni contrarie tra loro. Non è semplicissimo prevedere cosa succederà. Abbiamo pensato che questa norma possa garantire un equilibrio, monitoreremo gli effetti e se si verificheranno fenomeni contrari a quelli voluti vorrà dire che l’aliquota è troppo bassa e agiremo di conseguenza. Idem sui livelli, c’è un tema aperto con i sindati e anche qui sarà da monitorare e si interverrà con rapidità con i decreti.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Qui salta ogni tutela per le assunzioni dei sammariensi, non è il 4,5% il problema, perché se si assume un non-sammarinese dove il sammarinese non c’è, non si paga niente in più, ma se il sammarinese c’è, l’impresa paga e assume comunque un frontaliere. L’altro problema connesso sarà il crollo degli stipendi attraverso l’assunzione con inquadramenti più bassi. Poi un altro tema sono gli straoridnari: assumi a livello più basso un italiano, che dovrebbe lavorare 4 ore e ne lavora invece 6, senza straordinario. Altra cosa era invece sburocratizzare la assunzioni. Assumere un italiano quando c’è un frontaliere che può svolgere quel lavoro porterà a conseguenze sociali pesanti.

Fabrizio Francioni, Ssd

Per noi che siamo maggioranza l’obiettivo è dare risposte concrete, fermo restando che la sinistra mira a tutelare le fasce più deboli della societa, in questo caso i lavoratori. E come? Creando sviluppo e quindi lavoro.

Oggo vedo con piacere che andate tutti d’accordo all’opposizione, trovato il nemico comune si trova anche la pace. Ma ricorso poco tempo fa le vostre diatribe, le accuse all’ex segretarioo Belluzzi, ma tutto è legittimo, la politica è qualcosa di fluido.

Matteo Ciacci, C10

Replico a Cardelli: noi abbiamo sempre proposto e portato avanti incentivi che vanno nella direzione di incentivare l’assunzione dei sammarinesi. Tanto che sono arrivate critiche dal sindacato foraggiate dalla Dc stessa. Prima si dice che non incentiamo i sammarinesi, poi quando mettiamo gli incentivi per la loro assunzione ci si dice che è discriminante per i frontalieri. Noi pensiamo di avere trovato un giusto equiibrio con l’aliquota al 4,5% e dall’altro procediamo alla stabilizzazione per i frontalieri, per dare pari diritti e doveri.

Roberto Ciavatta, Rete
In Commissione certo che si è collaborato e do atto che molte nostre proposte sono state accolte, ma non significa in questo modo che condividiamo i contenuti della legge, solo che abbiamo limitato il danno. Non è che domani succederà chissà cosa, stiamo solo parlando di una legge che non avrà effetto.

Federico Pedini Amati, Mdsi

Parte di questa legge mi trova d’accordo. Mi preoccupano gli incentivi e il rischio di sfavorire il lavoratore più debole. Volgendo all’azienda- va detto- moltissime non trovavano persone idonee a determinate mansioni e dovevano rivolegersi al mercato ‘frontaliero’. Non è tutto male, c’è ancora molto da fare, voglio prendere le parti migliori di questa norma e auspico che nella sua applicazione, nel decreto, possa verificarsi un’inversione di tendenza che attiri a San Marino maggiori investitori. Lo scopriremo solo vivendo.

Tony Margiotta, Ssd

Mi dispiace tantissimo, come consigliere e come lavoratore e cittadino, sentire parole del genere da un consigliere giovane come Cardelli che dovrebbe avere una visione più moderna. La differenziazione tra sammarinesi e frontalieri è stata sempre una realtà nel nostro mondo del lavoro che ha creato distorsioni legate a ricatti all’ordine del giorno nel settore privato. A discapito dei sammarinesi stessi. La richiedeva i sindacati e anche l’Italia una parità di diritti e della condizione lavorativa. E ancora oggi si porta avanti questa teoria del mantenere il frontaliere come lavoratore di serie B.

Pasquale Valentini, Pdcs

Il precedente progetto per lo Sviluppo nasce dall’esigenza di creare lavoro, i criteri individuati per gli investimenti erano 8 occupati e gli investimenti immobiliari. Questo progetto invece come nasce? Non basta dire che era nel programma di governo. Io non capisco da chi derivi questa impostazione di un progetto che sembra non abbia paternità. Auspico che sulla protezione dei sammarinesi si chiarisca. Nel momento in cui consento l’ingresso nelle liste di collocamento non ci deve essere disparità di trattamento per chi lavora nel territorio.

Jader Tosi, C10

Questa legge fa chiarezza, ponendo i lavoratori tutti sullo stesso piano, è un fattore di crescita culturale.

Questo è un ‘piccolo’ contributo verso direzione di chiarezza, piccolo perché c’è tanto ancora da fare. La Pa per esempio deve diventare funzionale all’operatività delle imprese, va messo mano a quel comparto prima possibile. Ben venga questa legge e avanti tutta.

FrancesoMussoni, Pdcs

Questa legge risponde all’esigenza di portare un risultato a questo governo e maggioranza. L’obiettivo è dire ‘abbiamo fatto dialogo e mediazione e facciamo un grande provvedimento normativo’. In realtà non è così, né nel metodo- e ce lo dicono sindacati e categorie- e in parte il dialogo non c’è stato neanche in commissione, del nostro Pdl si sono recepiti alcuni articoli, ma sono stati storpiati, è un provvedimento poi che usa ancora l’incendivo. L’incentivo del 2011 si è messo quando il paese era in black list da un anno e ha fatto reggere il sistema. Ma nel momento che siao entrati in white list non possiamo mantenere la stessa impostazione. Non c’è l’innovazione e il cambio di logica che questa maggioranza e questo governo volevano far emergere Poi ci sono elementi gravi, la parità tra pubblico e privato sarebbe stata la vera rivoluzione, ma voi all’articolo 21 introducete 4 anni di retribuzione al 40% di piede retributivo per chi si licenzia dalla PA. Questo grida vendetta rispetto a chi ha perso lavoro ed verso l’equità sociale.

Iro Belluzzi, Psd

Vi dovete preoccupare di dare risposta ai tanti cittadini che non si riescono a collocare. Il doppio binario, senza la possibilità di sancire le norme che regolano i profili di ruolo o le competenze dei lavoratori, sarà solo foriero di tanti nuovi occupati non residenti a discapito dei sammarinesi senza lavoro o che stanno perdendo lavoro. Li abbiamo incontrari proprio oggi i dipendent di Asset che domani non avranno lavoro.

Lorenzo Lonfernini, Rf

Per Bucci la liberalizzazione crea precarietà ma io tutte queste certezze non le ho. Io so che la stabilizzazione dopo tot mesi toglie flessibilità. Non c’è stata condivisione totale sul Pdl, ma non si può dire che non ci sia stato confronto, e quando ci si accosta al confronto non è detto si trovi una convergenza totale, del resto politica, sindacati e imprenditori devono fare il loro lavoro, non consociativismo.

Marco Gatti, Pdcs

Dopo che ho sentito che questa legge fa semplificazione, mi chiedo chi di voi abbia lavorato in azienda e conosca i processi di assunzione e i processi dell’ufficio dle lavoro e le reali difficoltà dell’imprenditore. Voi avete dipinto un altro mondo rispetto San Marino. Questa legge dà risposte che non sono la semplificazione normativa o procedurale. Si è detto che sono state accolte le proposte Dc, ma su quelle più importanti si è intervenuti senza logica. Per dare un permesso di soggiorno, l’amministratore deve diventare socio, poi dopo 5 anni non può più richiederla. E’ una visione di prospettiva? Avete modificata la nostra proposta, ma con quale filo logico?

Sds Andrea Zafferani

La radio fa miracoli rispetto al dibattito in Commissione. Il permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali proposto dalla Dc è rivolto allo straniero socio pari al 25% ,all’Amministratore unico o al presidente del Cda. Non vedo qui l’elemento di critica. A Mussoni: l’incentivo dell’esodo dalla Pa, all’ articolo 21, consente di risparmiare il 60% del costo di un dipendente non essenziale e nasce per favorire un esodo controllato dalla Pa senza azioni coercitive. Sul 4,5% ci sono diverse visioni: chi dice che soffocherà le aziende, mentre altri dicono che semplificherà l’assunzione dei frontalieri, mi sembrano entrambe visioni esagerate.

Valentini chiedeva chi aveva ispirato la norma, l’ha ispirata la convizione che possa favorire lo sviluppo economico.

21 settembre 2017

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