Il mercato francese di Firenze, Nardella: “Un errore”

mercato_firenze03FIRENZE – Si chiama la “Belle Èpoque“. Casette in legno, colori pastello, scritte liberty. C’è anche il Moulin Rouge nel mercatino francese di piazza Santa Maria Novella, pensato per ricreare l’atmosfera di “un piccolo quartiere parigino”, è stato detto nei giorni della presentazione. Se il punto è l’atmosfera però- al netto del successo di pubblico e turisti- a Firenze per adesso le bancarelle d’oltralpe hanno infiammato quella politica. Prima le proteste di albergatori e commercianti che si affacciano nella piazza, già nei giorni dell’allestimento del mercato. Montato il mulino, poi, c’è chi ha parlato di scempio. Sulla questione lo storico dell’arte Tomaso Montanari su Repubblica ha citato le parole di Antonio Tabucchi, “la spaventosa mutazione antropologica rivolta verso una omologazione del Brutto”.

Così, nel breve, Palazzo Vecchio è finito nel banco degli imputati ed è toccato al sindaco Dario Nardella recitare il ‘mea culpa’. A Santa Maria Novella “sono stati fatti errori. Errori degli uffici della mia amministrazione che chiarirò e approfondirò al più presto. Perché lì quel mercatino non andava fatto né in questi termini, né in quel modo“. Se il tema è il merito, nel suo complesso, il pensiero del primo cittadino non cambia: “Non ho nulla contro i mercatini se ben curati, ben fatti. Sono molto più belli di tante bancarelle che vendono cineserie e magliette contraffatte, come per in alcune aree del centro storico”.

In questo caso, tuttavia, qualcosa si è inceppato nella macchina comunale, tanto da far infuriare il sindaco per quell’iter che ha portato ad intercettare piazza Santa Maria Novella per le bancarelle francesi. “Ai cittadini va detta la verità. Abbiamo sbagliato- ripete-, bisogna avere più attenzione“. La stessa avuto su un’altra piazza, Santa Croce “che oggi utilizziamo molto meno rispetto a cinque anni fa”. Uno slargo interessato da un altro mercatino, quello di Natale, “che però ha modificato le proprie caratteristiche”; dove “abbiamo coinvolto i residenti a partire dai frati della basilica che si sono espressi pubblicamente e favorevolmente”.

Lì “la musica è cambiata”. Invece in piazza Santa Maria Novella “si sono creati tensione, frattura, malcontenti tra gli operatori e gli albergatori che vivono e valorizzano quotidianamente la piazza. Questo non va bene”. Inoltre, conclude, “avevo chiesto attenzione sull’impatto estetico, in armonia con il contesto, che però non c’è stata”.

di Diego Giorgi, giornalista

21 settembre 2016
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