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Argentina, il musicista errante: “Salviamo le madri di Plaza de Mayo”/FOTO e VIDEO

di Carmen Credendino, giornalista professionista

ROMA – “La storia per noi è sempre presente. Lo è veramente la storia dei desaparecidos, e delle madri di Plaza de Mayo. E’ difficile spiegare cosa sono le ‘madres’ per persone di altri Paesi, non so se c’è qualcosa di simile: loro sono uniche, ci guidano. Con i cambi di governo da noi, in Argentina, si sta tentando di cancellare questa loro presenza, sia dal sistema dei media che dalle istituzioni che loro hanno creato: sono le università e quei luoghi dove si lavora politicamente per vivere la memoria nel presente. Bene questi luoghi il governo li sta chiudendo. Sta chiudendo la loro storia“. Intervistato per Music&Future da diregiovani.it a Napoli in occasione del suo tour europeo, Ignacio Sorà, in arte San Ignacio, sottolinea che per lui “tutta la musica in un certo senso è politicizzata. La musica permette di vedere quello che si ha dentro”. I suoi brani, esclusivamente musicali, hanno brevi inserti vocali. Voci narranti recitano piccoli brani tratti da poesie argentine “che da sempre hanno un senso politico e sociale. La poesia in Argentina fa parte della nostra vita quotidiana”.

Il 32enne sta percorrendo il vecchio continente per la presentazione del suo terzo album ‘Lugares Para Nadar‘, un disco dove il folklore musicale argentino sposa l’elettronica senza dimenticare le proprie origini, in parte anche italiane, che si sono fuse per poi affondare in un terra “magica” e dalla incommensurabile bellezza naturale: l’Argentina. E non è un caso se Ignacio ha deciso di lasciare Buenos Aires per vivere sul delta del rio Paranà. È qui che la sua musica trova spazio. È qui che l’antico charango andino incontra il futuro dei sintonizzatori. Ed è da qui, distante ma non troppo da Buenos Aires, che il musicista errante parte per girare il mondo e scambiarsi la pelle con chi incontra, con chi lo ospita nel suo viaggiare. Ed è qui sul delta del rio Paranà che Ignacio torna per mescolare la sua vita nutrita da sempre più esperienze con l’elettronica, gli strumenti e con i ritmi latinoamericani antichi.

21 luglio 2017

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