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Let us live: Baobab Experience raccontata da chi ci vive

ROMA – “Ci troviamo nel piazzale Spadolini, stazione Tiburtina di Roma, per raccontarvi come un gruppo di privati cittadini riesce a fronteggiare un’emergenza migratoria senza alcun aiuto istituzionale accogliendo e supportando immigrati transitori in questo luogo chiamato Baobab Experience”.

Inizia così il racconto di Federico, Matteo e Mirco, tre studenti di “Grafica e comunicazione” dell’ITIS Cartesio di Cinisello Balsamo, che con Diregiovani.it sono diventati giornalisti per tre giorni e hanno scelto di dare voce alle persone che vivono al Baobab.

Baobab experience, una battaglia per l’accoglienza

Abbiamo incontrato Andrea Costa di Baobab Experience che ci spiega come, con tanti sacrifici e dedizione, si riesce a dare sostegno psicologico, cure mediche, assistenza legale, cibo e vestiti nonostante i continui sgomberi.

“La nostra è una battaglia a favore dell’accoglienza – dice Andrea Costa – evidentemente non si vuole accogliere, si ha paura che questo sia da richiamo per altre persone, noi crediamo che il discorso vada invertito: non è che siccome c’è accoglienza vengono le persone, siccome vengono le persone è giusto e necessario fare accoglienza”.

“Quando sono arrivato qui in Italia ho scoperto una dura realtà, le aspettative erano buone ma non si sono rivelate tali, dormo per strada, da quando sono arrivato qui la mia vita non è migliorata” racconta ai microfoni di diregiovani.it Jackson, ragazzo del Camerun.

“Questa è la mia famiglia – dice a proposito di Baobab Experience – sono qui da un mese e due settimane, la vita è difficile perché ci sono sempre dei problemi con la polizia”.

“Adesso i problemi – conclude Jackson – sono sopratutto due: non so da dove ripartire e non so dove andare”.

Gli studenti di Cinisello Balsamo in redazione

La collaborazione tra Diregiovani.it, agenzia Dire e il Cartesio di Cinisello Balsamo nasce a Marzo, quando la redazione DIRE, da la possibilità ad una classe dell’istituto milanese, di pubblicare on-line un notiziario, interamente realizzato dagli studenti: da qui, l’invito a vedere come una vera relazione lavora. Nessun esitazione, ad un mese dalla fine delle lezioni, i tre ragazzi sono partiti per Roma e si sono rimboccati le maniche.

Pronti, via e subito in riunione con i nuovi colleghi a decidere il servizio da lanciare: brainstorming e nasce subito l’idea, Baobab experience.

Dopo un focus sull’uso della telecamera, il giorno dopo si parte per raggiungere il campo immigrati: riprese, interviste, tanto caldo, ma soprattutto mille emozioni.

Si ritorna in redazione stanchi, ma soddisfatti del lavoro svolto. Ultimo step, il montaggio: davanti al pc tutti intenti a tagliare, scegliere le migliori inquadrature, ascoltare e riascoltare le interviste e alla fine il servizio è pronto.

“È sempre così, quando una bella esperienza finisce – raccontato i tre ragazzi – il tempo sembra essere volato, si ritorna a casa e si ripensa ai momenti vissuti, a ciò che si è appreso. Si ritorna a casa di certo col bagaglio più pesante rispetto alla partenza e con la convinzione che occasioni del genere ti capitano rare volte nella vita”.

21 luglio 2017

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