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Report del Consiglio grande e generale del 21 luglio

SAN MARINO – Dopo la ratifica in notturna dei decreti legge n. 78 e 80, quelli in materia bancaria, e l’annuncio del ritiro definitivo del n. 79 a seguito dell’accordo con la Csu, il Consiglio Grande e Generale riprende i lavori, nella ultima giornata di convocazione, dall’esame dei decreti scorporati con la loro ratifica.

Segue l’esame delle istanze d’Arengo, tutte respinte: la n. 33, “per la correzione di un fattore di discriminazione delle lavoratrici precarie in stato di gravidanza nella Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alle graduatorie per l’insegnamento”. Stessa sorte per la n.8, per la modifica dell’attuale denominazione della Via “Il Contradino” in Via “Giuliano Gozi” o “Il Contradino dei Gozi” (Istanza n.8).
La
bocciatura è all’unanimità per le due successive, la n. 37per la collocazione a Palazzo Pubblico di una epigrafe in memoria del colpo di Stato avvenuto il 14 ottobre 1957, da scoprire in occasione del 60° anniversario di tale evento, con solenne cerimonia e alla presenza delle autorità”. Idem per la n.38 “per l’inserimento nei programmi di storia sammarinese della scuola secondaria superiore di uno studio maggiormente approfondito del periodo storico noto come ‘Fatti di Rovereta’ del 1957”. Entrambe le istanze sono discusse insieme in un dibattito partecipato che porta infine all’accoglimento- all’unanimità- di un Ordine del giorno presentato dalla maggioranza e condiviso poi da tutte le forze in Aula. L’Odg invita il governo “a promuovere presso propri istituti formativi e culturali l’avvio di tutte quelle iniziative che possano essere utili a conoscere la storia anche moderna e contemporanea con lo spirito della pluralità delle fonti e della scientificità della ricerca”.
Respinte infine le istanze restanti: la n.19, per l’introduzione di una normativa che stabilisca il peso degli zaini scolastici; la n. 27 per l’introduzione in ogni scuola di ordine e grado di un’ulteriore ora di educazione fisica; infin la n.20 per ripristinare l’obbligo, per tutti gli operatori economici sammarinesi, di approvvigionamento di gas naturale dalla rete di distribuzione dell’Aass.

Terminato il comma sulle istanze, segue una serie di dimissioni e nomine, tra cui l’accoglimento delle dimissioni di Stefano Palmieri, Rf, quale Sindaco di Governo e la sua sostituzione con Matteo Fiorini, Rf; quindi le dimissioni di Mattia Guidi, C10, dalla Commissione per le politiche territoriali e la sua sostituzione con Jader Tosi, C10.
Infine, la sessione consiliare di luglio si conclude al comma 16, senza aver terminato tutti e 26 i comma all’ordine del giorno.

Di seguito un estratto degli interventi sul comma 4.

Comma 4. Istanze d’Arengo:

Istanza n.33 per la correzione di un fattore di discriminazione delle lavoratrici precarie in stato di gravidanza nella Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alle graduatorie per l’insegnamento/ Respinta.

Guerrino Zanotti, segretario di Stato Affari Interni
Siamo consapevoli delle difficoltà delle lavoratrici, in particolare nel settore privato, continuano episodi di discriminazione, minor retribuzione a fronte di pari mansione, rispetto all’argomento sollevato su istanza 33, in realtà non vi sono differenze tra settore scuola e altri settori Pa, se non come quele che esistono in tutto il modo fra chi è assunto e chi è precario. Ma è questa una differenziazione di diversa natura rispetto alla questione sollevata dagli istanti. Nell’istanza viene richiesto, rispetto la mancata maturazione del punteggio in graduatoria per astensione al lavoro, anche in risposta alla chiamata lavorativa, che quel quel periodo di astensione al lavoro per maternità sia coperto da retribuzione. Riteniamo, nell’ottica di non creare discriminanti, si possa ragionare in futuro di approfondire materia, ma per come è posta l’istanza, questa è difficilmente accoglibile.
Denise Bronzetti, Ps
Bene ha fatto il Segretario ad affrontare il tema delle discriminazioni nel mondo del lavoro sulle lavoratrici donna. E’ bene ricordare che non vi sono differenze tra regolamentazione diverse tra la chiamata delle lavoratrici nel settore scuola e altre pubbliche graduatorie. Ma se partiamo dal principio che la lavoratrice deve essere tutelata in gravidanza, va da sé che possiamo metterci al lavoro e trattare la materia.
Pasquale Valentini, Pdcs
L’istanza richiama una problematica su cui sicuramente è bene mantenere viva l’attenzione. Ovvero cosa facciamo perché l’evento della maternità sia vissuto senza discriminazioni dal punto di vista lavorativo. Al di là delle belle parole, ci sono infatti ancora tanti ambiti in cui tema maternità è visto come alternativo alla possibilità di fare percorso lavorativo significativo, soprattutto nel settore privato. E’ bene perciò cogliere spunto dell’istanza per non chiudere la riflessione. Chiaramente l’istanza fa riferimento a una situazione particolare, il precariato nella scuola. Il tema va affrontato con equilibrio senza creare discriminazioni. L’istanza così come formulata va accolta nello spirito di voler approfondire il tema della non discriminazione nella maternità. Si può infatti verificare i casi in cui la gravidanza possa prevedere assegno integrativo per donne che non hanno alcuna forma contributiva.
Enrico Carattoni, Ssd
A prescindere dall’Odg, mi auguro quanto prima possa partire il confronto su un tema sempre purtroppo presente a che apre lo sguardo su aspetti che molti di noi non conoscevano.
Guerrino Zanotti, segretario di Stato, replica.

Ringrazio gli istanti e ringrazio i consiglieri intervenuti che nei loro interventi hanno fatto proposte e dato input interessanti che io colgo, è un tema su cui noi siamo disponibili a porre sul tavolo questioni che vanno nella direzione di risoluzioni dei problemi discriminatori.

Pasquale Valentini, Pdcs

Solo per precisare che l’ultimo intervento normativo, il decreto delegato su accordo sindacale del 2012, chiarisce in modo tutelante quanto richiesto dall’istanza.

Istanza n.8. “Per la modifica dell’attuale denominazione della Via “Il Contradino” in Via “Giuliano Gozi” o “Il Contradino dei Gozi”
Guerrino Zanotti, segretario di Stato Affari Interni
Su questa istanza c’è il parere contrario della Giunta di Castello, anche il governo intende respingere l’istanza perché c’è il rischio di riaprire un dibattito e uno scontro ideologico. La questione non è se San Marino sia il Paese della libertà. E’ per evitare di dividere i cittadini e per non dare spazio a costrizioni ideologiche che si intende respingere l’istanza, il fio ideologico è stato già pagato da cittadini, non si può far passare l’idea che per San Marino il fascismo sia stato un fatto ineluttabile.
Michele Muratori, Ssd
Per quanto di buono fatto da Gozi nella gestione del partito e di San Marino, non si possono negare gli effetti del fascismo, anche oltre confine. Fascismo è respressione della libertà di pensiero rispetto a quella considerata l’unica possibile. Ancora sono in vita persone che hanno lottato e sofferto per la libertà di tutti noi. In futuro ci sarà sicuramente una rivalutazione della figura del Gozi, ma ad oggi non ritengo sia giunto il momento. Riconfermo il voto contrario all’istanza.
Gian Carlo Venturini, Pdcs
L’istanza era già stata presentata nella precedente legislatura, semplicemente chiede o l’intitolazione di una via o l’iscrizione di una lapide. Allora fu respinta per 3 voti, al di là della posizione ideologica espressa, dobbiamo fare una considerazione: chi è stato Giuliano Gozi e in quale periodo storico è vissuto e cosa ha fatto in quel momento per la Repubblica. Credo oggi San Marino stia ancora beneficiando della Convenzione del ’39 che regola le relazioni con la vicina Italia su molte materie. E’ difficile non riconoscere che alcune cose per la Repubblica non siano state positive, l’istanza va valutata non solo dal punto di vista ideologico, é necessario guardare la storia nel modo più obiettivo possibile, guardandola nei suoi lati positivi e negativi. Per questo sosterremo l’istanza, non per rinnegare una certa fase politica, ma per riconoscere che una persona in quell’epoca ha fatto qualcosa di positivo per il Paese.

  • Istanza n.37 Per la collocazione a Palazzo Pubblico di un epigrafe in memoria del colpo di Stato avvenuto il 14 ottobre 1957, da scoprire in occasione del 60° anniversario di tale evento, con solenne cerimonia e alla presenza delle autorità/ Respinta all’unanimità

  • Istanza n.38. Per l’inserimento nei programmi di storia sammarinese della scuola secondaria superiore di uno studio maggiormente approfondito del periodo storico noto come “Fatti di Rovereta” del 1957”/Respinta unanimità

  • Odg sottoscritto da tutti i gruppi presenti in Aula/Approvato all’unanimità

Guerrino Zanotti, segretario di Stato per gli Affari Interni
I fatti di Rovereta sono uno dei periodi più complessi della storia sammarinese, si è avuta una situazione interna molto tesa, il Paese- da sempre neutrale- fu sottoposto a pressione da parte della vicina Repubblica italiana, le analisi anche oggi sono difficili. L’attuale governo ritiene che la richiesta non sia accoglibile, in ossequio a un equilibrio faticosamente raggiunto negli anni successivi ai quei fatti. Difficilmente quanto chiesto dall’istanza porterà i cittadini sammarinesi a un giudizio comune e si riaprirebbe un dibattito ideologico di cui il Paese non ha bisogno. Il governo propone di respingere l’istanza, nella volontà di non voler nascondere ai cittadini fatti incresciosi- che non devono essere minimizzati- ma auspichiamo approfondimenti di studiosi neutrali.
Carlo Franciosi, Rf
L’istanza in esame, com’è formulata, è in totale in contrasto con l’intenzione dichiarata di ricostruire una verità storica condivisa, sembra perseguire invece l’obiettivo di riaccendere polemiche ideologiche e desideri di vendette postume. Il popolo sammarinese ha superato con il buon senso inimicizie e rancori di quel tempo.
Pasquale Valentini, Pdcs
L’istanza è inaccettabile per i toni. E’ assolutamente da respingere per il tono e il proposito che ha , di riacutizzare un contrasto che non ha alcuna ragione di essere. Al contrario, un approfondimento storico è utile nel momento in cui fa vedere la capacità di superare i contrasti. Sull’istanza relativa alla scuola, anche qui, è doveroso il rispetto dei percorsi che queste cose devono avere. Se c’è un approfondimento storico fatto con i crismi- e non propaganda- ci sono istituti culturali precisi in cui deve avere luogo, l’università è l’ambito giusto in cui deve essere fatto. Altri metodi non partono dalla volontà di fare chiarezza ma di usare parzialmente, ideologicamente e strumentalmente le cose e ciò non serve alle giovani generazioni. A mio avviso anche quell’istanza deve essere respinta. La nostra scuola ha un insegnamento specifico di storia sammarinese e gli insegnanti hanno libertà di valutare modi e tempi di approfondimento. Se ci sarà altro materiale di approfondimento sicuramente vi arriverà, non va fatto di imperio.
Marica Montemaggi, C10
E’ giusto ricollocare i fatti nel loro ambito, quello della Guerra Fredda, quando sicuramente San Marino, con un governo di sinistra, aveva una collocazione difficile nel panorama geografico di allora e generava allarme in Italia, al governo Repubblicano dell’epoca. Proporremo un Odg affinché si possa promuovere uno studio nell’ambito di un’autonomia che possa abbracciare varie visioni per evitare di arrivare alla distorsione della realtà. E’ stato redatto un Odg che verrà letto.
Fabrizio Francioni, Ssd
La prima Istanza non la condividiamo e la respingiamo. San Marino in questo momento bisogno ha di bisogno di tutto tranne che di riaprire vecchie ferite, è al contrario auspicabile la condivisione da parte tutte le forze politiche e sociali. La seconda istanza è condivisibile ma è importante prima approfondire gli studi, verrà letto un Odg a tal proposito. Annuncio a nome di Ssd voto contrario a entrambe le istanze.
Alessandro Mancini, Ps
Dopo 60 anni dare un giudizio obiettivo e non di parte sui fatti di Roverera può essere ancora azzardato. Ancora oggi non si può minimizzare sulla gravità dei fatti che portarono San Marino a uno scontro armato tra due parti. Oggi occorre contestualizzare quel momento politico, sociale ed economico della Repubblica, a poco più di 10 anni dal regime fascista, quando si aveva un governo eletto democraticamente che con difficoltà cercava di dare il pane a una popolazione stremata. Inoltre il governo di socialisti e comunisti era privato da qualsiasi apporto e aiuto dal governo vicino italiano. Grazie alla natura pacifista dei sammarinesi, la crisi non degenerò. A nome del gruppo socialista sottolineo tutta la nostra contrarietà alla prima istanza, sulla seconda le indicazioni del governo di respingerla. Invito la maggiorana a ragionare sull’Odg, credo che un indirizzo il più ampiamente condiviso sulla formazione, e sull’avvio di iniziative utili per conoscere la storia dal punto di vista della pluralità, sia giusto.
Matteo Ciacci, C10
I toni della prima istanza irrispettosi nei confronti della verità storica. Sulla seconda istanza, ricordo che la storia sammarinese viene trattata nelle nostre scuoole. Un indirizzo dell’Odg di maggiorana proporrà di recepire lo spirito dell’istanza, è un invito al governo a promuovere iniziative per conoscere la storia contemporanea e moderna nel rispetto del principio delle fonti.
Gian Carlo Capicchioni, Psd
Mi fa piacere ci sia in Aula condivisione unanime per respingere entrambe le istanze, in particolare la prima che tenta provocatoriamente di riaccendere scontri ideologici. Non posso che rallegrarmi dell’orientamento che quest’Aula sta prendendo sulle istanze. Mi auguro l’unanimità per dare un segnale forte contro spinte radicali.
Lorenzo Lonfernini, Rf
La perspicace volontà di voler creare divisioni sui fatti di Rovereta appartiene a uno sparuto numero di cittadini mossi da rancore. Come gruppo Rf siamo per respingere le istanze e accogliere l’Odg che ha trovato condivisione anche con l’opposizione, per porre basi all’approfondimento storico di quei giorni.
Stefano Canti, Pdcs
Ci stupisce il fatto che l’istanza sia presentata da più giovani, non direttamente coinvolti nei fatti di Rovereta. Ci troviamo di fronte a una richiesta senza fondamento storico e culturale, un pretesto di 7 giovani firmatari che dimostrano scarsa conoscenza dei fatti della storia e dell’ordinamento sammarinese Ma anche l’istanza successiva nasce da disinformazione e scarsa conoscenza dei programmi scolastici, stupisce che questi giovani non si siano accorti che la scuola è cambiata. E’ un’Istanza che addita come usurpatori e traditori della democrazia dei nostri padri fondatori. Non può essere giudicata poi di interesse pubblico. Dove è l’interesse pubblico nel mettere alla gogna persone defunte di indubbia moralità? Confido nel buon senso e nella saggezza di tutti i consiglieri.
Marina Lazzarini, Ssd
Ho ascoltato interventi belli e interessanti. Penso che una ricostruzione storica oggettiva esatta di quei fatti non sia stata ancora elaborata, sarebbe importante che la nostra università, attraverso il Dipartimento degli studi storici, se ne facesse carico, per una ricostruzione scientifica di quel periodo, alla luce dei documenti secretati e delle testimonianze. Ancora oggi quegli avvenimenti sono vivi nella memoria e le ferite aperte. Va colta la capacità di quei cittadini di essere usciti da una situazione esplosiva, facendo sì che nessuna goccia di sangue fu versata. L’onore va a tutte quelle persone che hanno saputo mettere le vite dei cittadini al di sopra delle parti. Le lapidi fanno fatte per onorare, non per disonorare. La maggioranza ha elaborato un Odg sulla seconda istanza, condiviso da tutte le forze politiche in Aula, dispiace per l’assenza di Rete.
I proponenti l’istanza d’Arengo che chiede di approfondire lo studio della storia contemporanea sammarinese con un focus particolare ai fatti denominati di “Rovereta”, ritengono che la nostra scuola secondaria superiore debba intensificare la propria attenzione rispetto ad un periodo controverso la cui analisi non può che essere in continua evoluzione, dati i nuovi documenti e le nuove testimonianze che si aggiungono a quanto già definito nei libri e alle dispense comunemente utilizzati come riferimento.
In effetti iniziano ad essere numerosi gli storici che dedicano le proprie competenze all’analisi di tale argomento che all’epoca attrasse l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale data la peculiarità di un Paese appartenente geograficamente al blocco occidentale, politicamente rivolto invece a quello orientale.
Lo spirito dell’istanza quindi è sicuramente meritevole in quanto l’approfondimento della storia è non solo necessario, ma auspicabile anche perché utile a favorire i processi di concordia sociale.

Due sono gli elementi su cui il Consiglio Grande e Generale non può che divergere: il primo quello di indicare ad un istituto scolastico un compito, sia esso meritevole, agendo sulla programmazione dell’istituto stesso promuovendo azioni che potrebbero entrare in conflitto con i principi dell’autonomia dell’insegnamento. Il secondo elemento riguarda l’unico testo citato dall’istanza per l’approfondimento, quello dei documenti americani desecretati nel 1994. L’approfondimento deve invece avvenire su una pluralità di fonti che possa aiutare la comprensione di eventi che sono e restano ancora vivi nella memoria sociale.

A tal fine il Consiglio Grande e Generale
invita il Governo

a promuovere presso propri istituti formativi e culturali l’avvio di tutte quelle iniziative che possano essere utili a conoscere la storia anche moderna e contemporanea con lo spirito della pluralità delle fonti e della scientificità della ricerca’.

Guerrino Zanotti, segretario di Stato
Sono felice si sia svolto il dibattito su un tema così delicato della nostra storia recente con toni pacati e nella ricerca della verità e oggettività di ciò che è accaduto 60 anni fa. Mi sembra di aver sentito da consiglieri unanime posizione contraria all’accoglimento, Nonostante questo ringrazio istanti che ci hanno dato la possibilità di dimostare che un dialogo pacato su temi così diversi è possibile.
Matteo Ciacci, C10
Soddisfatto per l’Odg condiviso, ci piace poterci confrontare su vari argomenti in modo pacato, se siamo tutti ragionevoli le sintesi si trovano. E dopo il clima molto teso vissuto in questo ultimo Consiglio è una bella cosa si arrivi a questo Odg.
Pasquale Valentini, Pdcs
Il metodo con cui si è giunti all’Odg ci dice che, se la partenza è diversa, si possono avere certi risultati. Abbiamo contribuito alla stesura dell’Odg che convidiamo. Si faccia tesoro del metodo utilizzato.

21 luglio 2017

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