Roma, sgomberato il Camping River. I residenti: “Trattati come animali”

ROMA – Vetri e porte rotte per rendere inagibili i container, effetti personali gettati in strada e la minaccia di separare i mariti dalle mogli e dai figli. E’ questo il risultato del blitz della Polizia locale di Roma Capitale all’interno del Camping River, per la liberazione di alcuni moduli abitativi di proprietà del Comune occupati senza titolo.

“Sono venuti stamattina e ci hanno messo di fronte a un ‘aut aut’: o noi donne con i bambini accettavamo di andare in una casa famiglia, o ci avrebbero distrutto le nostre case. Ma noi non ci separiamo dai nostri mariti, dai padri dei nostri figli”. A dirlo sono alcune abitanti del Camping River, dopo l’intervento dell’amministazione capitolina nel campo.

Alcuni abitanti hanno raccontato le dinamiche dell’accaduto all’agenzia Dire: “Hanno iniziato a distruggere tutto, e buttarci tutte le nostre cose in strada. Lasciando i moduli lì. Il loro scopo era solo rendere inagibili le nostre case e questo perché? Perché non volevamo separare le nostre famiglie. Ci hanno trattati come animali”.

Oggi “sono stati distrutti circa una decina di moduli. Continueranno da domani e giorni a seguire, finché non saremo tutti in strada. Già alcuni di noi oggi sono sndari sotto ai ponti”, hanno concluso gli abitanti.

RAGGI: LIBEREREMO AREA CAMPING RIVER, ABITANTI RIFIUTANO MEDIAZIONE

“Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti utili e necessari al superamento del Camping River, l’insediamento situato in via Tenuta Piccirilli, nel Municipio XV. Si tratta di un luogo, come tutti i campi rom, egemonizzato da ghettizzazione e illegalità. Realtà di questo genere non devono e non possono più esistere: rappresentano una negazione dei diritti per chi le abita e generano danni per i cittadini che vivono nelle zone limitrofe”. Così il sindaco di Roma, Virginia Raggi, sulla sua pagina Facebook.

Leggi anche: La risposta dei rom: “Salvini ci vuol rispedire a casa? Ci siamo già da 6 secoli”

“Gli operatori sociali di Roma Capitale hanno lavorato ogni giorno, con impegno certosino, per illustrare ai residenti le misure ideate appositamente per il Camping River- spiega il sindaco- estensione da due a tre anni della durata delle misure di sostegno, possibilità di pagamento diretto del canone di locazione ai proprietari da parte della Pubblica amministrazione, ospitalità in famiglia presso terzi privati, attività di autorecupero, contributi per il rientro volontario assistito nel Paese d’origine, facilitazioni per l’iscrizione anagrafica dei cittadini comunitari”.

“Tuttavia, la maggior parte di coloro che abitano presso il Camping River ha rifiutato le proposte– prosegue Raggi- scegliendo di restare abusivamente presso l’area e di occupare senza titolo i moduli abitativi di proprietà comunale, forse nella speranza che anche stavolta l’Amministrazione avrebbe stabilito l’ennesima proroga e che tutto sarebbe rimasto sempre immutato e immutabile. Ora non ci sono più alternative: bisogna liberare l’area“.

Leggi anche: Rom, Di Maio: “Non si può fare censimento su base razzial

“La peculiarità della situazione del Camping River- ha aggiunto Raggi- ha richiesto, sin dal principio, l’adozione e l’applicazione di misure ad hoc e di strumenti specifici. La Convenzione con Isola Verde Onlus (la cooperativa che per anni ha gestito il campo tramite affidamenti diretti in proroga e con costi esorbitanti per le casse pubbliche) è scaduta irrevocabilmente il 30 settembre 2017: non era in alcun modo contemplabile la possibilità di sviluppare ulteriori rapporti con questo soggetto“.

Inclusione non può più significare assistenzialismo o tolleranza verso forme di illegalità- si legge ancora- Venerdì 15 giugno era l’ultimo giorno a disposizione degli abitanti del Camping River per liberare i moduli abitativi di Roma Capitale presso l’insediamento. Non si è trattato di una decisione calata improvvisamente dall’alto né di carattere emergenziale: è l’approdo di un percorso condiviso e lungo quasi un anno. Le persone che abitano presso il Camping River sono state avvisate con largo anticipo della scadenza, anche tramite ripetute comunicazioni formali e da ultimo con una diffida. Accoglienza e inclusione si realizzano soltanto se abbinate e integrate a responsabilità e rispetto delle regole: non ci sono altre strade. Non abbiamo alcuna intenzione di derogare rispetto a questa formula e attueremo ogni azione politica di nostra competenza per ripristinare la legalità, continuando ad assicurare nel contempo tutela e supporto alle persone in condizione di fragilità e di vulnerabilità”.

“I campi rom- scrive ancora Raggi- devono essere superati: per questo abbiamo presentato, sin dall’anno scorso, un piano articolato che recepisce le migliori prassi europee, utilizzando fondi comunitari vincolati proprio a questa finalità e non utilizzabili per altri scopi. Il percorso riguarda, nella prima fase, i campi La Barbuta e Monachina”.

“Il Piano- si legge ancora- è basato sulla sottoscrizione di un Patto di Responsabilità con Roma Capitale da parte del capofamiglia, in base al quale chi non lo rispetta perde il diritto a fruire delle misure previste dal Piano stesso. Il Patto definisce competenze, diritti e doveri dei sottoscrittori. Prevede, inoltre, il coinvolgimento attivo nella definizione dei percorsi di inclusione sociale, trasparenza delle procedure e legalità dei comportamenti. Il Piano è efficace, come certificato in tutte le sedi in cui è stato valutato. Recepisce e attua i principi delle Strategia Nazionale 2012-2020 di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti e la arricchisce di nuovi contenuti e di una metodologia ancora più partecipativa, essendo basato su un approccio personalizzato”.

Leggi anche: Roma, la denuncia dell’ass. ’21 luglio’: “Piano nomadi del Comune è palese violazione dei diritti umani”

“Il Piano- spiega ancora il primo cittadino- è stato condiviso sin da subito con istituzioni come il Consiglio d’Europa, (attraverso l’adesione al programma JUSTROM) e la Commissione Europea nelle due Direzioni Generali DG EMPLOYMENT e DG NEAR, che ci stanno fornendo assistenza tecnica. Non solo, è stato anche valutato da Eurocities come la migliore prassi Europea per l’utilizzo coordinato dei Fondi europei sociali e di sviluppo FSE e FESR”.

“La procedura di gara per l’affidamento delle attività e dei servizi finalizzati al superamento del campo La Barbuta è stata vinta dalla Croce Rossa Italiana– ha concluso il sindaco- Sono già state effettuate le operazioni di mappatura degli abitanti, gli operatori sono attivi quotidianamente per garantire i percorsi di inclusione sociale, lavorativa e scolastica delle famiglie. Sono stati rilevati 59 bambini in età di obbligo scolastico ma non iscritti: è stata avviata l’opera di sensibilizzazione presso i genitori e molti di loro hanno iniziato a frequentare le scuole. Per il campo Monachina le procedure sono in fase di aggiudicazione”.

21 giugno 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»