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Almeno un italiano su 2 ha problemi endocrinologici/ Video

ROMA –  Si stima che almeno un cittadino italiano su due abbia un problema endocrinologico. La patologia tiroidea, inclusi i noduli, interessa il 20-25% degli adulti, la sindrome dell’ovaio policistico quasi il 10% delle donne in età fertile, l’ipogonadismo maschile, l’infertilità e la disfunzione erettile il 10-15% degli uomini adulti, fino a punte che superano il 50% nella terza età. L’obesità è presente poi in circa il 10-15% della popolazione e le dislipidemie nel 20-25%. Il diabete, infine, è sempre più diffuso e la sua prevalenza è di oltre il 6%.

I dati emergono da’ ‘L’Endo-Libro 2017’, il Libro Bianco dedicato all’endocrinologia, presentato a Roma dalla Società italiana di Endocrinologia in occasione del suo 39esimo Congresso nazionale, che si apre oggi presso il Palazzo dei Congressi all’Eur. L’evento è in programma fino a sabato prossimo.

Lenzi: “A Congresso nazionale endocrinologia 2.0”

“Volevamo un‘endocrinologia profondamente rinnovata– ha detto il professor Andrea Lenzi, presidente della Sie– e abbiamo tutti lavorato per adeguare al terzo millennio i connotati della nostra disciplina, al di là della componente scientifica che è sempre stata di riconosciuta eccellenza. Il Congresso nazionale celebra proprio questo rinnovamento e il decollo dell’endocrinologia 2.0, che si traduce in un nuovo modello declinato su tre aspetti: modello di formazione, per creare oggi uno specialista capace di assorbire l’evoluzione tecnologica, sociale ed economica del Paese; modello di gestione della sanità pubblica, con uno specialista che offre il meglio della salute e al contempo riduce i costi attraverso percorsi diagnostici-terapeutici assistenziali (Pdta) ben controllati; modello di specialità, collaborante con altre discipline del sapere medico e con il Servizio sanitario nazionale ma costruisce anche una nuova didattica formativa”.


Un dato positivo che si legge nell”Endo-Libro’, intanto, è relativo all’offerta formativa delle università italiane. In Italia si contano 38 sedi formative e la scuola di specialità in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo risulta essere nelle prime 5 tipologie richieste dai neolaureati fra le 50 esistenti.

“Alle attività formative assistenziali e di ricerca descritte nel Libro Bianco- hanno fatto sapere gli endocrinologi- collaborano in questo momento in Italia 48 professori ordinari; 81 professori associati; 70 ricercatori a tempo indeterminato; 26 ricercatori a tempo determinato; 450 specializzandi; 500 dottorandi ed assegnisti di ricerca; 4.500 colleghi specialisti; e circa 6mila altri specialisti o medici generalisti che dichiarano di svolgere attività in ambito endocrino-metabolico-andrologico”.

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Quattro le azioni portate avanti in questi ultimi anni dalla Sie e di cui si dibatterà anche nelle giornate congressuali: la spinta all’internazionalizzazione della società scientifica, con la conquista di una presidenza italiana alla guida della società europea con il professore Andrea Giustina, oltre che una decina di premi ricevuti in campo internazionale dai soci; le politiche per facilitare l’adesione degli giovani specializzandi con due anni di affiliazione gratuita e 20 euro di iscrizione che hanno portato ad un aumento del 40% di soci under 40; la ridefinizione dei confini del sapere con apertura a collaborazioni importanti con altre società scientifiche dai ginecologi ai pediatri ai geriatri agli internisti; una didattica al passo con i tempi per formare uno specialista endocrinologo, ‘orologiaio’ della medicina, capace di percorrere 40 anni di attività professionale seguendo e adattandosi all’evoluzione dei tempi e della società.

21 giugno 2017

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