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A Napoli aprirà un museo dedicato a Darwin e Dohrn VIDEO

NAPOLI – Entro il 2018 a Napoli sorgerà il Museo Darwin-Dohrn, uno spazio per mostre speciali che sarà dedicato anche alla sensibilizzazione dei ragazzi nel cuore della villa comunale.

Ad annunciarlo all’agenzia DIRE è Vincenzo Saggiomo, direttore della Stazione zoologica Anton Dohrn. “Si tratta di uscire un po’ dal nostro guscio, di cominciare ad avere un rapporto molto più forte con la città”, commenta Saggiomo.


IL PROGETTO

La struttura museale “raccoglierà la storia della Stazione zoologica a Napoli – racconta – e il forte rapporto che univa Anton Dohrn a Charles Darwin”.

Fu proprio Dohrn a costruire la Stazione zoologica sotto l’influenza dello stesso Darwin, come testimonia una fitta corrispondenza tra i due. Il progetto prevede anche una valorizzazione della biblioteca “che ha sempre raccolto la storia della biologia moderna” e del ruolo dei ricercatori della Stazione Anton Dohrn che spiegheranno al pubblico i valori che guidano i loro studi e gli obiettivi delle ricerche che conducono.

“Il nostro progetto è anche indirizzato alla sensibilizzazione ambientale che dovrà coinvolgere i giovanissimi. Pensiamo a una ludoteca per educare i più piccoli – annuncia Saggiomo – al rispetto nel nostro mare. Per far sì che in futuro venga rispettato molto di più delle generazioni passate. E’ il modo migliore per difendere l’ambiente”.

Il Museo esporrà anche dipinti e murales, inclusi i ritratti di Darwin e Dohrn, che illustreranno il funzionamento degli ecosistemi marini e la ricchezza della biodiversità. L’arte sarà utilizzata per trasmettere messaggi storici e scientifici, così come le esclusive foto subacquee realizzate in immersione da artisti campani amanti del mare.

SAGGIOMO: RESTAURO PER ACQUARIO NAPOLI, È IL PIÙ ANTICO DEL MONDO

“C’è un progetto di restaurazione per l’Acquario di Napoli, il più antico del mondo ancora funzionante e aperto”.Con quasi 200 anni di storia, l’acquario di Napoli ha una superficie di oltre 500 metri quadrati e resta l’acquario più antico ancora in attività, l’unico dedicato a flora e fauna del Mediterraneo.



Era stato creato per finanziare la ricerca – racconta Saggiomo – ma non ce l’ha fatta perché i costi della ricerca sono elevati. E’ uno strumento di sensibilizzazione ambientale, indirizzato agli organismi del nostro mare”.

COSA CAMBIERA’

Il progetto di restauro prevede delle novità anche in termini di offerta: “ci sarà una vasca che ricalca gli ambienti tropicali, ma quelle principali – spiega il direttore dell’Anton Dohrn – sono rappresentative del Mediterraneo con simulazioni di ambienti profondi. Nel golfo di Napoli ci sono canyon unici, posti da riesplorare per la loro incredibile biodiversità. A differenza di quanto si pensi delle acque partenopee. Soprattutto nel Sud Italia, i canyon sono degli accumuli di spazzatura mentre quelli napoletani, dalle prime indagini, hanno una biodiversità incredibile con ostriche giganti e cavalli bianchi”.

Una biodiversità da tutelare “non immaginavano di trovarla in aree a stretto contatto con zone estremamente inquinate. E’ il segnale che il mare riesce a resistere, ma non sappiamo fino a quando”. Un’opera di restauro che non intaccherà l’immagine “antica” dell’acquario.

“Il grosso sforzo che stiamo facendo – dice Saggiomo – è far ripartire il più antico acquario del mondo con tecnologie tali da assicurare il benessere animale“. Nulla a che vedere con l’acquario più grande e visitato d’Italia, quello di Genova.

In Liguria “c’è un acquario moderno, molto costoso in termini di gestione”, sottolinea il direttore della Stazione Zoologica, ricordando il vecchio progetto presentato a Napoli proprio dall’equipe che ha progettato l’acquario di Genova.

Il primo incontro tra ingegneri e Comune di Napoli risale quasi a 15 anni fa ma sembra che l’amministrazione guidata da Luigi de Magistris e Regione Campania vogliano riprendere in mano il progetto per costruire un grande acquario per scuole, visitatori e turisti a Napoli Est.

21 giugno 2017

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