Lombardia

Sala si insedia e vuol correre: “Ho l’ossessione del tempo”

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MILANO – “Conosco tanti qui e questo sarà un vantaggio perché mi muoverò da subito, ho già preso posizione sulla scrivania per cui diciamo che l’ossessione del tempo rimane”. Così un Giuseppe Sala, autodefinitosi “molto emozionato”, esordisce nel suo discorso di insediamento da sindaco di Milano. Affiancato dal predecessore Giuliano Pisapia, che lo ha ringraziato per “proseguire questa esperienza, ma soprattutto per migliorare e risolvere i problemi che ancora ci sono”, il neo primo cittadino ha tracciato le linee dell’amministrazione che va ad aprirsi: “Cercheremo di essere trasparenti nei confronti della cittadinanza definendo obiettivi per poi comunicarli”, ha fatto sapere il nuovo sindaco, che si è detto voglioso di stabilire una priorità, ossia “che l’annuncio preventivo di ciò che andremo a fare sia un profilo della giunta che nascerà, per farci valutare nella misura dell’ottenimento di questi obiettivi”. Sala si dice convinto che la sua squadra farà la sua parte “per far sì che i milanesi siano sempre più felici di vivere in questa città”, e al contempo “chi arriva dal resto del mondo sia attratto a vivere a Milano, in questa città metropolitana da tre milioni di abitanti“.

Per l’ex numero uno di Expo bisogna “che tutto il grande lavoro che abbiamo fatto per costruire il nostro programma diventi realtà. Abbiamo comunque la possibilità di farlo- ha sottolineato Sala- e partiamo dunque da una situazione che obiettivamente positiva e il merito è di Pisapia e della sua giunta”, specificando come “questi cinque anni siano stati di una spinta notevole, ma soprattutto Milano sia diventata più credibile in Italia e all’estero per il modo in cui si è lavorato, per il suo cambiamento”, e per la capacità “di tenere in un momento storico difficile da un punto di vista sociale ed economico”. Il neosindaco ha poi sottolineato come “neanche questo sia un momento facile” e che “in questo quinquennio, su Milano ci sarà tanta attenzione per quello che rappresenta” e per la sua dimensione internazionale, promettendo dunque impegno prioritario soprattutto “per aiutare chi ha avuto di meno e ha il diritto di avere come tutti gli altri in questa città”.

Per il totogiunta, intanto, i nomi papabili sono quelli degli ex assessori Pierfrancesco Majorino, Pierfrancesco Maran, Cristina Tajani e Marco Granelli.

Di Nicola Mente

21 giugno 2016
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