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A Gioia Tauro arrivano gli americani, 120 milioni per fabbricare l’auto del futuro

Lcv Capital Management fabbrica autoUn’auto innovativa, prodotta tra Calabria e Puglia. Il futuro industriale nel Mezzogiorno di un’Italia in crisi è scritto sui progetti di Lcv Capital Management, un fondo americano pronto ad investire 120 milioni di euro per realizzare un’industria automobilistica tra l’ex stabilimento Isotta Fraschini, situato nel retroporto di Gioia Tauro, e all’interno della fabbrica Om Carrelli (ferma da tre anni) di Modugno, in provincia di Bari.

Tony Bonidy, manager Lcv con trascorsi in Ibm e Apple è originario di Miglierina, in provincia di Catanzaro e ha già presentato il piano industriale al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e a quello della Calabria, Mario Oliverio: per cominciare andranno in produzione 20mila vetture, che in poco tempo dovrebbero garantire nuovo lavoro per 1200 persone, tra nuove assunzioni e il riassorbimento dei cassaintegrati. Il prototipo è avveniristico proprio per le procedure di produzione e l’utilizzo di nuovi materiali: “Speciali pannelli in plastica e vetro robotizzati al minimo- ha spiegato Bonidy- renderanno l’auto leggera ma molto resistente ed elimineranno completamente la verniciatura. La prima vettura sarà pronta in 16 mesi e 20mila pezzi circoleranno sul mercato italiano, francese, spagnolo. Le caratteristiche innovative del mezzo ci consentiranno di non temere la concorrenza”.

Il brevetto è statunitense, la prima auto sarà di fascia C con motore Diesel da 165 cavalli. Ma sono previste altre motorizzazioni, una versione a gas e la produzione di un furgoncino da lavoro. La logistica e l’assemblaggio avverranno nello stabilimento calabrese, il resto della produzione industriale in Puglia, come ha spiegato Giuseppe Arcucci di Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa: “In Puglia sarà realizzata la scocca e tutta la parte infrastrutturale della macchina che poi sarà spedita a Gioia Tauro per l’assemblaggio finale. Il progetto originario si chiamava Next, ma presto arriverà un brand tutto italiano”.

21 maggio 2015

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