Italia-Azerbaigian da 25 anni, ma non solo energia - DIRE.it

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Italia-Azerbaigian da 25 anni, ma non solo energia


ROMA – L’Italia punta sull’Azerbaigian, ma non solo in campo energetico: è il messaggio giunto da un incontro ospitato dalla Sioi e segnato, in coincidenza con il via libera al Tran-Adriatic Pipeline (Tap) da parte del Tar del Lazio, dalla partecipazione di esponenti dei governi di Roma e Baku.

A ribadire la prospettiva italiana, a pochi giorni dal 25° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali, è il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova: “L’interesse dell’Italia è rendere il Tap operativo nei tempi stabiliti” sottolinea il dirigente della Farnesina, accogliendo la decisione del Tar che ha respinto il ricorso della Regione Puglia.

Vediamo il gasdotto come una garanzia per le forniture di energia nel rispetto della linea dell’Unione Europea sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento” aggiunge Della Vedova, “e negli ultimi due anni l’Italia si è impegnata presentando alle autorità regionali e locali i benefici del Tap anche in termini di creazione di impiego”.

Sulla stessa linea il ministro degli Esteri azero, Elmar Mammadyarov. A Baku, spiega in un’intervista alla DIRE, sono convinti che il Trans-Adriatic Pipeline sia “un gran successo”. “Garantirà forniture energetiche indipendenti”, sostiene il ministro, “assicurando al contempo posti di lavoro”. I numeri? Cinquecento impieghi subito e 1500 considerando l’indotto.



Un obiettivo più vicino dopo la sentenza sull’espianto degli ulivi nell’area interessata dai lavori per il gasdotto, in Salento. “E’ una decisione attesa ma anche un passo ulteriore” commenta Mammadyarov. Soddisfatto che a Roma, come emerso durante gli incontri di ieri con i ministri dello Sviluppo economico Carlo Calenda e degli Esteri Angelino Alfano, il Tap sia considerato di “importanza strategica”.

Ma il referendum turco e le accuse di deriva autoritaria all’indirizzo del presidente Recep Tayyip Erdogan? “Ankara è un partner affidabile” taglia corto Mammadyarov: “Il gasdotto trans-anatolico sarà costruito prima del Tap e dovrebbe essere inaugurato già il prossimo anno”.

I rapporti tra Roma e Baku, però, si estendono a settori diversi. “Parliamo spesso di cooperazione per l’energia ma è un errore perché ci sono altri campi, dalla cultura alla politica” spiega Franco Frattini, presidente della Sioi, la Società italiana per l’organizzazione internazionale: “L’Azerbaigian, con il quale abbiamo un dialogo e rapporti commerciali eccellenti, ha un ruolo chiave in un’area decisiva”.

Lo conferma, a partire dal 1992, il susseguirsi dei vertici bilaterali. Appuntamenti raccontati dalle fotografie ora in mostra nella sede della Sioi, nel Chiostro di Palazzetto Venezia, in vista dell’anniversario dell’8 maggio.

21 aprile 2017
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