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Pd, Renzi: “Se il 30 vota un milione di persone diranno che sono poche”

CESENA – “Se pensate che la politica sia urlare, non siamo noi”. Teatro Verdi di Cesena pieno questa mattina. In città arriva infatti Matteo Renzi per il suo tour romagnolo per le primarie. E con lui sfilano, tra gli altri, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore ravennate Roberto Fagnani, venuto anche per discutere della defiscalizzazzione delle piattaforme, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi. Dal palco Renzi sottolinea che “per quattro anni è sembrato che il problema del Pd fossimo noi. Avessero speso le stesse parole per Berlusconi, Grillo, Salvini, sarebbe stato meraviglioso”. Comunque “le sconfitte servono a ripartire. L’importante è non accontentarsi”. E a chi ha lasciato il partito va comunque “l’augurio di buon cammino, nessuna polemica”.

La politica, prosegue Renzi tra gli applausi, “non è la sistemazione di poltrone“, é “recuperare l’orgoglio dei nostri valori e portarli nel futuro”. A fine mese si terranno le primarie, ma il giorno dopo “chiunque vince deve avere il sostegno degli altri”. Se andrà a votare un milione di persone, sottolinea l’ex premier, si dirà che sono poche, “ma noi facciamo votare le persone” ed “è meglio che affidarsi a uno che decide per tutti“.

Poi arriva l’appello al voto, ma, rimarca, “non per me, votate per l’Italia, perchè giochi un ruolo più forte. Il mondo ne ha bisogno, viva Cesena, viva l’Italia“, conclude. E se l’incontro si era aperto con il ricordo di un Cesena-Fiorentina di qualche anno fa, finito due a due, ma senza che Renzi soffrisse troppo dato il nonno cesenate, tra la folla che lo saluta all’uscita del teatro qualcuno gli sottolinea che è “il Messi della politica”. “Ma ha perso”, è la risposta dell’ex premier. “Beh allora Ronaldo”, insiste il cesenate.

di Cristiano Somaschini, giornalista

21 aprile 2017

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