La Sardegna ha una legge forestale, Spano: “Momento storico”

sardegna_forestale

CAGLIARI – “Oggi finalmente possiamo sancire un momento storico per la nostra regione. Abbiamo la legge forestale della Sardegna grazie a un importante lavoro sinergico fra Giunta e maggioranza che ci consente di allinearci al resto dell’Europa. Fino ad ora avevamo un’impronta di tipo esclusivamente pubblico, ma considerato che i due terzi del patrimonio forestale sardo sono privati è necessario che siano messi in gioco per la sua valorizzazione”. Così l’assessore alla Difesa dell’ambiente Donatella Spano, che oggi, nella sala stampa del consiglio regionale, insieme al capogruppo del Pd Pietro Cocco e al presidente della quarta commissione Antonio Solinas (Pd), hanno illustrato i punti chiave della legge forestale, approvata ieri in Aula con i soli voti della maggioranza.

Cuore della riforma l’istituzione della nuova agenzia Forestas, che manda in pensione l’Ente foreste. Come hanno spiegato i tre esponenti della maggioranza, con la nuova norma verrà cancellato il consiglio di amministrazione, ci sarà un amministratore unico affiancato da un direttore generale, mentre il contatto con gli enti locali sarà garantito da un comitato di indirizzo composto da quattro sindaci (che non dovranno fare parte del Cal) e dall’assessore all’Ambiente.

“La parola chiave è ‘semplificazione’- ribadisce Spano-. Metteremo i nostri cittadini nella condizione di risolvere le pratiche in modo semplice e puntiamo a favorire in modo chiaro le filiere di tipo forestale e la nascita di forme associative, un po’ come succede nell’agricoltura: il settore forestale può e deve diventare un settore redditizio”. La Sardegna era l’unica regione in Italia priva di una legge di riordino del patrimonio forestale e non si poteva non intervenire per stare al passo con i tempi”, spiega Cocco, che poi si sofferma sull’attacco alla legge del presidente di Federalberghi, critico sulle sanzioni a suo avviso eccessive per quanto riguarda la gestione del materiale combustibile, vegetale e non, da parte delle strutture ricettive.

“L’intervento del presidente di Federalberghi è una forzatura che non possiamo accettare- spiega-. Se noi non fossimo intervenuti sull’articolo contestato, sarebbe stata applicata la norma nazionale che prevede non la sospensione, ma le revoca per poter esercitare: noi, usando la nostra autonomia, andiamo verso la sola sospensione, ma contemporaneamente diciamo che sulla questione degli incendi bisogna essere d’ora in poi seri”.

Il relatore di maggioranza Solinas si sofferma invece sull’articolo 48, relativo alla contrattualizzazione dei dipendenti dell’ex Ente foreste, che ieri durante la discussione ha provocato la dura reazione della minoranza, che in segno di protesta ha abbandonato l’Aula: “Sarebbe stato ottimale avere un contratto unico, ma c’è un dato ufficiale che parla chiaro: trasferire tutto il personale dell’ex Ente all’interno della legge regionale 31 e quindi del comparto dei dipendenti regionali, comporterebbe un aumento delle spese di quasi 18 milioni di euro, spesa che le casse regionali al momento non possono sostenere. Senza contare che la normativa dice che il personale deve aver sostenuto un concorso pubblico e per la maggior parte dei dipendenti non è così. Ci prendiamo l’impegno in ogni caso- conclude Solinas- quando le norme giuridiche lo consentiranno, di tornare sulla questione dell’inquadramento”.

di Andrea Piana, giornalista

21 aprile 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»