A Modena un ‘figlio’ dell’unico albero sopravvissuto a Nagasaki

Sarà piantato nel giardino di una scuola media come simbolo di fratellanza e di pace: è una delle pianticelle di seconda generazione nate dall'albero sopravvissuto al bombardamento atomico
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MODENA – È il ‘figlio’ dell’unico albero miracolosamente sopravvissuto alla bomba atomica, che distrusse Nagasaki alla fine della seconda guerra mondiale. È un alberello di cachi e ora a lui ci penseranno a Modena gli studenti della scuola media Marconi e del Comprensivo 10: lo pianteranno domani nel giardino della scuola, in largo Pucci, come simbolo di fratellanza e di pace.

Alla cerimonia verde, che come informa il Comune comincerà alle 16, saranno presenti bambini e ragazzi di tutte le scuole del Comprensivo 10 (Madonnina, Collodi, Bersani, Anna Frank-Marconi, Gramsci e appunto Marconi) e interverrà l’assessore alla scuola Gianpietro Cavazza, vicesindaco. L’alberello di cachi giapponese sarà piantato nell’ambito del progetto “Revive time: kaki tree project” (la rinascita del tempo) a cui partecipano tutti i ragazzi delle scuole, come la media Marconi, impegnate da tempo nel più ampio piano europeo Erasmus+ “Let’s cultivate peace through universal brotherhood”.

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L’iniziativa è centrata sul prendersi cura della pianticella di cachi, simbolo di pace e di vita, ‘discendente’ dell’albero che Masayuki Ebinuma, arboricoltore di Nagasaki, iniziò a curare dopo il bombardamento atomico, riuscendo a farlo riprendere fino a ottenere delle pianticelle di seconda generazione che donava ai bambini in visita nella città, affinché le curassero come testimoni di pace e di vita che vince la morte. Nell’ambito di “Let’s cultivate peace”, gli studenti della Marconi hanno già partecipato lo scorso ottobre alla marcia della pace da Perugia ad Assisi.

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21 Marzo 2019
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