Il futuro arriva dalla terra, "Brain at work" punta sull'agricoltura - DIRE.it

Lazio

Il futuro arriva dalla terra, “Brain at work” punta sull’agricoltura

ROMA – Studenti delle scuole superiori, universitari, laureati, specializzandi. Tutti con il curriculum tra le mani, tutti in fila ad aspettare il loro turno per confrontarsi con il tanto atteso e desiderato mondo del lavoro. Sono centinaia le ragazze e i ragazzi che in queste ore stanno affollando il Centro congressi Frentani, dove e’ in corso Brain at work Roma edition, uno dei piu’ attesi appuntamenti italiani di recruiting. Giunta alla sua XXI edizione, la giornata dedicata ai giovani che cercano lavoro e’ sostenuta anche da Arsial, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio.
Moltissimi le aziende presenti in via dei Frentani per accogliere le nuove generazioni in cerca di orientamento, consigli e, perche’ no, assunzione. Tra gli stand, anche quello della Regione Lazio e di Arsial, che vuole far conoscere le opportunita’ di crescita offerte dalle imprese del settore agroalimentare desiderose di ampliare il proprio organico selezionando giovani talenti preparati dalle universita’. Tra le eccellenze del settore agroalimentare, Pietra Pinta, Acquaranda, Biorticello, Castelli, Pileum e PNeri. “L’Arsial e la Regione Lazio sono qui per questi ragazzi e queste ragazze, perche’ il nostro assillo e’ creare le condizioni per dare lavoro e prospettiva a una nuova generazione- spiega l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati- La crisi economica ha colpito durissimo e il grande dramma italiano e’ la disoccupazione giovanile, dopo Spagna e Grecia siamo il Paese piu’ colpito. La Regione Lazio ha messo in campo molte iniziative e noi come Arsial portiamo in prima linea la filiera agroalimentare, perche’ il cibo italiano e’ una risorsa importante, quella che io chiamo Economia della bellezza: turismo, Cultura e cibo, sinonimo di qualita’ e sicurezza. In rete con il sistema universitario abbiamo costruito questo evento e qui c’e’ un giacimento di passione e sapere”.
E se ieri il focus della manifestazione e’ stata la formazione, con le presentazioni delle aziende partecipanti e i workshop tematici con focus specifici sulle produzioni locali e sull’importanza di far rete, fino a un laboratorio didattico gratuito sulla preparazione dei cibi rivolto agli studenti degli Istituti superiori, oggi il convegno ‘Tradizione, qualita’ e innovazione: i driver del lavoro nel settore agroalimentare del Lazio’ affronta il tema ‘lavoro’ con un taglio economico-politico, ponendo l’accento sugli investimenti in agricoltura. Un aspetto che significa non solo dare nuova linfa al lavoro dei ‘padri’, ma anche dare vita a idee innovative nel pieno rispetto delle vocazioni del territorio. In questo senso, la nuova impresa agricola e’ fortemente orientata all’innovazione tecnologica e composta da professionisti qualificati che sanno veicolare il proprio brand oltre i confini territoriali di riferimento.
Ai tanti laureati e studenti degli istituti Alberghieri laziali e dei Professionali a indirizzo tecnico i consigli di esperti come Carlo Magni, professore di Politica economica della Sapienza, Simone Neri della Pneri srl, Pietro Re, titolare della Tamia organic extra virgin olive oil, e Antonio Rosati. “Conoscenza delle lingue ed esperienze all’estero” sono la chiave secondo Pietro Re, mentre Simone Neri, erede del marchio Chinotto Neri, racconta la necessita’ della sua azienda di avere nuove generazioni dedicate al marketing e a far conoscere il marchio anche attraverso i nuovi canali social, a partire da Facebook e Instagram. “Vogliamo essere in sintonia con le vostre aspettative- cosi’ infine Rosati rivolgendosi alla giovanissima platea– La filiera agroalimentare puo’ dare grandi soddisfazioni, ma abbiamo bisogno della vostra fantasia e della vostra intelligenza. Se facciamo squadra, dagli insegnanti alle classi dirigenti alle aziende, ce la facciamo. Cercate di soddisfare le vostre passioni, perche’ la passione scuote il mondo”.

21 marzo 2018
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