A Bologna arriva la card dei musei. E se vai coi bambini spendi meno

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BOLOGNA – Sarà in vendita dal 6 aprile a 25 euro e sarà valida per tutto il 2016. Arriva la “Card” che mette insieme i musei di Bologna e dintorni: si va dalle Collezioni comunali al circuito di Genus Bononiae, dal Teatro anatomico dell’Archiginnasio al museo ebraico, dai musei universitari alla Pinacoteca di Bologna, per la quale si aspetta solo l’ok del ministero. La tessera prevede l’accesso illimitato alle collezioni permanenti e ingresso a prezzo ridotto alle mostre temporanee: vale, ad esempio, per tutte e tre le grandi mostre in corso a Bologna quest’anno, quella sugli Egizi al museo civico archeologico, quella molto discussa sulla street art a palazzo Pepoli e l’esposizione su Edward Hopper su aprirà il 25 marzo a Palazzo Fava.

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La Rocchetta Mattei

In tutto sono 63 i musei dell’area metropolitana che hanno aderito, tra cui la Rocca sforzesca di Dozza, la Rocchetta Mattei, ma anche le esposizioni della Carpigiani e della Lamborghini che offrono l’ingresso a prezzo ridotto. Con le tessere disponibili dal 6 aprile alle biglietterie di Bologna Welcome, ai musei dell’istituzione di Bologna musei e al Teatro anatomico, sono previsti anche sconti-famiglia per gli abbonati che vogliono andare alle mostre con i figli. Inoltre sul prezzo della carta -5.000 le copie stampate- è prevista una riduzione a 20 euro per alcune categorie, ad esempio gli studenti universitari e i soci Coop.

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Il Gelato Museum della Carpigiani

Quello presentato oggi nella sala Urbana di palazzo D’Accursio è “un ulteriore passo avanti nella promozione culturale e turistica della nostra città e dà la possibilità alle famiglie di visitare insieme le mostre, adulti e bambini, a prezzi davvero convenienti”, afferma soddisfatto il sindaco Virginio Merola. “Abbiamo voluto approfittare dei 900 anni del Comune di Bologna- chiarisce l’assessore alla Cultura Davide Conte- per rendere ancora più accessibile il patrimonio della nostra città. Questa non è semplicemente una tessera sconto, ma un elemento di cittadinanza culturale”.

di Mirko Billi, giornalista professionista

21 Marzo 2016
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