Opinioni

Solo l’educazione sessuale nelle scuole riporterà tali esperienze ai sentimenti e all’affettività

di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva

“Le esperienze sessuali in adolescenza possono essere vissute in modo positivo solo se informiamo e aiutiamo i minori nel loro percorso di crescita. La preoccupante precocizzazione della sessualità fin dalle elementari, accompagnata dall’importanza attribuita alla perfezione del corpo e da una scarsa consapevolezza, è alla base di una progressiva scissione tra la sfera affettiva e sessuale e sta causando un aumento allarmante dei comportamenti sessuali a rischio tra gli adolescenti”. È dal 2010 che Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, mette in guardia la società su quello che è oggi uno dei “più grandi problemi dei nostri giovani: l’attività sessuale è diventata per loro ‘la patente di persona grande’. Si rifanno a una pseudo libertà, finendo per svuotare la relazione della sua dimensione affettiva”.

Una ricerca svolta dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, presente con gli sportelli di ascolto e supporto psicologico in moltissime scuole d’Italia, ha evidenziato  su un campione di 1.600 ragazzi tra gli 11 e i 19 anni, che “per 7 su 10 il sesso è puro piacere. La stragrande maggioranza (l’85%) ha difficoltà a parlare di amore, preferisce parlare di amicizia”.

Un annichilimento dalle proprie emozioni che “ha comportato il diffondersi di malattie veneree, l’aumento di gravidanze premature- avverte lo psicologo- l’instaurarsi di relazioni aride e la diffusione di contenuti virtuali legati al sesso che spesso generano ulteriore confusione. Il sesso dà esperienza di crescita è diventata esperienza arida, caratterizzata da vissuti squalificanti per la vita dei nostri giovani. Questo significa che l’attività sessuale, così slegata dai sentimenti, ha smesso di essere vissuta come qualcosa di importante- ribadisce lo psicoterapeuta dell’età evolutiva- e si è tradotta in una dimostrazione di crescita e di integrazione nel gruppo degli adulti”.

COMPORTAMENTO A RISCHIO DALLE ELEMENTARI – “Le problematiche sessuali vengono riscontrate in misura estremamente elevata già dalle scuole medie, e purtroppo già agli ultimi anni delle elementari vediamo tantissimi bambini con i cellulari, sempre a portata di mano e pieni di materiale pornografico”.

COSA È CAMBIATO RISPETTO AL PASSATO – “Una volta a scandire le fasi della crescita personale erano i famosi riti di passaggio- ricorda Castelbianco- legati ad altri momenti: il servizio militare, la patente di guida, il diploma, la paghetta. Erano tante le situazioni che ci aiutavano a entrare lentamente nel mondo degli adulti. Adesso manca l’attesa, si bruciano i tempi e l’attività sessuale è diventata il modo più semplice per potersi definire grandi.  È l’esperienza più veloce a bruciare i tempi”.

MIGLIAIA LE RICHIESTE DI AIUTO DEGLI ADOLESCENTI SU DIREGIOVANI.IT – “Sia nelle scuole che all’interno dello sportello d’ascolto on line, ‘Chiedilo agli Esperti’ su Diregiovani.it, ci arrivano sempre più richieste di aiuto. Cinquantatremila solo l’anno scorso- sottolinea lo psicologo- proprio perché questi adolescenti sono vittime di una sessualità non supportata. Assistiamo a situazioni di estrema difficoltà con ragazzi che già a 15-16 anni hanno anni di esperienza sessuale alle spalle, dalle quali ne escono con le ossa rotte e tantissime difficoltà. Noi cerchiamo di  supportarli nell’avviare un giusto ripensamento e una revisione delle proprie posizioni”.

SOLUZIONE È INSERIRE CORSI DI EDUCAZIONE SESSUALE A SCUOLA – “L’unico modo per arginare una situazione che sta degenerando ogni giorno di più è l’informazione. Informare i ragazzi nella scuola con corsi di educazione sessuale che spieghino loro che la sessualità non può essere separata dalla dimensione affettiva- sottolinea Castelbianco- che il valore sentimentale ha un’importanza tanto quanto la conoscenza dell’apparato genitale. Soprattutto, devono essere informati sui rischi che si corrono se non vi sia una corretta conoscenza di quello che stanno facendo”.

I GIOVANI VOGLIONO ESSERE INFORMATI – “Nel 2010 l’IdO avviò in questo senso una ricerca in diverse scuole superiori della Capitale, ed è emerso che alla domanda ‘Ritieni che la scuola debba garantire l’informazione sulla sessualità?’, il 60% rispose addirittura ‘Sì, dalle medie’. Inoltre- fa sapere lo psicologo- l’86% dei giovani vorrebbe che l’offerta informativa venisse da personale extrascolastico. Purtroppo gli adolescenti ricorrono al passaparola o a internet con tutte le conseguenze di una informazione errata o parziale. Questo perché trattare l’argomento con i genitori e gli adulti risulta imbarazzante e difficile da affrontare. Probabilmente- aggiunge Castelbianco-se ci fosse l’abitudine a parlarne, sia a scuola che a casa, i ragazzi imparerebbero a superare l’impaccio e, di conseguenza, ad avere informazioni più chiare e precise”.

PIÙ INFORMAZIONE CONTRO IL FENOMENO DELLA PROSTITUZIONE MINORILE – “Certamente. Una situazione priva di valori e punti di riferimento permette che una visione del corpo mercificata non rappresenti più una remora- spiega lo psicologo- in quanto l’attività sessuale è per loro priva di valori condivisi. Anzi la condivisione sta proprio nella squalifica dell’atto, che essendo privo di valore è distribuibile a chiunque. Ciò ha fatto credere loro facile la possibilità di poter vendere il proprio corpo e acquistare oggetti da status symbol- conclude- con l’indifferenza e il compiacimento di alcuni adulti”.

21 marzo 2016
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