Donne d'Africa: ecco dove stanno andando, tra successi, ostacoli e sfide - DIRE.it

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Donne d’Africa: ecco dove stanno andando, tra successi, ostacoli e sfide

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DAKHLA (Marocco) – Attrici chiave della ristrutturazione della governance dell’Africa, le donne hanno un ruolo sempre piu’ importante a livello nazionale, nel processo di decisione politica e per lo sviluppo economico del continente. Nell’ambito del Crans Montana Forum sulla Cooperazione sud-sud, che si svolge a Dakhla dal 17 al 22 marzo, un panel special e’ dedicato proprio al ruolo della donna Africana. Diverse voci sono quindi intervenute per raccontare i successi di un cammino che punta a superare ogni discriminazione di genere e incoraggiare un maggiore coinvolgimento femminile nella vita sociale, economica, politica e culturale di questi paesi.

“Le donne sono la ricchezza dell’uomo e il futuro delle nostre comunita’” ha detto Zineb Yahya Jammeh, moglie del presidente del Gambia Yahya Jammeh, che ha spiegato le importanti misure per migliorare la salute della donna intraprese dal governo. Oltre a questo, ha sottolineato anche l’aumento della partecipazione delle donne nella vita politica del Paese, che “il presidente Jammeh ha inserito tra gli obiettivi per lo sviluppo del Gambia 2020-2025”. Se aumentano i diritti aumentano anche le responsabilita’: a ricordarlo e’ Sheikha Hend Fisal Al-Gasseni, principessa degli Emirati Arabi Uniti. Trattandosi dell’Africa, “continente ricchissimo di risorse naturali”, ha evidenziato l’importanza di avere una leadership forte in grado di guidare il futuro del Continente che, per Bouthanya Iraqui Houssaini, direttrice della societa’ Locamed, riguarda fortemente la donna”, realta’ di cui finalmente “gli uomini hanno capito la portata”.

Pearl Kupe, direttrice dell’Africa women’s leadership programme per l’Africa del Sud, conferma che ogni nazione avanzata ha prima di tutto riconosciuto il ruolo della donna nella societa’. In Guinea equatoriale tale eguaglianza viene gia’ riconosciuta ed e’ considerata una priorita’, “nonostante possa sembrare poco credibile”, come ha spiegato Consuelo Ondo Nzag, ministro per gli Affari sociali e l’uguaglianza di genere, pur ammettendo che esistono ancora “molti ostacoli”.

Sabrin Sundus, specialista in questioni di genere in Kenya, ha esposto la situazione in cui vivono le donne e le ragaze oggi in Iraq. A causa della guerra, “due milioni di donne sono diventate delle vedove, un milione sono state costrette a lasciare le loro case e 800 mila si trovano nelle mani dello Stato islamico”. Ad oggi, ha sottolineato, “nessuno sa quale sara’ il loro futuro. Nessuno si preoccupa dei loro bisogni soprattutto in termini di sostegno psicologico”. Ha suggerito quindi di farsi carico di questo compito a livello internazionale. Ma le condizioni economiche non sono meno importanti: facilitare l’accesso al credito e alla terra consentirebbe alle donne di raggiungere una vera autonomia, come ha detto Hanan Faydi, presidentessa dell’Associazione Africana per la ricerca e lo sviluppo. Infine, le sfide per il futuro per Makali Traore’, presidentessa della Rete delle donne ministro e parlamentari della Guinea, si possono riassumere in quattro punti: la mobilitazione, la dinamiche per l’autonomizzazione, l’impegno civile e la partecipazione nella governance locale. Il Crans Montana Forum in questi giorni viene ospitato a Dakhla sotto l’Alto patrocinio del Regno del Marocco. Tema del Forum e’ la cooperazione interregionale e lo sviluppo sud-sud.

di Alessandra Fabbretti

21 marzo 2016
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