VIDEO | Hotel e appartamenti in ex colonie, l’Emilia-Romagna ci prova

Nella riviera romagnola ci sono una quarantina di ex colonie: questa legge è un'opportunità per togliere questi edifici al degrado. Chi li acquista e riqualifica dopo potrà venderne quasi la metà come appartamenti
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BOLOGNA – Arrivano i Condhotel, gli hotel che vendono appartamenti al loro interno, e l’Emilia-Romagna punta in questo modo a riqualificare anche la quarantina di colonie della riviera (ma ci sono anche in montagna). In pratica, chi vorrà investire in queste maxistrutture, spesso fatiscenti e ricettacolo di molti problemi degrado e insicurezza, potrà contare sulla possibilità di trasformare in appartamenti da vendere fino al 40% della loro superficie. Lo prevede la proposta di legge approvata lunedì dalla giunta Bonaccini e attesa per l’ok definitivo in assemblea legislativa entro il mese di marzo.

La norma, la prima sistematica di questo genere in Italia, permetterà agli albergatori di finanziare le riqualificazioni alle loro strutture vendendo fino al 40% dei loro hotel per farne appartamenti. Questi appartamenti, un po’ come viene in altri paesi del mondo (celebre l’esempio newyorkese del Plaza), saranno venduti a privati ma resteranno all’interno della gestione dell’albergo. Il proprietario potrà godere di tutti i servizi dell’hotel e nei periodi di assenza potrà affittarlo solo attraverso la gestione dell’albergo: in pratica diventerà una soluzione turistica in più a disposizione della struttura.

La novità inserita nella legge riguarda le ex colonie. Ce ne sono ben 37 solo sulla costa a cui se ne aggiungono diverse anche in Appennino (sei tra Bologna e Modena). Per alcuni deprimenti skyline della costa potrebbe essere la svolta. “Sono complessi molto ampi e degradati che si trovano in zone prestigiose ma oggi abbassano di molto la qualità”, sottolinea l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini-. Contiamo che gruppi alberghieri o fondi di investimento possano cimentarsi in interventi di acquisizione e riqualificazione”.

L’unico ‘limite’, assicura la Regione, sarà il consumo di nuovo suolo. Questo vale ovviamente anche per gli alberghi che vorranno scegliere la strada del Condhotel per riqualificarsi e magari passare di categoria. “Dobbiamo alzare l’asticella della qualità, anche delle strutture ricettive. Non vogliamo e non possiamo competere sul prezzo. Vanno bene anche meno presenze, ma con più valore economico”, sottolinea ancora l’assessore presentando la nuova legge accanto alle associazioni di categoria. “Questa è una formula che io ritengo vantaggiosa, perché dà la possibilità agli albergatori di ristrutturare, in un momento in cui le risorse sono poche”, sottolinea Amedeo Faenza di Federalberghi. “In tempi stretti dallo Sblocca Italia la Regione è riuscita a fare una legge. A livello nazionale invece siamo al turismo parlato da un anno”, sostiene invece Filippo Donati di Assohotel-Confesercenti. “Per le ex colonie questa è una opportunità anti-degrado“.

Ora, afferma ancora Donati in una nota, “è necessario che i Comuni vigilino dal rischio di speculazioni immobiliari e che la burocrazia e i costi non gravino sulla volontà degli imprenditori di utilizzare questa nuova potenzialità”. Entro la primavera arriverà anche un’altra opportunità per il restyling delle strutture turistiche, con il bando regionale che metterà in palio 25 milioni di euro in contributi per alberghi, campeggi e altre tipologie ricettive.

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21 Febbraio 2019
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