Arte come evasione, a Rebibbia la mostra ‘I colori dolenti’

L’arte come terapia, una cella comune trasformata in laboratorio artistico pieno di tele, cavalletti e pennelli
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ROMA – L’arte come terapia, i colori vivi contro il grigio del carcere, una cella comune trasformata in laboratorio artistico pieno di tele, cavalletti e pennelli. E’ questo e tanto altro la mostra ‘I colori dolenti’ inaugurata questa mattina presso la casa circondariale di Rebibbia nuovo complesso ‘Raffaele Cinotti’, portata a termine con il contributo di Calciosociale e Roma Bpa.

Le opere sono state realizzate dai detenuti del laboratorio di pittura dell’Alta sicurezza, sezione G12, coordinato dal professor Alessandro Reale del Liceo Scientifico Teresa Gullace Talotta. L’esposizione è stata preceduta da un incontro sulla funzione dell’arte in contesti di privazione della libertà personale che i ragazzi delle scuole, presenti alla mostra, hanno ascoltato in un silenzio religioso.

Alla fine della giornata è stata consegnato anche il materiale, tele e colori, vinto dai detenuti nel concorso ‘Mamma Roma e i suoi figli migliori’ e, su richiesta dei detenuti, i proventi della vendita dei quadri contribuiranno a finanziare il progetto Roma Bpa, Roma Best Practices Award, 2019.

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21 Gennaio 2019
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