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‘Microcredito per famiglie’: associazioni, banche e famiglie a confronto


ROMA – Serve “un nuovo patto tra famiglie, banche e imprese” per dare all’Italia “un futuro di sviluppo non solo sociale ma anche economico”. Perchè “la famiglia è un capitale da valorizzare, non un soggetto da aiutare”. E’ la riflessione emersa da “Diamo credito alle famiglie. Insieme per far crescere il Paese”, il convengo organizzato dal Forum delle associazioni familiari presso l’Istituto dell’Enciclopedia italiana.

Attorno al tavolo del dibattito Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, che ha moderato i lavori, Vincenzo Bassi, delegato dell’Unione dei giuristi cattolici; Carlo Borgomeo, presidente Fondazione per il Sud; Sergio Gatti, direttore generale Federcasse (l’associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali che raggruppa 360 istituti), Dionigi Gianola, direttore generale della Compagnia delle Opere e Andrea Rapaccini, presidente Make a change per il business sociale.

I rappresentanti delle diverse categorie si sono confrontati sulla situazione delle famiglie italiane rispetto alle banche, all’accesso al credito, all’indebitamento. Dal dibattito sono emersi progetti innovativi e specifici, come il microcredito destinato ad investimenti familiari. L’assunto è che “la famiglia è come un’impresa: non si limita a consumare ma investe anche in beni durevoli” per cui necessita di “appositi finanziamenti”.

Non riconoscere questa capacità delle famiglie, è la riflessione emersa, ha creato un problema: l’indebitamento bancario è servito alle famiglie non a crescere e realizzare la propria vocazione di servizio, ma ad aumentare i consumi in beni non necessari. Situazione che danneggia le famiglie ma anche le imprese e le banche, che hanno visto ridurre i risparmi delle famiglie, da sempre risorsa per il mondo bancario. La sfida da intraprendere, per gli organizzatori e i partecipanti del convegno organizzato dal Forume delle associazioni familiari, è quindi un nuovo modello economico che abbia al centro la famiglia, come capitale da valorizzare.

Nella costruzione di un modello economico diverso centrale c’è l’aspetto del credito: le banche devono entrare nell’ottica che la famiglia è un soggetto che genera reddito, produce servizi e beni. I progetti di microcredito dovranno essere concepiti non tanto per il consumo, quanto per gli investimenti familiari, come attività di istruzione per i figli (ad esempio i progetti Erasmus) o autovetture piu’ grandi quando le famiglie si allargano.

21 gennaio 2017

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