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DIRE Emilia-Romagna

L’ovulo era congelato da 10 anni, ma il bimbo nascerà tra poco. Succede a Bologna

BOLOGNA – Al Sant’Orsola di Bologna si segna un nuovo record: a breve nascerà il primo bambino da fecondazione da donatore, grazie un ovulo congelato da dieci anni. Il primo caso del genere al mondo. E intanto sono sei, di cui due gemellari, le gravidanze con questo tipo di fecondazione che vedranno i primi bimbi venire alla luce in primavera. Nel frattempo, mentre altre otto donne si sono candidate a donare gli ovuli, aggiungendosi alle sei già presenti, il policlinico è stato designato dalla Regione come futura banca regionale di gameti.
Di questo si è parlato stamane in una conferenza stampa tenuta dal direttore generale del Sant’Orsola, Mario Cavalli e la responsabile del centro, Eleonora Porcu che hanno parlato di un buon risultato. Sono dunque sei le donatrici di ovuli e quattro i donatori di sperma, che con donazioni volontarie e gratuite, a partire da novembre hanno permesso a sei donne di rimanere incinta nel centro bolognese. E l’attività va avanti, visto che sono 228 le coppie che sono entrate nel percorso, di cui 80 chiedono donazione di gameti maschili e 148 di quelli femminili. Del totale, 78 coppie provengono da molti fallimenti di procreazione medicalmente assistita, ma omologa. La maggior parte, 97, è emiliano-romagnola, mentre le rimanenti 131 coppie arrivano dal resto del paese. Al primo posto c’è la Lombardia (28), poi la Puglia (19), la Campania (18) e il Veneto (15).
Da 25 anni, hanno spiegato Cavalli e Porcu, il Sant’Orsola si occupa del tema e ora, grazie alla possibilità di poter effettuare la donazione di gameti, si può aiutare chi ha tentato a lungo di avere un figlio senza riuscirci, pure se “questo tipo di donazione, ancora, non è ben compresa”, ammette il direttore, che pensa a una campagna di sensibilizzazione sul tema.

Una prima risposta, comunque, c’è stata: oltre alle cinque donne che hanno già donato gli ovuli congelati e una che, ancor più generosamente, si è sottoposta al trattamento di stimolazione, ce ne sono altre otto che si sono dette disponibili e sono in fase di screening. Il percorso, sottolinea infatti Porcu, è molto rigoroso e anche chi ha donato un ovulo da tempo passa un nuovo screening per controllare che non vi siano patologie sorte successivamente al congelamento. Il policlinico, poi, ci tiene che “i pazienti si sentano presi in carico”, aggiunge. Quando poi la banca dei gameti sarà attiva, dice Cavalli, si portanno portare a Bologna anche gameti esteri, facendo verifiche su conformità e tracciabilità e con un monitoraggio su quelli in entrata e in uscita.

di Angela Sannai, giornalista professionista

21 gennaio 2016

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