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Migranti. Novelli (FI): “FVG non sia ventre molle d’Italia”

consiglio.friuli.venezia.giulia-2TRIESTE – “Sull’emergenza migranti, il Friuli Venezia Giulia non deve rischiare di diventare quello che l’Italia è per l’Europa: il ventre molle“. Così il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli sull’emergenza immigrazione in FVG, che aggiunge: “Di fronte al dramma epocale delle migrazioni, in parte dettate da motivi economici, in parte formata da persone che fuggono da guerre e persecuzioni, ogni Stato si arrangia da sé, con soluzioni più o meno estemporanee che, di fatto, sconfessano la leadership e la capacità di trovare soluzioni efficaci e condivise da parte dell’Unione europea. Muri, reticolati, respingimenti, un po’ tutti fanno quello che vogliono, ma tutti ipocritamente continuano a dire che non si può disattendere alle regole e ai trattati”.

“Basta sperare- prosegue- che non cambino le rotte migratorie; basta auspicare in ripensamenti di Stati come Austria, Croazia e Slovenia (solo per citarne alcuni) che hanno deciso sì di accogliere, ma anche di difendersi dal flusso incontrollato di migranti, diventato ormai per loro insostenibile; basta affermare che come Regione siamo pronti a qualsiasi evenienza”.

La nostra Regione- continua- deve imporsi con il Governo centrale, prevenire davvero situazioni che sarebbero per noi ingestibili e pretendere, se non la chiusura, almeno un controllo capillare dei nostri confini, con ancora più uomini e mezzi a disposizione, proprio come chiedono da tempo alcuni sindacati di Polizia che ho chiesto di audire in Commissione consiliare insieme ai prefetti delle quattro Province, subendo continui rimandi che disattendono il Regolamento consiliare sulla convocazione delle audizioni.

“La suddetta richiesta- conclude- è stata avanzata la prima volta il 27 ottobre dello scorso anno, e poi sollecitata nuovamente il 14 dicembre. Oggi siamo il 20 gennaio e non solo l’audizione non è ancora stata calendarizzata, ma sulla tematica tutto tace. Prendo atto che, evidentemente, si tratta di una problematica che non interessa all’Amministrazione regionale, visto che in questi mesi non si è voluto ascoltare chi sul campo opera e conosce molto bene le falle del sistema dei controlli. Sarebbe invece il caso che si iniziasse a occuparsi seriamente della questione, realizzando una programmazione efficace e a lungo termine che esuli dall’emergenza del momento e da soluzioni spesso troppo estemporanee”.

 

21 gennaio 2016

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