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Trasporti, Italia divisa in due tra Alta velocità e servizi locali degradati

NAPOLI  – Treni troppo vecchi e pochi e ‘la totale mancanza di una regia nazionale’ le causa di un situazione che vede “l’Italia sempre più divisa in due, tra una Alta Velocità con servizi più veloci e moderni e un servizio locale con diffusa situazione di degrado che spinge purtroppo i cittadini all’uso dell’auto privata, con aggravio dei costi, del traffico veicolare, dell’inquinamento”.

treni

Questi alcuni degli elementi distitivi di Pendolaria, l’annuale rapporto di Legambiente sulla situazione e gli scenari del trasporto pendolare in Italia, illustrato questa mattina al Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, alla presenza dell’Amministratore Delegato di Trenitalia, Barbara Morgante, del Capo segreteria tecnica del Ministero delle Infrastrutture, Maurizio Battini, del Vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini, e del Presidente Legambiente Campania, Michele Buonomo. Focus di questa edizione 2015 l’emergenza Sud. Alla presentazione di oggi chiamati ad intervenire: Luca Cascone, Presidente Commissione Trasporti Regione Campania, Giovanni Giannini, Assessore ai trasporti Regione Puglia, Aldo Berlinguer, Assessore ai trasporti Regione Basilicata, Roberto Musmanno Assessore alle Infrastrutture Regione Calabria.

Dieci le linee ferroviarie che corrono da nord a sud e che disegnano lo scenario emergenziale dell’Italia ‘su ferro’: la Roma – Lido; l’Alifana e Circumvesuviana; la Chiasso – Rho; la Verona – Rovigo; la Reggio Calabria – Taranto; la Messina – Catania – Siracusa; la Taranto – Potenza – Salerno; la Novara – Varallo; la Orte – Foligno – Fabriano; la Genova – Acqui Terme.

In Italia, sono 3 milioni le persone che ogni giorno utilizzano i treni per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio.

di Giuseppe Pagano

21 gennaio 2016

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