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Scuola, Renzi: “Concorso per 63.712 insegnanti”

ROMA – “Andremo a bandire un concorso per 63mila 712 insegnanti. Ed e’ un grande investimento sulla scuola”. Lo annuncia Matteo Renzi, in conferenza stampa a palazzo Chigi.

“La supplentite finirà quando le riforme andranno a regime, tra due-tre anni”, spiega il presidente del Consiglio. “Quanto all’organico potenziato dipende da come la singola scuola si organizza. Va fatto un grande investimento sui presidi perché utilizzino l’autonomia in pieno“, aggiunge Renzi.

Tempi e modi del ‘megaconcorso’ per la scuola, che interessera’ una platea di circa 200mila candidati li illustra il ministro dell’istruzione Stefania Giannini al termine della conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Siamo in grado di dare tempi certi- dice il ministro- saranno tre bandi entro la prima settimana di febbraio: infanzia primaria, scuola secondaria e sostegno, che per la prima volta ha un bando separato”. Le prove, spiega il ministro, “saranno scritte, computerizzate, ma non quiz, bensi’ quesiti a risposta aperta di cui un quarto di lingua straniera. Questo e’ un indicatore importante perche’ fa si’ che avremo una classe di insegnanti complessiamente preparata anche sul piano linguistico”. Giannini spiega che la platea interessata sara’ di circa 200mila candidati. “Uno su tre, se fa bene le prove, ha la garanzia di superare il concorso”, conclude il ministro.

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LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE  – I decreti legislativi della Pa comportano “qualche poltrona in meno, ma queste poltrone in meno corrispondono a una maggiore efficienza. Chi gestisce male va a casa. Merito, merito, merito- ribadisce il premier- e rimozione in caso di incapacita’”.

“Se io ti becco a timbrare il cartellino entro 48 ore ti mando a casa sospendoti. Con ulteriori 30 giorni per chiudere il procedimento”, dice Matteo Renzi in conferenza stampa a palazzo Chigi illustrando il contenuto delle norme dei decreti di semplificazione della Pa. “La novita’ rispetto alle norme del passato- aggiunge- e’ che ora il licenziamento e’ obbligatorio”. Prima era “il dirigente a dover scegliere” rispetto al licenziamento. “D’ora in poi se il dirigente non licenziera’ il dipendente che timbra e se ne va, benissimo: licenziamo il dirigente”.

Le partecipate passano “da 8mila a mille. Saremo in condizione di verificare se l’obiettivo sara’ raggiunto da qui a un anno. Il taglio, cioe’, e’ reso cogente e stringente” a differenza “delle regole fatte dai governi precedenti”.

L’UNIONE EUROPEA – “Quello della trojika, della Grecia”, di un ritorno “al 2012 e’ un racconto, un racconto tipico di una parte della comunicazione e della politica italiana. Io ne ho un altro”. Cosi’ il presidente del consiglio Matteo Renzi rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “E’ il racconto costante- aggiunge- per cui l’Italia e’ il sorvegliato speciale d’Italia e allora bisogna chiamare la trojka, e’ il meccanismo che da venti alcuni di voi portano avanti e distrugge l’idea stessa dell’Italia in Europa. Io non credo che l’Italia sia la sorvegliata speciale d’Europa. Io credo che sia il motore dell’Europa, che sia molto piu’ forte di come un certo tipo di racconto faccia immaginare”.

“Io ho tanti difetti, ma non sono permaloso. Credo che Juncker abbia utilizzato delle espressioni sbagliate, nel merito e nel metodo, ma quello che mi interessa e’ che non sbagli le politiche”.

 

21 gennaio 2016

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