Politica

Migranti, Minniti: “In Italia -33% di arrivi rispetto al 2016”


CAGLIARI – “Nel 2017, da gennaio ad oggi, gli arrivi via mare verso l’Italia hanno registrato un decremento complessivo di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo del 2016, e il numero degli arrivi si è notevolmente e progressivamente ridotto ancora di più a partire dal luglio scorso”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti durate il question time oggi alla Camera sui flussi migratori e in particolare sugli sbarchi diretti nelle coste siciliane e sarde.

“In questo quadro si è registrato, durante il periodo estivo, un incremento dei flussi dalla Tunisia e dalla Algeria– spiega Minniti-. Ad oggi, tuttavia, l’incidenza percentuale dei migranti provenienti dalla Tunisia è pari al 5% del totale degli arrivi, mentre quella relativa all’Algeria si attesta sul 2% del totale. Quanto alla Tunisia, dallo scorso gennaio sono giunti autonomamente nella provincia di Agrigento 1.302 cittadini tunisini, 246 nel 2016. Il fenomeno appare, peraltro, negli ultimi mesi in fase di sensibile calo”.

L’accordo di riammissione vigente con la Tunisia “consente di effettuare le procedure di rimpatrio attraverso una procedura semplificata in virtù della quale, nel 2017, sono stati rimpatriati 2.193 stranieri, ossia che il 34% in più rispetto all’anno precedente, e ben l’85% in più rispetto al 2015, sottolinea il ministro.

Quanto all’Algeria, “nel corso degli ultimi anni è stato registrato un progressivo e consistente incremento di cittadini di questa nazionalità sbarcati sulle coste della Sardegna: 343 nel 2015, 1.225 nel 2016, 1.929 nel 2017- spiega Minniti-. Nell’anno in corso si sono registrati 143 eventi di sbarco avvenuti con l’utilizzo di piccole imbarcazioni munite di motori fuoribordo“.

La crescita dei numeri però “va collegata in un quadro generale che non ci porta, al momento, a ritenere che si tratta di rotte nuove o alternative- sottolinea il ministro-. Si tratta, piuttosto, del rafforzamento di rotte già esistenti. I rapporti bilaterali con la Tunisia e l’Algeria sono stati, proprio per questo, ulteriormente intensificati”.

20 dicembre 2017
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