Il caso di Miscoso, borgo di 4.000 anime isolato da 8 giorni dopo una frana - DIRE.it

Emilia Romagna

Il caso di Miscoso, borgo di 4.000 anime isolato da 8 giorni dopo una frana

REGGIO EMILIA – C’è un paesino dell’Appennino, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, che da otto giorni è isolato dopo il crollo di una frana. Si tratta di Miscoso, frazione del Comune di Ventasso, paese di poco più di 4.000 anime in provincia di Reggio Emilia. Poche case sparse, arrampicate sul dorso della montagna e collegate alle altre frazioni dalla strada provinciale 15. Ma dal 12 dicembre scorso, dopo l’ondata di maltempo che ha investito l’appennino emiliano-romagnolo e causato una frana all’altezza del bivio per Succiso, il paesino è isolato con gravi disagi per gli abitanti. Da otto giorni nella frazione, infatti, sono senza rete telefonica, e le vie di comunicazione sono interrotte, così come i servizi postali e di raccolta dei rifiuti.

NEL PAESE CI SONO PERSONE ANZIANE

La linea elettrica è stata ripristinata ma, come sottolinea il consigliere regionale di Sinistra italiana, Yuri Torri, che ha presentato una interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna, nel paesino “vivono persone anziane che necessitano di assistenza e sono presenti alcune attività produttive e commerciali importanti per il comune di Ventasso e l’intero comprensorio che stanno subendo gravi danni economici a causa dell’isolamento”.

LE STRADE ALTERNATIVE SONO LUNGHE E NON INDICATE

L’evento “ha evidenziato le carenze nella manutenzione ordinaria”, e Torri chiede una “risposta celere da parte dell’esecutivo regionale”, ribadendo la necessità di “un piano di intervento volto a consolidare il territorio appenninico in modo da evitare che si ripetano circostanze simili”. Nonostante esistano percorsi alternativi per raggiungere la frazione,infatti, questi sono molto lunghi e sprovvisti di segnaletica temporanea per le deviazioni.

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

20 dicembre 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»