Emilia Romagna

Bil bol bul torna e annuncia la svolta: ci sarà tutto l’anno. Spazio a Mattotti e Jacovitti

BOLOGNA – Il Festival Internazionale del Fumetto di Bologna, giunto alla sua XI edizione, inaugura il suo secondo decennio di vita con un decisivo cambio di passo. “Un anno di BilBOlbul, tre giorni di Festival” non è infatti solo uno slogan, ma esprime il cambio di rotta della manifestazione ideata e organizzata da Hamelin Associazione Culturale. Se infatti resta invariata la consueta concentrazione di tre giorni di eventi dislocati sul territorio cittadino, quest’anno in programma dal 24 al 26 novembre, BilBOlbul si propone da questa edizione come soggetto operante tutto l’anno con progetti variabili per natura e pubblico di riferimento.


LA MOSTRA DI LORENZO MATTOTTI

“Una vera e propria officina della cultura visuale”,  come si legge dal comunicato diffuso dagli organizzatori- che si muoverà su due fronti: uno costante e continuo dedicato alla formazione dei nuovi lettori, giovani o adulti, l’altro focalizzato su iniziative ed eventi culturali, dalle mostre ai convegni agli incontri con i più importanti graphic novelist del panorama nazionale e internazionale. Un nuovo corso, quello di BilBOlbul, inaugurato lo scorso 20 ottobre con l’apertura della mostra di Lorenzo Mattotti, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna (via delle Belle Arti, 54). I giorni del Festival saranno infatti l’occasione per visitare, prima della chiusura del 29 novembre, l’esposizione che vede oltre un centinaio di originali tra manifesti, disegni, tavole a fumetti che disegnano il ritratto della nascita dell’artista: un’occasione unica con la quale BilBOlbul intende anche provocare un confronto tra gli aspiranti giovani autori di oggi e l’opera di un Maestro quando aveva la stessa età. Il rapporto tra disegno e musica, che nell’opera di Mattotti è fondante, è anche al centro della prima delle proposte formative della nuova ‘anima’ di BilBOlbul, realizzata in collaborazione con il Bologna Jazz Festival. Si tratta di Segnosonico, che coinvolgerà 25 studenti provenienti da Accademia, Conservatorio, Liceo Musicale e Artistico in un laboratorio di improvvisazione musicale e grafica capitanato dal disegnatore Stefano Ricci e dal musicista Pasquale Mirra.


GIOVEDI’ LA NOTTE BIANCA DEL FUMETTO

Questa undicesima edizione di BilBOlbul si aprirà la sera di giovedì 23 novembre, ore 18, dando vita, attraverso le opere di tanti artisti tra cui Sarah Mazzetti, Otto Gabos, lo street artist Giorgio Bartocci, Tuono Pettinato e Dario Sostegni, ad una vera e propria Notte Bianca del Fumetto. Venerdì 24 invece, giorno dell’apertura ufficiale del Festival, è previsto un fitto programma di eventi tra mostre, incontri, convegni, workshop e performance artistiche. Tra gli eventi più attesi la grande mostra dedicata al genio di Benito Jacovitti, in occasione dei vent’anni dalla scomparsa dell’autore, a cui BilBOlbul dedica inoltre uno dei temi principali della manifestazione, quello del comico. E ancora la mostra dedicata ad Éric Lambé, vincitore del Premio Fauve D’or al Festival d’Angoulême 2017 e la prima edizione di URCA, il Festival nel festival dedicato alle autoproduzioni.

UN PROGETTO PER BAMBINI SULL’IDENTITA’: E’ IN SALABORSA

Il resto del vastissima programmazione, diffusa dagli organizzatori, è disponibile al sito www.bilbolbul.net o sulla pagina facebook BilBOlbul. Un occhio di riguardo in questa manifestazione sarà dato, anche quest’anno, ai bambini. Uno dei programmi a loro dedicati in questo festival è infatti già in corso d’opera, fino al 2 dicembre presso la biblioteca Sala Borsa Ragazzi. Stiamo parlando del progetto a cura di Bastien Contraire ‘Tante intruse e tanti intrusi‘, dove l’illustratore francese, una delle punte di diamante del Festival, ha dato vita ad un progetto ‘site specific’ partendo dall’albo ‘Gli intrusi‘, per esplorare in maniera ludica e divertente il tema dell’identità di bambine e bambini.

20 novembre 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»