Minoranza boccia aumento 1% tassa sui servizi - DIRE.it

San Marino

Minoranza boccia aumento 1% tassa sui servizi

SAN MARINO – La finanziaria 2016 portata oggi in parlamento per la prima lettura dal segretario di Stato alle Finanze, Giancarlo Capicchioni, non convince l’opposizione, che mette nel mirino in primis l’aumento della tassa sui servizi, che passa dal 3 al 4%, e il poco coraggio rilevato in generale. Ma la maggioranza si mostra in linea con l’esponente di governo e ricorda che non è la legge di bilancio a risolvere i problemi del Paese. Senza comunque negare le pecche individuate principalmente nella previdenza e nella Pubblica amministrazione.

Fra le voci più critiche c’è quella di Andrea Zafferani, che dalle fila di Civico 10 parla di “una legge di fine legislatura, di amministrazione, minimale“. Sono “stati tolti i prepensionamenti- rileva- non ci sono più condoni fiscali, si è voluto dare qualche euro in più per gli investimenti non solo attraverso debiti, e si torna al deficit”. L’esponente di minoranza critica inoltre “il rialzo sulla tassa servizi“, che bolla come “la più evasa in assoluto”. Piuttosto “che aumentarla di un punto percentuale a chi la paga- dice- proporrei di accertarsi che sia versata”.
D’accordo con lui c’è Tony Margiotta, che dai banchi di Sinistra unita sbotta: “La tassa sui servizi da una parte viene evasa, mentre d’altra parte questi aumenti vanno a pesare non su chi eroga il servizio, ma su chi lo richiede, cioè i cittadini”.
Dal movimento Rete Elena Tonnini sposta l’attenzione sugli “1,8 milioni di euro di perdita per la gestione dei rifiuti” e chiede cosa sta succedendo “all’Aass”, mentre dal Partito socialista Alessandro Mancini lamenta “un bilancio conservatore che non è compatibile con l’andamento economico del Paese”. Il “capitolo delle uscite è in linea con quello dell’anno precedente- rileva- e non c’è incremento nelle entrate”.

La maggioranza da parte sua difende la finanziaria ma non nasconde le difficoltà. Sul fronte previdenziale Guerrino Zanotti del Psd ammette criticità non solo per il “Fondo dipendenti, ma anche nella gestione residuale del Fondo artigiani”. In linea con lui, dal fronte democristiano, c’è Luca Beccari: “Senza compromettere la tenuta del sistema pensionistico dobbiamo trovare un modo per capire perché, ancora oggi, il contributo statale è così importante per la tenuta del Fondo dei lavoratori”.

Più critico Marino Riccardi del Psd, che allarga la prospettiva: “Se lo Stato non è il primo imprenditore che crede in sé stesso- chiede- come può un” businessman “privato investire qui?” Quindi una nota sulle cifre elencate: “Ogni anno puntualmente viene presentato un bilancio di previsione che prevede un risultato di bilancio che a consuntivo è totalmente diverso- polemizza- metto in discussione coloro che propongono al segretario di Stato questi dati”. Rimanendo nella maggioranza, secondo Matteo Fiorini di Alleanza popolare il futuro non può invece prescindere da alcuni ritocchi alla Pubblica amministrazione: “Diciamo che abbiamo bisogno di una Pa più efficiente- dice- ora ha grandi numeri di personale non qualificato, mentre il salto di qualità è da fare con l’inserimento di giovani qualificati, se investiremo in risorse umane guadagneremo in prospettiva”.

Dall’Upr introduce quindi un nuovo tema Marco Podeschi, pronto a toccare il nodo di “sicurezza e ordine pubblico”: lo Stato, attacca, “riduce gli straordinari per le forze dell’ordine”. Rispetto alla posizione dell’esponente di minoranza, durante la sua replica il segretario di Stato alle Finanze afferma che sul tema “piuttosto che pagare gli straordinari a chi c’è preferirei assumere nuovo personale”. Il suo intervento si sposta poi sulle tasse: “Pagarle non piace a nessuno- dice- ma è cambiato il mondo in questi anni”. Quindi, in conclusione, un auspicio: “Dobbiamo portare il nostro Pil da 1,4 a 1,8 milioni di euro, in questo modo il Paese sarebbe in sicurezza”.

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20 novembre 2015
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