Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura.

ASL CASERTA, IN CORSO SCIOPERO ADDETTI PULIZIA – In corso a Caserta lo sciopero di otto ore dei 388 addetti alle pulizie dei sette ospedali e dei distretti sanitari dell’Asl cittadina. L’astensione dal lavoro è stata indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uil Trasporti e Cub, che da mesi chiedono di “annullare la gara di appalto indetta dal Commissario straordinario della Asl, Gaetano Danzi, per il nuovo servizio di pulizia, aggiudicata a un’azienda torinese che, a causa del prezzo basso (12 milioni di euro) determinerà un sicuro dimezzamento delle ore di lavoro”.

MARCHE. 3,4 MLN DI ORE DI CIG A OTTOBRE –  Sono 3,4 i milioni di ore di cassa integrazione richieste e autorizzate nel mese di ottobre nelle Marche: 577mila ore di cig ordinaria, 729mila ore di cig straordinaria e 2,1 milioni di ore di cassa in deroga. E’ quanto emerge dai dati resi noti dall’Inps ed elaborati dall’Ires Cgil Marche. Rispetto ad ottobre 2014, le ore di cig diminuiscono del 34%. Nei primi dieci mesi del 2015 sono stati richiesti e autorizzati complessivamente oltre 28 milioni di ore di cassa, il 26,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014. Osservando le singole tipologie di cassa integrazione per i primi dieci mesi del 2015, si rilevano alcune tendenze. Innanzitutto, le ore di cassa integrazione ordinaria sono pari a 7,3 milioni con un calo complessivo rispetto al periodo “gennaio-ottobre” del 2014 del 2,3%. Si rileva un incremento della Cassa ordinaria nella meccanica (2,8 milioni di ore nel 2015) pari a +17,1%. Poi, le ore di cassa integrazione straordinaria ammontano a 9,2 milioni (-43,1% rispetto al 2014), con riduzioni in tutti i principali settori. Infine, il ricorso alla Cassa integrazione in deroga è pari ad 11,7 milioni di ore (-20% rispetto al 2014), con riduzioni in tutti i principali settori; solo nel comparto calzature si registra un incremento del 15,8%.

DELTA (BOLOGNA), FIRMATO ACCORDO SALVA-OCCUPAZIONE – Sottoscritto al Gruppo Delta (Bologna) un importante accordo per la tutela dell’occupazione. L’intesa scongiura, spiega un comunicato sindacale (Fisac Cgil, First Cisl, Fabi e Uilca Uil), “l’ennesima procedura di licenziamento collettivo, riguardante 18 lavoratori” e prevede “per i prossimi due anni la salvaguardia dell’occupazione attraverso la riduzione del 22 per cento dell’orario di lavoro, la rimodulazione dello stesso e la fungibilità tra alcune mansioni presenti all’interno dell’azienda”. In questa vicenda, conclude la nota, emerge “l’importanza del sindacato nella sua funzione propositiva rispetto all’organizzazione del lavoro, ma soprattutto si evidenzia che, nel perdurare della crisi economica e valoriale, la solidarietà tra i lavoratori non è ancora un concetto da mettere in soffitta”.

CAGLIARI. GPR SECURITY RITARDA PAGAMENTO STIPENDI – Ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi da parte della Gpr Security, che opera nel settore degli appalti della vigilanza con commesse private e pubbliche (Ctm, Università, Casic, Comuni di Cagliari e Assemini, mercati ortofrutticoli) e continua a pagare le retribuzioni con ritardi di due o tre mesi, nonostante le committenze saldino regolarmente le fatture. La situazione crea effetti drammatici sui settanta lavoratori, che in questi giorni hanno persino difficoltà a raggiungere i luoghi di lavoro per i costi della benzina e sono costretti a contrarre debiti per far fronte alle necessità quotidiane delle loro famiglie. “Svolgono un servizio delicatissimo di vigilanza armata, guardiania e piantonamento in luoghi sensibili e dovrebbero essere messi nelle condizioni di lavorare serenamente”, sottolinea la segretaria Filcams Simona Fanzecco aggiungendo che “attiveremo azioni di sensibilizzazione delle committenze al fine di richiamare formalmente l’ azienda al rispetto tassativo dei dettati contrattuali”.

GENOVA. CGIL, COMUNE INERTE SU LICENZIAMENTI IREN – Dopo un’altra giornata di mobilitazione dei lavoratori delle ditte di appalto edili Iren, dopo che per l’ennesima volta questi lavoratori sono stati costretti ad occupare il Consiglio Comunale per farsi ascoltare e per ottenere che l’incontro programmato per ieri si svolgesse, Iren e l’Amministrazione Comunale continuano ad ignorare le proposte delle organizzazioni sindacali che puntano a risolvere il dramma della perdita del lavoro per 19 famiglie e per altre 130 che seguiranno tra breve. “A questo punto – si legge in una nota della Cgil di Genova -, è chiaro che Iren, pur avendone la possibilità, intende scaricare sulla collettività le drammatiche conseguenze delle sue scelte aziendali, ma è altrettanto chiaro che chi questa comunità rappresenta, il Comune, il Sindaco, la sua Giunta, pur essendo azionisti di Iren, pur contribuendo ad eleggerne i vertici e a gestirne le strategie, sono assolutamente inerti e complici di queste scelte contro il lavoro e la città”. “Il 12 Ottobre, l’amministrazione ha firmato un accordo in cui si impegnava a ricercare insieme a Iren le soluzioni tecniche per impedire i licenziamenti – continua la nota -: dove sono questi impegni? Dove è il tavolo che si doveva aprire “immediatamente” per elaborare un Protocollo in materia di Appalti che mettesse fine all’ossessiva rincorsa al ribasso sui costi che si traduce in condizioni al limite della legalità contrattuale e in una qualità miserrima dei servizi ai cittadini in tutti i settori (manutenzione, mense scolastiche, ecc.?). Dov’è il “gruppo di lavoro” che avrebbe dovuto insediarsi subito per cominciare un monitoraggio sugli appalti? Ieri, negando assieme ai vertici di Iren qualsiasi spiraglio alla soluzione del problema del lavoro e del reddito a decine di famiglie il Comune di Genova ha fatto carta straccia di un accordo sottoscritto solo pochi giorni fa”. “Non staremo a guardare – conclude la nota – ed esigeremo fino in fondo il rispetto di quanto concordato, a partire dal lavoro e dal futuro dei lavoratori del comparto edile e dai prossimi problemi che si presenteranno come, per esempio, nell’ex Servizi e Sistemi per quanto riguarda Amt, dove sono minacciati altri 140 posti di lavoro”.

20 Nov 2015
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