San Marino

Gruppo Delta, taglio orario salva 18 dipendentii

SAN MARINO – La crisi del Gruppo Delta, controllato dalla Cassa di risparmio di San Marino, è iniziata ormai cinque anni fa, ma gli strascischi del crac, il primo in Italia per il sistema bancario italiano, ancora si fanno sentire. Nelle scorse settimane l’azienda e i sindacati, alla fine di una lunga e non semplice trattativa, hanno raggiunto un accordo che, grazie ad una riduzione dell’orario di lavoro, scongiura ulteriori 18 licenziamenti tra i dipendenti rimasti a lavorare.

Nel 2010, quando emerse un buco di 3,3 miliardi di euro, furono formalizzati licenziamenti per circa 600 lavoratori e avviato un piano di ristrutturazione del debito con la conseguente limitazione dell’attività lavorativa al mero recupero crediti, fino alla loro definitiva riscossione prevista per il 2020, data di chiusura dell’attività aziendale. Da allora il gruppo ha continuato a ridurre il personale addetto in misura proporzionale alla riduzione dell’attività lavorativa.

Nell’estate di quest’ anno è stata aperta l’ennesima procedura di licenziamento collettivo. I sindacati (Fisac-Cgil, First-Cisl, Fabi e Uilca) hanno, dunque, proposto all’azienda l’ipotesi della riduzione dell’orario di lavoro, come la via alternativa per salvare l’occupazione anche in un’azienda destinata alla chiusura. La proposta è stata accettata e poi sottoposta al voto dei dipendenti: il 26 ottobre scorso l’assemblea dei lavoratori ha dato il via libera ad una accordo che prevede per i prossimi due anni la salvaguardia dell’occupazione attraverso la riduzione del 22% dell’orario di lavoro, la rimodulazione dello stesso e la fungibilità tra alcune mansioni presenti all’interno dell’azienda. “I lavoratori di Delta hanno accettato sacrifici economici in cambio della salvaguardia del posto di lavoro. Precario, a termine, ma pur sempre posto di lavoro e degno quindi di essere difeso fino all’ultimo giorno”, conclude la Fisac-Cgil.

Cassa di risparmio2 SM

20 novembre 2015
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