Usl: “Riforma della rappresentatività è assalto alla democrazia”

SAN MARINO – La riforma sulla rappresentatività è “una legge con l’unico scopo di mantenere lo stato di potere di Anis, Csdl-Cdls, in cui è coinvolta la segreteria di Stato per il Lavoro”. Dalla sede di Tavolucci, Francesco Biordi, segretario dell’Unione sammarinese dei lavoratori, promette battaglia per fermare il progetto di legge che il segretario di Stato Iro Belluzzi presenterà al Consiglio grande e generale la prossima settimana. Se l’iter normativo non sarà fermato, assicura, Usl ricorrerà in tutte le sedi appropriate: all’Oil, Organizzazione internazionale del lavoro, al Collegio dei garanti fino alle corti internazionali. Anche perché, ne è convinto, “se il provvedimento andasse in porto l’Usl non esisterebbe più, malgrado oggi rappresenti il 20,57% dei lavoratori”. Il segretario del terzo sindacato ricorda che già lo scorso luglio, quando Usl aveva presentato le proprie perplessità a tutte le forze politiche su un progetto di legge “non garantista per i diritti sindacali dei lavoratori”, si era registrato un consenso unanime sulla necessità, “in questo momento storico di non portarla in Aula”. L’inserimento del provvedimento nel prossimo Consiglio quindi “fa riflettere- prosegue- su un’iniziativa della segreteria di Stato per il lavoro che persegue un obiettivo non prioritario di fronte ai problemi di San Marino”.

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Per Biordi in sostanza c’è ben altro sotto: nel provvedimento infatti “ritroviamo gli stessi temi dei ricorsi fatti dai vecchi sindacati contro la nostra istituzione”. Così, “non essendo riusciti a metterci in difficoltà per via giudiziaria- prosegue- ora ci provano per via legislativa”. Il progetto di legge è per i rappresentati del terzo sindacato un vero e proprio “assalto alla democrazia” perché “fa sì che in futuro non potranno più nascere altre organizzazioni sindacali”. Ma soprattutto, è una legge “palesemente scritta su volontà di Csdl, Cdls e Anis”, ribadisce Biordi che sottolinea la preoccupazione verso “interlocutori che sostengono lo status quo e diventano oggi poco credibili, alla luce di quanto emerge sulla stampa”.

di Cristina Rossi – Giornalista professionista

20 Ottobre 2015
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