Il lavoro in DIREtta - Le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura.

TKV (PESARO). SINDACATI, SERVONO GARANZIE PER OCCUPAZIONE – Fp Cgil e Fisascat Cisl esprimono serie preoccupazioni per il futuro dei lavoratori della Tkv Coop sociale in forza al Servizio Cup di Pesaro, per la situazione creatasi a seguito della scadenza (avvenuta il 12 settembre scorso) della gestione dello stesso, e del contingente avvio della procedura di gara d’appalto per l’acquisizione del servizio “Centro unico di prenotazione regionale”. “Gli aspetti più problematici e preoccupanti- spiega una nota sindacale- riguardano la continuità occupazionale e le condizioni di lavoro dei dipendenti impiegati oggi nel Centro: la stesura della nuova gara d’appalto e il relativo capitolato speciale potrebbero escludere le garanzie dei livelli occupazionali e contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori in forza in tale servizio”.

GRUPPO CIFA. LAVORATORI APPROVANO INTEGRATIVO – È stato approvata dai lavoratori del gruppo lombardo Cifa l’ipotesi di accordo integrativo. Sono stati 287 i votanti nei tre stabilimenti di Zanica, Castiglione delle Stiviere e Senago: il 93,4 per cento si è pronunciato in favore dell’intesa. L’accordo, che riguarda oltre 500 dipendenti, prevede una garanzia di 900 euro di premio annuale, la possibilità di esercitare l’opzione del welfare aziendale, l’aumento della quota del lavoro multiperiodale fino al 35 per cento. Un altro aspetto importante stabilito nell’accordo è che tutti gli aumenti previsti dal contratto nazionale non potranno essere assorbiti in nessun modo dall’azienda, vengono resi così non assorbibili i superminimi.

SAVONA. FIOM IN PRESSING PER VERTENZA RODRIQUEZ –  “Questa mattina (20/10) abbiamo inviato la richiesta di incontro alla Regione Liguria indirizzata al Presidente e agli Assessori Berrino e Rixi, con l’obbiettivo di ricercare una soluzione positiva alla vicenda, anche alla luce della comunicazione dell’impresa di licenziare tutti i lavoratori a fine 2015  nell’incontro che si è svolto in Confindustria a Savona”. È quanto scrive in una nota Andrea Pasa, segretario generale della Fiom Cgil di Savona, in merito alla vertenza Rodriquez di Pietra Ligure. “Abbiamo inviato alla Regione anche i testi degli accordi sottoscritti dal 2007 al 2014 – continua Pasa – in cui vi sono gli impegni a cui devono rispondere Impresa ed Istituzioni. Impegni molto chiari, che vincolano qualsiasi operazione di riqualificazione delle aree al mantenimento occupazionale e di reddito dei lavoratori attualmente occupati nell’unità produttiva di Pietra Ligure”. “Dal 2007 ad oggi- sostiene Pasa- le Istituzioni sono state a fianco dei lavoratori, condividendo percorsi che hanno garantito  occupazione e reddito in attesa della costruzione del cantiere navale, oggi è necessario che le stesse Istituzioni trovino una soluzione per i prossimi mesi a partire dal 01 gennaio 2016. Contrariamente dovranno spiegare ai lavoratori e alla cittadinanza che l’intera operazione non esiste più. “Nei prossimi giorni attendiamo una convocazione da parte della Regione Liguria così come prevedono i vari accordi e così come richiesto da Sindacato e Lavoratori”, conclude il segretario Fiom.

PALERMO. IN DUEMILA ASPETTANO GLI AMMORTIZZATORI – Domani, 21 ottobre, dalle ore 9 mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil di Palermo in via Imperatore Federico, n. 70B, sede del Dipartimento regionale del Lavoro, per chiedere lo sblocco degli ammortizzatori sociali in deroga e la ricollocazione dei disoccupati. A premere per ricevere l’erogazione delle somme ferme in tantissimi casi dal settembre del 2014 sono più di duemila lavoratori del palermitano, principalmente dei settori più colpiti dalla crisi: il commercio, con più di 500 domande di mobilità in deroga nel 2015 e 300 domande inevase per il 2014; gli edili, tra le cui file gravitano più di 600 disoccupati, molti dei quali non percepiscono ammortizzatori sociali, i metalmeccanici con più di 300 istanze rimaste senza risposte dalla Regione. In tutto si parla di 106 milioni di euro di risorse non erogate. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro con i vertici del Dipartimento del Lavoro. Sindacati e lavoratori chiedono una soluzione immediata alla lunghissima attesa, certezze sullo sblocco delle pratiche degli ammortizzatori in deroga ma anche che la Regioni dia impulso alle politiche attive per il lavoro. Al sit-in parteciperanno lavoratori in difficoltà che provengono in gran parte da aziende per tanti anni di punta a Palermo nel commercio, nell’edilizia, nei servizi, nella metalmeccanica, e oggi sono scomparse.

GRUPPO NOVELLI. TROPPA INCERTEZZA SUL FUTURO, LAVORATORI IN SCIOPERO – Non si sblocca la situazione di forte incertezza che riguarda i circa 500 lavoratori del gruppo Novelli e Fattorie Novelli, azienda del settore alimentare che ha affrontato una pesante ristrutturazione che negli ultimi anni ha prodotto la perdita di circa 200 posti di lavoro. Di conseguenza riparte la mobilitazione dei lavoratori, con Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil dell’Umbria, regione nella quale opera la stragrande maggioranza del personale di Novelli, che annunciano uno sciopero che si terrà domani, 21 ottobre, nelle sedi di Spoleto e Casalta e il 23 ottobre nella sede centrale di Terni e nel panificio Interpan di Amelia.  In una nota i tre sindacati umbri esprimono “forte preoccupazione per lo stato di incertezza che permane sul futuro del Gruppo nonostante i numerosi incontri avuti, sia a livello nazionale che territoriale, con l’attuale CDA, da tre anni alla guida dell’azienda”. In particolare, le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati riguardano il protrarsi dei tempi previsti per l’acquisizione di nuove risorse finanziarie, indispensabili per effettuare gli investimenti necessari ad assicurare il futuro produttivo delle attività del gruppo. Un ritardo che – denunciano i sindacati – ha già prodotto anche il mancato rispetto di alcune spettanze dei lavoratori. “Nella lunga vertenza che dal 2012 coinvolge il Gruppo – scrivono Flai, Fai e Uila dell’Umbria – chi ha pagato il prezzo più alto sono i lavoratori che hanno visto la perdita di oltre 200 posti di lavoro in concomitanza con lo scoppio della crisi, oltre a molte mensilità bloccate dal concordato, ammortizzatori sociali aperti e tutt’ora operanti, in alcuni casi con riduzioni significative delle retribuzioni, il tutto accettato e sopportato con l’unico scopo di salvaguardare i posti di lavoro, tenendo la barra dritta e cercando di garantire il futuro per tutti”. Ora, i sindacati chiedono di fare chiarezza sul possibile ingresso di nuovi partner, rispetto ai quali pretendono “garanzie circa i termini dell’accordo in riferimento alla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

20 ottobre 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»