Olimpiadi 2026, Appendino: “Senza sostegno finanziario del Governo Torino è fuori”

ROMA -“Ecco cosa penso. Per me è fondamentale e imprescindibile che sia fatta la massima e totale chiarezza su chi finanzia l’evento e come. Se si vuole portare avanti l’ipotesi di Olimpiadi senza fondi statali ma sostenute da Regioni e privati si chiarisca prima chi mette quanto, altrimenti è da irresponsabili andare avanti alla cieca. Non si prendono impegni a scatola chiusa“. Lo scrive su facebook la sindaca di Torino Chiara Appendino che aggiunge: “Torino non c’è perché la proposta manca di chiarezza e trasparenza”.
“Vogliono garantire e finanziare le Regioni? Se sì, quali e in che misura? Vorrei ricordare- dice ancora- che nell’attuale versione del masterplan sono previsti eventi anche in Trentino.Si vogliono finanziare le Olimpiadi tramite capitali privati? Quali? Sono domande che ad oggi non trovano risposta. Chiudo sottolineando che ogni altra polemica o tentativo di addossare le colpe, non mi appartiene”.

In un lungo post la sindaca ricostruisce quanto accaduto in questi giorni: “Come molti di voi sanno, Torino si è candidata alle Olimpiadi del 2026 tramite una delibera di Consiglio approvata dalla maggioranza. Ci siamo impegnati con tutte le nostre forze per presentare una candidatura unitaria della Città e delle Valli Olimpiche che rispondesse non solo ai nuovi criteri di sostenibilità economica e ambientale previsti dal CIO ma che fosse in linea anche con i nostri valori di spirito comunitario, di visione del futuro, di sviluppo e valorizzazione del territorio a lungo termine, con ricadute positive sul nostro patrimonio materiale e immateriale. E, non ultimo, sui posti di lavoro”.

“Siamo tuttora convinti- sottolinea- che il nostro fosse il progetto migliore, Torino è anche forte di un’eredità impiantistica e infrastrutturale che la rendeva una scelta naturale per il 2026 e sicuramente più economica di altre. Milano, ancor prima che Torino iniziasse il suo iter, aveva avviato la stesura di un proprio dossier in collaborazione con il Coni. Infine, si è aggiunta Cortina. Il Coni, ricevuti i tre dossier, ha optato per una candidatura congiunta di Torino, Milano e Cortina, senza però considerare nei costi del nuovo dossier unitario, le nuove infrastrutture ancora da realizzare e lasciando inspiegabilmente al Piemonte tre sole discipline, due a Torino e una a Sestriere”.  “Nonostante non la condividessi- continua la sindaca-, non ho mai detto no a questa ipotesi perché ho sempre ritenuto che la decisione finale di candidare un territorio così vasto – comprendente 4 regioni, quasi tutto l’arco alpino Italiano e la Pianura Padana – ad ospitare ed organizzare un evento così complesso, spettasse al governo, anche in quanto ente finanziatore. Dopo una lunga serie di incontri a Roma, lo scorso venerdì sera, il Sottosegretario con delega allo Sport Giorgetti, invia un protocollo di intesa alle 3 città coinvolte, con richiesta di fare pervenire le proprie osservazioni entro il successivo lunedì”.

“Non essendo cambiato praticamente nulla rispetto a quanto sopra- prosegue Appendino-, nella mia risposta mi sono limitata a dire che ‘restavamo a disposizione del governo per quanto richiesto, in attesa di conoscere la decisione sullo stanziamento dei fondi’ e a inviare gli atti già approvati e trasmessi ribadendo che la posizione di Torino era già nota. Martedì, nel corso di un’audizione al Senato, il Sottosegretario Giorgetti ha però dichiarato che il Governo NON avrebbe finanziato la spesa, aggiungendo che anche eventuali soluzioni alternative non avrebbero avuto il sostegno dell’esecutivo. A questo punto non ho potuto fare altro che prendere atto di tale decisione e dichiarare che Torino, senza il sostegno finanziario del Governo, è fuori”. Subito dopo, aggiunge, “i presidenti di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia, hanno dichiarato di voler comunque andare avanti con la candidatura di Milano e Cortina, indipendentemente dalle garanzie del governo e il presidente del Coni, Malagò, di fronte a questa eventualità, si è mostrato possibilista, pur ammettendo che è un’ipotesi che non si è mai verificata prima. Questa la situazione fino a martedì sera. Mercoledì mattina il Presidente Zaia e molti altri soggetti mi hanno chiesto di ‘rientrare nella partita’”.

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20 settembre 2018
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