M5s: Italicum non ci piace, va cancellato. Meglio un proporzionale con preferenze - DIRE.it

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M5s: Italicum non ci piace, va cancellato. Meglio un proporzionale con preferenze

elezioni1ROMA – “L’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale. Il Governo Renzi sembra composto da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio perchè non è stato neanche in grado di scrivere una buona legge elettorale, dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta. Non ci piace l’Italicum, a prescindere dal fatto che possa farci vincere le elezioni o meno, perché a noi sta di più a cuore l’interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato”. E’ quanto affermano i deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera, commentando il testo della mozione M5S sull’Italicum, depositato questa mattina.

LA PROPOSTA DEI 5 STELLE: PROPORZIONALE E PREFERENZE

Anche i Cinque stelle presentano una mozione per la modifica della legge elettorale. Il testo della mozione, appena depositato alla Camera, “impegna se stessa e i propri organi ad approvare in tempi rapidi una nuova legge elettorale con formula proporzionale in circoscrizioni medio-piccole e modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”. Firmano il documento i deputati Dieni, Cecconi, Cozzolino, Dadone, D’Ambrosio, Nuti, Toninelli.

m5sNella mozione, i Cinque stelle si scagliano contro il premio di maggioranza, qualificato come “un espediente giuridico” attraverso il quale determinare una maggioranza parlamentare. Il M5s ritiene che “la legge elettorale per il Parlamento italiano debba essere anzitutto rappresentativa dei cittadini e che dunque si debba preferire una formula proporzionale senza alcun premio di maggioranza”. I deputati aggiungono che “la legge elettorale per il Parlamento, deve avvicinare gli eletti agli elettori e, dunque deve articolarsi in circoscrizioni medio-piccole entro le quali debbono concludersi tutti i calcoli elettorali, senza manipolazioni nazionali”. Un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole, sottolineano i Cinque stelle, “oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti disincentivando frantumazioni e scissioni. Ancora, un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole, rispettando i voti che gli elettori esprimono sulla base delle liste locali, a livello nazionale evita di disperdere i seggi tra forze politiche troppo piccole e premia naturalmente le forze politiche maggiori, così favorendo l’emersione di una maggioranza parlamentare effettivamente voluta dai cittadini, a differenza di quella prodotta dagli artifici giuridici del premio nazionale previsto dal c.d. Porcellum e dal c.d. Italicum”.

“ANDARE AL GOVERNO COL PREMIO DI MAGGIORANZA E’ ANTIDEMOCRATICO”

elezioni2“La governabilità che si ottiene con il meccanismo del premio di maggioranza sacrifica gli elettori ed è imposta dall’alto, essendo dunque, innanzitutto, anti-democratica; attraverso il premio, le elezioni parlamentari sono completamente sradicate dal loro rapporto con gli elettori e le comunità territoriali e si trasformano, invece, in un grande plebiscito mediatico per il Governo e per il Leader, cui consegue ancillarmente la composizione del Parlamento”, scrivono i Cinque Stelle nella mozione sulla legge elettorale. “Nei sistemi con premio di maggioranza- aggiungono i M5s- è infatti quest’ultimo che determina l’esito reale delle elezioni, perché chi vince il premio ottiene la maggioranza e dunque governa, realizzando così, di fatto, una sorta di elezione diretta dell’Esecutivo, cui consegue per di più meccanicamente la composizione del Parlamento, realizzando una forma di governo antidemocratica. Il meccanismo del premio subordinando l’elezione del Parlamento a quella del Governo produce un risultato antidemocratico e autoritario; la governabilità ottenuta col premio è una governabilità totalmente artificiale e quindi, paradossalmente, “instabile” e precaria perché si fonda sull’illusione che investendo del potere una sola persona tutti i problemi siano sol per questo risolti.

Mentre la governabilità costruita dal basso produce decisioni stabili, la governabilità imposta dall’alto produce decisioni immediate ma precarie, poiché le leggi sono il frutto di decisioni solitarie di Governi appoggiati da un Parlamento privo di forza di rappresentanza reale”. I Cinque Stelle concludono: “Il premio è anche un meccanismo deresponsabilizzante per l’elettore, che può di fatto decidere solo per il Capo senza poter evidentemente intrattenere alcun rapporto reale con l’unico soggetto davvero elettivo, il parlamentare, e termina perciò il suo ruolo nel giorno dell’elezione. Considerato inoltre che: la legge n. 52 del 2015 di riforma della disciplina per l’elezione della Camera dei deputati approvata dal Parlamento intende promuovere la governabilità proprio attraverso il ripristino di un sistema elettorale con premio di maggioranza (non diversamente dall’impostazione della precedente legge Calderoli); è l’impostazione di fondo della legge n. 52 del 2015 che la rende fondamentalmente antidemocratica e incompatibile con la Costituzione e che dunque essa non è emendabile ma deve essere integralmente sostituita”.

di Alfonso Raimo, giornalista professionista

20 settembre 2016
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